Quanto sono importanti i bicchieri? Ecco una domanda alla quale vogliamo dare una risposta perché anche nel mondo birra il bicchiere è importante tanto quanto nel mondo del vino. Berresti un buonissimo vino pregiato in un calice vinto con l’acquisto degli ovetti di cioccolata? Credo proprio di no e lo stesso vale per la birra; quindi, oggi vi porto nel mondo dei bicchieri. È facile dire che la birra va versata in un bicchiere e via, invece, stiamo per scoprire un piccolo mondo fatto di studio e storia!

Tante sono le tipologie di birra, altrettanti sono i bicchieri creati apposta per farla risaltare al massimo dopo averla spillata a regola d’arte. Facciamo qualche esempio, per facilitarci nella prossima uscita al pub: partiamo da una classica lager (Pils, Hell, Keller), birre dal tenore alcolico contenuto tra i 4,5 ed i 5,5% ABV (alcool by volume), quella che comunemente chiamiamo “birra bionda”, che trova in un bicchiere alto e stretto o nel boccale la sua casa perfetta. Queste, infatti, sono birre che messe nel bicchiere devono mantenere il più possibile una schiuma compatta e che non hanno bisogno di avere dei grandi sentori all’olfatto in quanto sono birre di facile beva.

E come non conoscere il bicchiere della Stout? Si chiama Imperial e viene usato normalmente per questa tipologia ed in generale per tutte le birre inglesi (Red Ale e Mild Ale le prime varianti). Se invece avete voglia di Abbazia, trappiste o birre ad alto tenore alcolico, il bicchiere perfetto è il goblet, calice a coppa in genere ampia, così da mettere in risalto i sentori em i sapori della birra, che essendo strutturata mette in mostra tutte le sue qualità anche prima di essere bevuta (anche l’olfatto ha una grande importanza in queste tipologie).

Voglia di Ipa? La pinta americana è il bicchiere giusto per te, dalla linea semplice che si presta per birre dalla bevuta facile e che esalta più il gusto rispetto ai sentori olfattivi. Se invece hai tra le mani un cilindro stretto e alto, allora devi aver chiesto una Kõlsch, birra brassata in alta fermentazione, ma che si comporta come fosse una classica chiara. È uno stile che già dal nome si capisce da dove viene, ovvero dalla Germania, più precisamente da Colonia. Chiudiamo con una piccola chicca, che è anche un bicchiere che probabilmente ti sarà stato servito almeno una volta nella vita: stiamo parlando del Teku (unione di Teo & Kuaska), uno dei calici più usati nelle degustazioni di birra, studiato e sviluppato da Teo Musso (tra i primi a rilanciare la birra artigianale in Italia a metà anni Novanta con il suo birrificio Baladin) e Kuasaka ( probabilmente il più autorevole esperto di birre belghe in generale, con una conoscenza infinita nel mondo delle birre acide). Quindi quando avrai tra le mani un calice così, sai che c’è l’ingegno italiano che ci ha messo lo zampino.

Bicchiere Teku

Insomma, come avete visto, ogni birra ha il suo calice, e fidati che il risultato potrebbe cambiare il tuo approccio a questo fantastico mondo brassicolo. Ora, come al solito, a forza di parlare di birra mi è venuta una gran sete. Vado a spillarmene una. Cheers!