Verticale Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva Marina Cvetic Masciarelli Tenute Agricole
Ascoltare Marina e il suo enologo Attilio non può che portarci ad immaginare le viti a abruzzesi scaldate dal sole del mezzogiorno e rinfrescate dalla brezza marina che soffia dell’adriatico durante caldi tramonti estivi in attesa della vendemmia. Lì trova la sua culla naturale il vitigno Montepulciano, autoctono abruzzese venuto probabilmente tanto tempo fa da est.
Una delle due (prossimamente tre) DOCG di una terra particolarmente vocata per l’enologia e al contempo spesso in ombra di altre terre d’Italia è proprio il Montepulciano d’Abruzzo DOCG. Una varietà che germoglia tardi e matura tardi, difficiline da domare e che spesso raggiunge la maturità zuccherina, prima della maturità fenolica.
La famiglia di Gianni Mascierelli da anni interpreta la vinificazione di quest’uva per raggiungere risultati eccelsi e duraturi nel tempo, salvaguardando le particolarità e le caratteristiche che rende ogni singola annata diversa dalla precedente. Il clima, le precipitazioni che variano di anno in anno, l’argilla, la silice e quindi le marne, la continentalità, la presenza della Majella nella zona del chietino rendono le vendemmie uniche.
Il valori aziendali parlano e raccontano di eccellenza, onestà e rispetto, l’attenzione al patrimonio naturale (le querce, i boschi, la biodiversità). L’innovazione in casa Masciarelli va sempre a braccetto con la tradizione, le donne hanno un ruolo importante in azienda, ma è la forza del team ha fatto arrivare questo “autoctono” in 50 paesi del mondo.
Lo stile di vinificazione prevede la separazione delle uve che arrivano dai singoli appezzamenti e l’uso di legno grande, ma anche di piccole barrique nuove. Queste strategie però sono quasi impercettibili nei bicchieri, l’affinamento porta rotondità ai tannini e poca cessione di profumi e aromi che potrebbero distogliere la nostra attenzione dalla vera essenza del territorio.
Grazie a una verticale organizzata da AIS Monza Brianza, abbiamo avuto la possibilità di conoscere meglio il Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva Marina Cvetic Masciarelli Tenute Agricole.
2021: Il frutto di una annata arida caratterizzata da un forte stress stress idrico e da raccolta tardiva evidenzia un frutto fresco e delle note floreali, ma anche un che di balsamico. E’ presente un’ acidità e una salinità spiccate. Il tannino è presente ma non infastidisce.
2019: l’annata equilibrata e una maturità delle uve da manuale danno origine ad un vino con un frutto scuro (mirtillo) ben percepibile. Un vino profondo, maturo e complesso nonostante la giovane età. La liquirizia, i chiodi di garofano e la scorza d’arancia disidratata sono percepibili
2018: gli esiti di questa annata fredda e piovosa portano ad un vino con una maggiore acidità e un tannino più percettibile. Arrivano note di eucalipto. In sintesi, un vino di grande bevibilità.
2017: durante questa annata calda la maturazione è stata più rapida. Si ritrovano nel bicchiere dei frutti scuri (rabarbaro, carruba), un tannino leggermente meno equilibrato con una marcata mineralità marcata.
2014: alcune annate in Abruzzo possono essere fredde e complicate e il 2017 è una di queste. Lasciatasi alle spalle la bassa produttività e la fatica ci ritrova con un vino fresco con delle note di ciliegia e rosmarino di grande facilità di beva.
2013: un’ annata completa un cui la neve e le grandinate regalano però un vino di grande eleganza che esprime sentori di rosa canina e zenzero. Con il suo tannino perfetto, la 2013 non la si deve lasciare in cantina, la si deve bere.
2011: annata di “mezzo” senza fatiche estreme, ma comunque da gestire regala un vino con un naso ancora timido, una bocca fresca e acida, dei sentori di melograno. Lasciata riposare per qualche anno ci aspettiamo possa svelare dei segreti.
2010: quest’annata storica, inserita nella Top 100 di Wine Spectator, regala vini di eleganza, con note di violetta e talco. La freschezza è esplosiva e qui torna nel finale del mentolato, ma anche del cioccolato.
2009: in questa annata calda segnata dell’ impatto del terremoto nell’area si fa ricordare per le note di alloro di ginepro, di liquirizia e di….sigaro. Un vino più austero rispetto alle annate precedenti.
2005: un’annata con raccolta tardiva arriva a regalare al naso note floreali (lavanda, iris), freschezza con sentori di bergamotto, china, erbe officinali. Il tannino ha una maturazione perfetta.
2000: come risultato di questa annata calda e gli anni sulle spalle il vino esprime concentrazione e note di arancia sanguinella. Sorprende la freschezza e la grande bevibilità.
1999: gli effetti di una Annata piovosa caratterizzata dalla difficoltà nella raccolta delle uve, portano a note di caffè di timo limonato, scorza di cedro. I tannini perfetti. Il vino è lungo e pulito in bocca.
Nella veloce descrizione di queste bottiglie che raccontano una storia tutta loro, della vigna, del territorio delle persone che lo vivono, con le difficoltà, la fatica, ma anche la grande soddisfazione di creare vini unici, si ritrova il sorriso di Marina Cvetic, ma anche gli aneddoti, la visione e la cultura di Gianni Masciarelli. Per chi poi volesse scoprire questa esperienza il consiglio è l’abbinamento con piatti di carne, ma anche di pesce come il caciucco o altri piatti strutturati. Durante l’estate il vino potrebbe essere anche servito fresco, come da tradizione abruzzese.
Prosit















