Antiche dimore, castelli, rustici, cottage immersi tra vigne e boschi dove rilassarsi nella natura e ammirare lo splendore dei luoghi, praticare sport ma soprattutto degustare i piatti e i vini tipici della zona: ecco il modo migliore per comprendere la vera essenza di un territorio. Dal Nord al Sud d’Italia ci sono molti indirizzi che vale la pena provare.

A partire dal Piemonte: a Castigliole d’Asti, tra Langhe e Monferrato sorge il boutique hotel Le Marne Relais, all’interno della tenuta agricola Mura Mura di proprietà di Guido Martinetti e Federico Grom. È l’ideale per una vacanza immersi nella bellezza delle colline Unesco e per praticare sport, grazie a strutture d’eccellenza come la piscina semi-olimpionica coperta, la palestra firmata Technogym, il circuito di ciclocross, passeggiate tra vigneti e frutteti. Il Relais è composto da La Dimora dei poeti (quattro suite e una camera deluxe), da La Dimora degli artisti (tre junior suite e cinque camere deluxe) e da La Casa sospesa tra le vigne, una suite con terrazzo affacciato sul Monte Rosa. Gli ospiti possono visitare l’azienda agricola e cenare da Radici Ristorante in Vigna con i piatti dello chef Mykyta Bida: da non perdere, il Crudo di ombrina ei Tajarin 30 tuorli (lemarnerelais.it).

A Dogliani (Cuneo) si può fare tappa al Relais Poderi Einaudi, antica dimora che è stata a lungo la casa di vacanza della famiglia Einaudi (quella del presidente della Repubblica): si racconta che anche quando era impegnato a Roma come governatore della Banca d’Italia, ministro e presidente, Luigi Einaudi non mancò mai una vendemmia. Il relais ha conservato il fascino e l’accoglienza di una casa privata: le otto camere e le due suite sono arredate con i mobili originali e godono di una vista eccezionale sulle colline. Le 13 cascine che oggi compongono i Poderi Luigi Einaudi si trovano nei cru storicamente riconosciuti come i migliori della Langa: si può visitare la cantina e degustare i loro ottimi vini, in particolare Roero Arneis, Dogliani, Barolo e Barbaresco (poderieinaudi.com).

Spostandosi in Veneto, gli appassionati di Prosecco si troveranno in paradiso alla Locanda Sandi dell’azienda vitivinicola Villa Sandi, a Crocetta del Montello (TV), seicentesca villa di scuola palladiana con secolari cantine sotterranee. Locanda Sandi, recupero di una casa colonica, dispone di6 camere nello stile della campagna veneta d’inizio Novecento, ma per un’esperienza total green ci sono pure Sole e Luna, i due nuovi cottage ecosostenibili. Anche la cucina, come i vini – il Raboso, lo spumante Metodo classico Operee, naturalmente, il Prosecco –racconta il territorio: un must sono le lumache, un tegamino con 20 diversi ingredienti e aromi, ricetta top secret da degustare nella veranda che si apre sul giardino interno e sull’orto (locandasandi.it).

Un altro luogo di straordinaria bellezza, trai Colli Eugenei e la laguna di Venezia, è il complesso monumentale di Dominio di Bagnoli, a Bagnoli di Sopra (Padova) che racconta mille anni di storia, arte e goliardia: la seicentesca Villa Widmann Borletti è affacciata su magnifici giardini all’italiana ornati dalla più grande collezione di statue settecentesche di Antonio Bonazza, alcune del quali raffigurano personaggi della commedia di Carlo Goldoni, che amava recitare nel teatro della villa. Da visitare è l’antica cantina vinicola che conserva le travi di ferro realizzate a fine Ottocento da Gustave Eiffel. Nel vicino Brolo, grande parco chiuso da un muro di cinta, sorge l’agriturismo, nato dal recupero delle antiche scuderie, con tre appartamenti che ricreano l’atmosfera di una casa di campagna. Qui, per rilassarsi immersi nel verde dell’orto del giardino, c’è anche una piscina privata (ildominiodibagnoli.it).


