Con oltre 500mila abitanti, Lisbona è la città più popolosa del Portogallo. Fondata dai fenici, la città ha assunto sotto il dominio romano il nome di Olisipo o Felicitas Iulia Olisipo, per poi passare sotto il controllo di greci, cartaginesi, svevi e musulmani. Ancora oggi, Lisboa (come la chiamano i portoghesi) è un crogiolo di culture e tradizioni, che dialogano nelle stesse strade, vie e quartieri, e lo è ancora di più con l’importante ondata turistica che ha travolto la capitale negli ultimi anni. I motivi che hanno reso la città attrattiva sono tanti: il clima mite, che garantisce oltre 290 giorni di sole all’anno, i costi contenuti (anche se in ascesa) rispetto alle città nordiche, i panorami mozzafiato – qui conosciuti come miradouros – da ammirare dai sette colli (sì, come Roma), e una gastronomia sempre più riconosciuta, grazie al perfetto mix tra cucina portoghese e influenze gastronomiche internazionali. Ecco i nostri consigli per un weekend a Lisbona: dalla gastronomia alla cultura.

Tour della città tra negozi di lusso e il museo del baccalà
Qualunque sia il periodo in cui scegliete di visitare Lisbona, il consiglio è quello di partire da un tour con una guida locale, per ammirarne tutte le bellezze e scoprirne tutti i segreti. Ad esempio, potete trovare una serie di opzioni di tour per turisti e residenti su Civitatis, portale online di visite guidate. La visita che noi consigliamo è il Free tour di Lisbona ed è in italiano. Parte da Praça dos Restauradores, attraversa il centro di Lisbona, con il racconto di alcuni dei principali punti di interesse della città – fra cui la Chiesa di Santo Domingo, il quartiere Chiado, la più antica libreria del mondo – e termina in Praça do Comércio, la piazza principale, che affaccia sul fiume Tago. La visita è prenotabile gratuitamente online e, al termine della stessa, è richiesta un’offerta libera, per consentire ai volontari di poter continuare questo lavoro culturale prima ancora che promozionale. Prima della visita vi consigliamo, se siete appassionati del tema, di percorrere in lungo e in largo l’Avenida de Liberdade, la via dei negozi di lusso, che si trova proprio nei dintorni di Praça dos Restauradores, punto di partenza della visita. Al termine del tour, invece, non potete perdervi il museo sul baccalà Centro Interpretativo da História do Bacalhau, situato proprio in Praça do Comércio. Nell’esposizione interattiva, si scopre il motivo del forte legame che il Portogallo ha instaurato con il baccalà, l’ingrediente principale della gastronomia portoghese nonostante tutto il merluzzo consumato in Portogallo oggi provenga dai Paesi nordici.

Pranzare in una brasserie, come a Parigi
A un quarto d’ora a piedi dalla Praça do Comércio, a Cais do Sodré, si trova un ristorante che racchiude, in tutto e per tutto, l’effetto Narnia. Si tratta di Brilhante, brasserie francese che trasporta gli ospiti in un mondo passato e nostalgico. In un ambiente molto romantico, in cui il rosso fa da trait d’union tra pavimenti, menu e mise en place e dove si apprezzano i piatti della tradizione francese e internazionale, qui interpretati dallo chef Luís Gaspar. Piatto icona del locale è la Brilhante Steak, una bistecca di controfiletto di manzo, rivisitazione della ricetta Marrare Steak – dal nome dello chef napoletano ideatore Antonio Marrare – che qui si può ordinare con l’aggiunta di uovo fritto, scaloppa di foie gras e aragosta. A rendere memorabile l’esperienza ci sono un bancone da 26 posti al centro della sala, lungo il quale si sviluppano tante intime sedute e i cocktail classici e gastronomici preparati nell’altro bancone, quello all’ingresso. Da provare il Bloody Mary con pomodoro e bisque di aragosta.

