Gagliole, la ricerca del genius loci tra Panzano e Castellina
Parlare di Gagliole significa raccontare un Chianti Classico che vibra su due registri diversi e complementari: la forza scabra e ferrosa di Panzano, con le sue arenarie giallo-ocra a 450 metri, e l’eleganza ariosa di Castellina alta, fatta di luce e freschezza. Una piccola grande realtà che lavora come un artigiano cesellatore: ogni vino è uno squarcio di paesaggio, ogni sorso un frammento di storia toscana.




Al The Hoxton Florence, l’enologo Giulio Carmassi, affiancato da Paolo Salvi (uno dei pochi eredi di Giulio Gambelli), ha fatto parlare i calici.
Il Rubiolo 2023 (Chianti Classico ottenuto assemblando i vigneti da tutti e due i territori) si apre come una passeggiata tra i campi in fiore: ribes e lamponi croccanti, succo vivo che riempie la bocca, un’energia scattante che ti lascia un sorriso leggero.

La Riserva 2021, figlia esclusiva dei suoli di Panzano, mostra invece la sua ossatura: piccantezza e succo, una forza che sa essere elegante, come un cavallo in corsa con il passo sicuro.

L’IGT 2021 eponimo ovvero “Gagliole”, che sarebbe stato un tempo il “supertuscan” di casa pur essendo un sangiovese 100%, è un gioco sorprendente: sale e dolcezza, fragole in confettura e ferro, pepe e gelsi scuri. È la Panzano che non ti aspetti, capace di coniugare intensità e leggerezza, con quella golosità che invita al secondo sorso e non solo ricchezza debordante.

E infine, il “Gallule” (dal nome antico romano del luogo, che significa “quercia”) Gran Selezione 2021, la voce più pacata ma profonda di Castellina: una dolcezza calda che si distende sul palato con grazia, tannini setosi che si adagiano come velluto, un’eco di eleganza che non ha fretta di svanire.

Gagliole oggi è questo: un laboratorio di armonie, sospeso tra due colline che raccontano due anime del Chianti Classico. Un luogo dove il passato di Gambelli vive nei gesti di Paolo Salvi e la freschezza di Carmassi porta nuova linfa. Un piccolo miracolo toscano che sa farsi grande nel bicchiere senza eccessi ma neanche senza smagrire troppo i vini come oggi pare essere la moda.