Una tappa fondamentale per i winelover è poi la Valpolicella: a San Pietro in Cariano, a 10 chilometri dal centro di Verona e a 15 dal Lago di Garda, sorge Dimora Buglioni Wine Relais, un casolare di metà Ottocento che è stato restaurato conservando molti degli elementi architettonici originali. Le camere, affacciate sulle vigne, hanno gli stessi nomi irriverenti dei vini Buglioni, come Il Clandestino, Il Vigliacco, Il Bugiardo, il Monello. Il relais è il punto di partenza ideale per escursioni a cavallo, trekking o uscite in e-bike. La sera, con una breve passeggiata si può raggiungere il wine restaurant di famiglia, Locanda Buglioni, rustico e romantico, per cenare con piatti creativi ispirati alla tradizione. Le diverse wine experience del relais sono dedicate alla scoperta deisegreti dei vini della Valpolicella, con un percorso guidato che inizia in vigna, prosegue in cantina e si conclude a tavola (dimorabuglioni.it).

In Friuli Venezia Giulia, soprattutto quest’anno, merita una visita la città di Gorizia con Nova Gorica, città europea della cultura 2025, in pieno fermento culturale con mostre, eventi e concerti. Si può dormire tra le vigne a Borgo Gradis’ciutta, a pochi km dalla città, struttura nata dal recupero di un palazzo del Cinquecento dove si vivono esperienze realizzate su misura: degustazioni dei vini dell’azienda, picnic, yoga, cooking class di cucina mitteleuropea, seguire il lavoro in vigna unendosi allo staff, con la possibilità di creare una versione one off di Collio Bianco. L’azienda guidata da Robert Princic crea vini molto rappresentativi del territorio da vitigni autoctoni come Ribolla Gialla, Malvasia e Friulano, altre varietà come Moscato, Picolit e Verduzzo e internazionali come Chardonnay, Pinot Grigio e Sauvignon. Tra i rossi, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot, con i quali nasce anche un raffinato uvaggio bordolese. Da provare assolutamente è Sinefinis, vino transfrontaliero, unione delle due zone vitivinicole del Collio e del Brda, che un tempo appartenevano alla stessa area di produzione e che successivamente sono state divise dal confine con la Slovenia (gradisciutta.eu).

La Toscana è la regione che offre maggiori possibilità di soggiornare a 360 gradi nell’affasciante mondo del vino. Magari anche con vista mare, come accade al Relais Il Biserno a Bibbona (Livorno) tra le colline dell’Alta Maremma, a pochi chilometri dal Mar Tirreno. È una dimora di charme settecentesca all’interno della Tenuta di Biserno, guidata da Niccolò Marzichi Lenzi, dall’atmosfera intima e di eleganza discreta, trasformata in un eden bucolico dai giardini di erbe aromatiche, dall’orto, dalla limonata e dagli ulivi, con un infinity pool circondata dai cipressi. Solo quattro le camere, diverse per stile e colori, di cui una suite con letto a baldacchino e una vista suggestiva sul mare. Si possono seguire diversi percorsi di degustazione degli ottimi vini prodotti dalla tenuta: la super etichetta? Biserno, il vino iconico e più pregiato, taglio bordolese (Cabernet Franc, Merlot, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot) fine e complesso: non si scorda (biserno.it).

C’è un angolo di Toscana dove il grande turismo non è ancora arrivato: nel piccolo borgo etrusco di Casanova – solo una quarantina di abitanti – nel Comune di Terricciola, tra Pisa e Volterra, dal 2022 sorge la «casa in collina» di Antonino Cannavacciuolo, Laqua Vineyard, resort circondato da una cornice naturale fatta di suggestioni, profumi e colori. La struttura su due piani accoglie sei suite, un’area benessere, una piscina privata e il ristorante Cannavacciuolo Vineyard, una Stella Michelin, dove la cucina dell’head chef Marco Suriano incontra il mondo dell’enologia con una carta dei vini molto curata. Da non perdere il picnic panoramico tra i vigneti della cantina La Spinetta della famiglia Rivetti, accanto al resort, e il bike tour a Peccioli, Borgo più bello d’Italia 2024 (laquavineyard.it).