Sintra, con un dolce assaggio tipico
Anche se negli anni è diventata una meta di overtourism, Sintra è una tappa imperdibile nel primo viaggio a Lisbona. Stiamo parlando di una città che ospita l’unico palazzo dei reali portoghesi ancora visitabile in tutta la nazione. Consigliamo di raggiungere Sintra con il treno, partendo dalla stazione di Rossio. Una volta giunti a destinazione, bisognerà ancora prendere un autobus, che si trova proprio sulla destra dei binari. Sul sito ufficiale c’è la possibilità di acquistare tre biglietti diversi (Palácio Nacional da Pena, Parco e Castelo dos Mouros; Palácio Nacional da Pena e Parco; Parco). Noi consigliamo di propendere per il biglietto intermedio, perché con questa soluzione si potrà ammirare il castello, Patrimonio Mondiale UNESCO dal 1995 e in cui convivono più stili architettonici, in totale tranquillità. Sintra non è solo storia, ma è anche gastronomia: per questo motivo vi consigliamo, quando tornate a Lisbona, di passare da Time Out Market – un format internazionale, simile al Mercato Centrale – per assaggiare allo stand Recordação de Sintra uno dei dolci tipici di Sintra: il Pudim de Queijada, un budino al formaggio la cui ricetta, di oltre 130 anni, prevede l’utilizzo di cannella.

Colazione con il miglior Pastéis de Nata
A pochi passi dalla fermata metro Baixa-Chiado, nel centro di Lisbona, da dicembre 2021 si può assaggiare quello che è, con molta probabilità, il miglior Pastéis de Nata della città. Alle spalle di Castro – Atelier de Pastéis de Nata si trova il gruppo ristorativo Plateform, il quale ha inaugurato il progetto nel 2019 a Porto e ha bissato a Lisbona nel 2023, in Rua Áurea. Il segreto del pastry chef Daniel Seixas è uno solo: la crema pasticcera, prima di essere colata nei cestini di pasta sfoglia, viene fatta riposare per 24 ore. Il dolce viene quindi caramellato in superficie e si può completare al tavolo con cannella in polvere e abbinare a un caffè espresso, a un calice di Porto o alla Ginjinha, liquore portoghese a base di amarene. Se non siete amanti del dolce nazional-popolare portoghese, sappiate che qui non ci sono alternative.

Da Cura al Four Seasons Ritz: cucina tradizionale stellata
Vicino al Parque Edoardo VII e alla fermata della metropolitana Marquês de Pombal, si trova il Four Seasons Ritz, un hotel che aprì le porte nel 1959 e che ancora oggi viene apprezzato dagli ospiti di tutto il mondo per la combinazione di stili Art Déco e Louis XVI. Al suo interno, è ospitato il ristorante stellato Cura, guidato dallo chef Rodolfo Lavraror e della sous chef Marina Garcia. La cucina è sostenibile e si ispira alle ricette portoghesi con ingredienti di fornitori locali per realizzare piatti di grande pulizia e raffinatezza. Due sono i menu degustazione tra cui scegliere: Percurso, per addentrarsi nel mondo della cucina portoghese, e Passo, per apprezzare fino in fondo la creatività della coppia. Verdure e pesce sono, come nella cucina nazionale, i due elementi più presenti in tavola, dall’inizio alla fine. Il pane, realizzato con il grano antico portoghese Barbela e servito con un olio blend di Cobrançosa, Picual, Arbequina e burro delle Azzorre, è il perfetto accompagnamento. Il sommelier David Lopes impreziosisce l’esperienza con una carta vini focalizzata su etichette biodinamiche.

