Nobile di Montepulciano Tolosa
A Milano abbiamo incontrato Edoardo Mottini Jacorossi, ceo di Tolosa, che ci ha raccontato una bellissima storia personale e imprenditoriale legata al vino. La prima cosa che condividiamo è che “Montepulciano” non è il vitigno noto ai più ma una località medioevale in provincia di Siena, tra la Val d’Orcia e la Valdichiana. In questo paradiso inizia la storia di famiglia perché nonno Angelo, conosciuto imprenditore romano, nel 1972 acquista una cantina dimessa e degli appezzamenti di terra. Nel tempo riesce a trasformare questa realtà in una vera e propria tenuta, aggiungendo ettari a ettari: il tempo e l’amore di Angelo non sono più sufficienti a sostenere le capacità di sviluppo, così chiama il giovane Edoardo a sé e lo incarica di prendersi a cuore il business toscano.
Edoardo ci racconta che all’inizio vedeva la sua presenza a Montepulciano come un momento di transito, di passaggio, ma ci rivela che questo incarico ricevuto dal nonno si trasforma presto in un amore incondizionato per la terra e per il mondo del vino.
Arrivato in contrada Tolosa, che probabilmente deve il nome ai mercanti di fiori francesi di Toulouse, Edoardo Mottini crea un team che è in grado di supportare la messa a terra delle idee innovative frutto anche dalla sua formazione universitaria internazionale. Lo stress, la frenesia e la velocità di calcolo che avevano distinto la sua visione di business sino a quel momento, lasciano spazio ad attese, rispetto dei cicli di vita e, perché no, a svago sulle splendide colline con viste mozzafiato.
Oggi i 33 ettari dell’azienda permettono di produrre 110000 bottiglie circa, ma è singolare che Edoardo parli di Tolosa come azienda di servizi. Tolosa negli anni ha avuto la forza di presentarsi sul mercato come metà eno-gastronomica e oggi all’interno della Cantina Storica è possibile visitare, degustare, mangiare ed acquistare: Tanto è vero che una gran parte del vino prodotto, oltre all’olio, è venduto in loco.
La produzione spazia tra un bianco, un Vin Santo di Montepulciano, un Rosso di Montepulciano, un Chianti, un merlot in purezza e anche una piacevole bolla. È bene sottolineare che dei 33 ettari, 22 vengono dedicati al nobile di famiglia: il Nobile di Montepulciano che, per scelta aziendale, è in tutte le linee 100% Sangiovese. Il disciplinare permette sino al 30% di altre uve e una resa massima per ettaro di 80 quintali ma Edoardo, in quest’opera di rilancio, sceglie di arrivare a 40 quintali come resa media e punta tutto sulla qualità.
I terreni degli Jacorossi sono contigui o molto vicini tra di loro e questo ne permette una più facile gestione. Quella che non è affatto semplice è la natura del terreno di matrice argillosa e sabbiosa. Anche quest’area, come succede spesso in Italia, è zona di emersione come testimoniano i fossili. La località è Pietrose in Montepulciano, uno dei cru più vocati della zona. La zona collinare si attesta sui 300-400 metri circa.
I due protagonisti della degustazione sono il Nobile di Montepulciano Filai Lunghi e il Riserva. Due grandi vini che rispecchiano appieno la composizione del suolo: il primo più legato ad una matrice sabbiosa, il secondo ad una matrice argillosa. La comparazione diventa un gioco legato al motto argilla o sabbia ed è interessante vedere come nelle tre diverse annate 2017, 2018, 2019 l’evoluzione del vino sia strettamente legata alla sede del vigneto di provenienza.
La degustazione diventa orizzontale e verticale, inoltre nelle diverse edizioni si può ritrovare una filo conduttore.
Un bel colore rosso rubino e un naso mai invasivo che ricorda l’amarena, i frutti rossi e neri, la prugna. Anche dei sentori floreali emergono insieme alla spezia, dolce, ma anche pepe. Il cacao è leggermente percepibile, ma ci si aspetta sarà caratterizzante nel tempo a venire. In bocca i tannini sono importanti, particolarmente vivi in tutte le versioni. Il palato è comunque sempre coerente con il naso.
Filai Lunghi è una linea in cui l’eleganza e la sobrietà sono tratto distintivo, nella 2019 i profumi sono più legati alla giovinezza e nel 2018 e 2017 la loro complessità aumenta iniziando a far uscire più terziari. Di tutte la 2018 è quella che stupisce di più per la potenza.

Riserva è un grande vino, anche in questo caso la 2019 porta con sé una maggior freschezza e l’evoluzione nella 2018 e 2019 è lineare. Questa linea legata all’argilla è più potente, il naso è più invasivo e in generale i vini sono più prepotenti.

Quindi nella gara tra argilla e sabbia vince la prima, per il mio gusto personale, ma il sabbia regala comunque una bella bevuta.
Filai Lunghi deve il suo carattere anche al legno nuovo che invece Riserva non vede. Solo tonneaux dal secondo passaggio sono dedicati alla maturazione del secondo. Il vigneto dedicato alla prima linea è più giovane e molto più influenzato dalle condizioni climatiche quando si fanno avverse.
Il Nobile di Montepulciano, re dell’azienda, è però il Nobile Pieve Le Grazie, 100% Sangiovese che rientra nella UGA (Unità Geografiche Aggiuntive) Pieve. Per ricevere questa menzione il vino deve rispondere avere tre requisiti: una resa per ettaro ancora più bassa che per la D.O.C.G (70 quintali), avere una percentuale di Sangiovese almeno dell’ottantacinque per cento, prodotto da uva proveniente da vigne di almeno 15 anni. Pieve deve fare almeno 3 anni di maturazione, di cui almeno 12 mesi in legno e 12 in bottiglia: l’etichetta di Talosa ci rientra a pieno titolo.
Sono 1352 le bottiglie prodotte nel 2021 per questa prima edizione che è potenza ma anche eleganza. Al naso si ritrovano tutte le note del Nobile ma amplificate, vibranti. In bocca i tannini sempre vivi ma più morbidi. La ciliegia e anche note terziarie come il cacao e il cioccolato sono evidenti, ma la spezia si fa sentire insieme al balsamico. Il finale è lungo e appagante.

In sintesi, i vini di Talosa se pur prodotti della tradizione per loro la cura e il loro livello qualitativo sono tra i top di questa DOCG. L’unica difficoltà da affrontare, per i più, potrebbe essere la prepotente presenza di tannini taglienti, un indizio a bere questi vini nei prossimi 15 anni: da comprare e dimenticare in cantina visto che l’aspettativa di vita è lunghissima.
Filai Lunghi 55-85 € a seconda dell’annata; Riserva 35-45 €; Pieve 125 €.