Verso Firenze, poi, a Rignano sull’Arno, c’è un altro luogo di rara bellezza immerso nella quiete della campagna: è la Tenuta dei Conti Rossi di Montelera, Torre a Cona, con una splendida villa settecentesca circondata da giardini all’italiana, boschi secolari, vigneti e ulivi. Nella dimora storica e nella dependance sono state ricavate 40 camere caratterizzate da elementi e decori originali e rifinite con colori tenui a ricordare le sfumature della campagna toscana. L’antica limonaia è diventata il regno dello chef Enrico Romualdi, l’Osteria di Torre a Cona, che propone piatti della tradizione con tocchi creativi. Cuore della tenuta sono però le cantine, che custodiscono oltre cinque secoli di storia: ogni etichetta racconta la peculiarità di una microzona, dai Chianti Colli Fiorentini alle selezioni provenienti da singoli vigneti, fino ai monovitigni e a due preziosi Vin Santo. Inoltre, a Torre a Cona viene prodotto anche un Vermouth da un’antica ricetta originale del 1920. Gli ospiti possono fare passeggiate a cavallo, trekking, la caccia al tartufo, corsi di cucina e picnic all’ombra degli ulivi secolari o rilassarsi nella sala massaggi, ricavata nell’antica torre accanto alla piscina, ammirando il paesaggio (torreacona.com).

Per gli appassionati di vino rosso, una vacanza all’’agriturismo Poggio alle Vigne è la destinazione ideale in Umbria.Sitrova a poca distanza dal borgo di Torgiano (Perugia) circondato dai vigneti della famiglia Lungarotti, che qui produce il suo celebre Rubesco (Sangiovese e colorino). Il casolare del XVII secolo, circondato da pini marittimi, aceri e olivi è suddiviso in appartamenti che prendono il nome dai frutti e dai fiori della campagna; un viale di pini porta al Poggiolo, un romantico nido tra i vigneti adatta una coppia. Oltre all’azienda vinicola Lungarotti a Torgiano gli ospiti possono visitare un’altra tenuta di famiglia a Turrita di Montefalco, che produce Sagrantino, Montefalco Rosso e Sagrantino Passito in una cantina completamente sotterranea (poggioallevigne.it).

Spostandosi in Lazio, nella campagna di Terracina, tra montagne e mare sorge Cantina Sant’Andrea, azienda vitivinicola guidata da Gabriele e Andrea Pandolfo (padre e figlio) che producono 16 etichette nel cuore della DOC del Circeo e del Moscato di Terracina e il vino 253 giorni, un Vermentino che omaggia la costa di Sabaudia. Seguire le Botti è il loro agriturismo con il ristorante gourmand dello chef Pasquale Minciguerra, ricavato nella casa colonica della famiglia: si può pranzare nel giardino popolato da fiori e arbusti autoctoni e tropicali, uliveti e vigneti, dove scorrazzano oche e galline, con i piatti che permettono di provare un’autentica esperienza della vita agricola locale (cantinasantandrea.it).



Se sognate di dormire in un castello, proseguite verso l’Abruzzo, al Castello di Semivicoli, palazzo baronale del XVII secolo a pochi chilometri dal borgo di San Martino sulla Marrucina, acquistato dalla famiglia Masciarelli e riconvertito con restauro conservativo in wine resort: l’antico frantoio, i magazzini e la bottaia sono stati trasformati in aree di accoglienza per degustazionie nel wine bar dove provare le etichette di Masciarelli, in particolare Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo. Nel sottotetto sono state ricavate le camere arredate con oggetti di design contemporaneo che fanno risaltare le architetture d’epoca. Il castello organizza anche Yoga in Vigna, che si svolge all’aperto tra i filari, immersi tra i profumi e i colori del tramonto, per poi spostarsi nella bottaia per un aperitivo con degustazione (castellodisemivicoli.com).

