L’inverno torna ad alzare la voce: l’avvio della prossima settimana sarà freddissimo. Tuttavia, col passare dei giorni, accadrà qualcosa di inaspettato a livello configurativo che potrebbe comportare delle conseguenze dirette sul nostro Paese.

Ma andiamo con ordine. Tra il weekend e la giornata di lunedì 30 gennaio la risalita dell’alta pressione delle Azzorre verso latitudini elevate (indicativamente tra centro Europa e Scandinavia) innescherà, di contro, la discesa di una massa d’aria molto fredda di origine artico-continentale, collegata a unavasta area depressionaria presente alle latitudini polari.


Secondo gli ultimi aggiornamenti, questo flusso freddo concluderebbe la sua corsa nel bacino del Mediterraneo sotto forma di venti molto freddi seppur in un contesto tutto sommato di stabilità atmosferica. Temperature fin sotto lo zero anche in pianura (attesi -2 °C a Torino, Milano, Bologna e Roma).

La sensazione di freddo sarà ulteriormente acuita dal cosiddetto effetto windchill: con questo termine si indica quel fenomeno per il quale, in presenza di vento, la temperatura percepita dal nostro corpo risulta inferiore rispetto a quella reale. Più il vento è intenso e più la temperatura scende: generalmente questo fenomeno provoca un abbassamento nella temperatura percepita di circa 3°C per ogni 10 km/h di velocità del vento.

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Successivamente, accadrà qualcosa di inaspettato, novità emersa con l’ultimo aggiornamento: da Martedì 31 l’alta pressione proverà a riconquistare lo spazio perduto sull’Europa centro-occidentale: questo si tradurrà in un aumento delle temperature diurne, anche se non mancheranno nubi basse/nebbie, specie al Centro-Nord. Le nostre regioni meridionali invece risentiranno di una circolazione più instabile e fredda collegata ad un minimo depressionario attivo sulla Grecia, con rischio di precipitazioni anche temporalesche e di nevicate fino a quote collinari.

Cosa mettiamo nel piatto con temperature così rigide? Sicuramente non guastano piatti sostanziosi e caldi, come i capunsei mantovai (vedi qui la ricetta) oppure le fettucce al pomodoro, cime di rapa e scampi (qui la ricetta).

Nel calice, un buon Cirò calabrese, oppure un bianco strutturato ma senza perdere in mineralità, come il siciliano Vanedda di Azienda agricola Cortese.