Se si sceglie una vacanza in Sicilia, un’esperienza da non perdere è dormire in un palmento ai piedi della “Muntagna” che non dorme mai: l’Etna. A Tenuta di Fessina, in contrada Rovittello a Castiglione di Sicilia, i palmenti sono addirittura tre, e di epoche diverse, con vigne centenarie aggrappate alla terra lavica tra gli antichi muretti a secco. L’Etna si vede e si sente, se ne percepiscono l’energia, le vibrazioni, la magia, la forza che rende ricca e unica questa terra. La cantina guidata da Jacopo Maniaci mette a disposizione sei camere: tre esterne con ingresso indipendente – Viddirami, Litturina e Istenna – e tre interne sopra l’antico Palmento del XVII secolo (Tina, Canedda, Carateddu). Tenuta di Fessina offre anche la possibilità di avvalersi del personal chef siciliano Marco D’Agati, che propone ricette e ingredienti della tradizione etnea da abbinare ai vini della cantina, come l’Etna Bianco A’ Puddara e l’Etna RossoRiserva Musmeci. La colazione è preparata dalla governante della tenuta: torta ai pistacchi, frutta, formaggi di produttori locali, pane appena sfornato, da gustare nella terrazza panoramica, in compagnia del vulcano (tenutadifessina.com).

Vi siete appassionati alle vicende della famiglia Florio narrate nel libro I Leoni di Sicilia o alla serie-tv con Michele Riondino e Miriam Leone girata in diversi luoghi dell’isola? Allora la vostra destinazione è Baglio Oneto dei Principi di San Lorenzo – Luxury Wine Resort a Marsala, diverse scene della fiction sono girate a pochi minuti da qui, che sorge su una collina costellata da vigneti e uliveti, con vista sul mare e sulle isole Egadi. Il Resort dispone di 47 camere, arredate ispirandosi allo stile delle antiche abitazioni siciliane. Nel tardo pomeriggio, gli ospiti possono viaggiare indietro nel tempo con visite al vigneto e all’uliveto di famiglia, nella corte storica, nella stanza del palmento dove si pestavano le uve con i piedi e nella cantina con le botti di affinamento, dove si possono degustare vini bianchi comeDara (Inzolia), Quintessenza(Zibibbo), rossi come Nero d’Avola Barrique e Sabina (Merlot) e due vini liquorosi: Odinetto (Zibibbo passito) e il Marsala DOC Vergine Riserva. Il Baglio organizza anche gite in barca, a cavallo, escursioni o un bagno di sale alle Saline di Marsala (bagliooneto.it).

Boom dell’enoturismo: l’dentikit del viaggiatore del vino

L’enoturismo in Italia si consolida come uno dei motori più dinamici del turismo esperienziale: secondo una recente indagine dell’Osservatorio de Il Golosario, condotta su un campione di 1.200 enoturisti italiani e stranieri, il 72% sceglie le cantine che offrono la possibilità di pernottare, mentre il 68% privilegia quelle con cucina tipica annessa. La media di permanenza è di due notti, e cresce nei weekend lunghi o in occasione di eventi tematici. Non solo: l’87% dei visitatori acquista vino direttamente in cantina, con una spesa media di 76 euro a persona, spesso accompagnata da altri prodotti del territorio. Cresce anche l’interesse per attività collaterali: il 52% degli intervistati dichiara di voler vivere almeno un’esperienza extra, come vendemmia partecipata, corsi di cucina, passeggiate tra i filari o momenti relax in Spa o wine resort. «Fare enoturismo non è più sinonimo di “passare a bere un bicchiere” – spiegano Paolo Massobrio e Marco Gatti, curatori della guida IlGolosario Wine Tour 2025 – ma è il desiderio di vivere un’esperienza autentica, che unisce cultura, natura e gusto. Il successo delle cantine che investono in accoglienza ne è la dimostrazione concreta». Delle quasi 1.700 cantine italiane censite nella guida 670 offrono ospitalità e 442 anche la ristorazione, spesso nei weekend.