Pranzo visionario da Solo
Alfama e Graça, i quartieri più antichi di Lisbona, meritano senza dubbio una visita. Da quassù, la città ha tutto un altro fascino: scovate uno dei tanti miradouros per poterla ammirare in lungo e largo, senza fretta. Dopo esservi persi nelle viuzze, autentiche e vissute, raggiungete il Campo de Santa Clara, dove il martedì e il sabato si tiene il mercatino delle pulci Feira da Ladra. All’ora di pranzo, sempre nella piazza, raggiungete uno dei ristoranti più visionari della città: Solo, alter ego del ristorante 1 Stella Michelin Ceia. Nell’unica sala del ristorante, che è la stessa per le due insegne (Solo è aperto a pranzo, Ceia a cena), si apprezza il concetto di ospitalità lenta caratteristico del progetto Silent Living, a cui fanno capo le due attività. L’obiettivo del founder ed ex pilota João Rodrigues era creare un ecosistema di ricettività consapevole che, nello stesso edificio (del ’700) che ospita i ristoranti, mette a disposizione anche sei suite: un trailer delle strutture ricettive (e non solo) che il progetto ha da offrire in tutto il Portogallo. Nell’unico tavolo conviviale, va in scena la cucina dello chef Tiago Ramos, che evolve insieme ai tempi della natura. Nel piatto diventano protagoniste le verdure dell’azienda agricola di proprietà Herdade no Tempo di Montemor-o-novo, e poche altre materie prime selezionate, come pesce, frutta e gli ingredienti non utilizzati da Ceia. Il menu da tre portate (unica scelta) cambia continuamente e dà la possibilità di attingere a una carta che conta due-tre alternative per piatto.

Il cocktail bar sostenibile
Tana della volpe, è questa la traduzione di Toca da raposa, cocktail bar a pochi passi dalla stazione di Rossio che si è fatto notare dalla 50 Best Discovery (prestigioso circuito dedicato ai migliori ristoranti, bar e hotel in tutto il mondo) per la sua attenzione alla sostenibilità. La bar manager e titolare del locale Constança Cordeiro è la prima testimonial del messaggio. Nella sua drink list ogni cocktail ha il nome di un animale ed è realizzato con ingredienti locali e stagionali o, in alcuni casi, addirittura raccolti personalmente da lei stessa. Dal menu, piuttosto giocoso, si ordinano il Wolf (lupo) con whiskey, eucalipto, melone e vermouth, o il Flamingo (fenicottero) con mezcal, ananas bruciato, cipolla rossa, coriandolo e bacon. Ogni drink è accompagnato da tre parole, che descrivono il profilo aromatico della bevuta.

La trattoria portoghese contemporanea
Immaginatevi un’atmosfera da trattoria, ma lontano da casa. È questa l’esperienza che offre Pica Pau (dal portoghese “il picchio”), tappa gastronomica tra le fermate della metropolitana di Lisbona Rato e Principe Real. Se l’intimo bancone è il luogo ideale per provare i petiscos (le tapas della cucina nazionale) è nella più ampia sala in fondo al locale che bisogna accomodarsi per assaggiare i piatti principali, dello chef Luís Gaspar. L’ispirazione arriva dalle ricette di mamme e nonne portoghesi e da antichi libri di cucina. In tavola è protagonista la modernità di un’insegna che ha capito fin da subito gli ingredienti per il successo. Da provare i pastéis de bacalhau, il tradizionale Polvo à lagareiro con cipolle, peperoni, pane di mais e patate lessate con pelle e schiacciate e, per chiudere, la mousse al cioccolato, con l’aggiunta dell’aguardiente (brandy) Velha Reserva. Un dolce goloso e suadente, la miglior ciliegina sulla torta per una fedele cartolina contemporanea del Portogallo più vero.

Dopocena nello speakeasy, che ti trasporta a New York
Red frog
(rana rossa) è il nome del cocktail bar di Lisbona, che nel 2024 è stato nominato 94mo miglior bar al mondo dalla The World’s 50 Best Bars, la più ambita classifica del settore a livello mondiale. Non distante dall’Hard Rock Cafè e dal Giardino Botanico della città, qui si viene per sentirsi, almeno per un attimo, a New York. L’atmosfera è quella di uno speakeasy e il nome Red Frog deriva da un viaggio a Panama, in una zona nota per una rara specie di rane rosse. Il bar manager Paulo Gomes, co-founder del progetto nato nel 2015 insieme a Emanuel Minez, prepara drink che cambiano con l’arco delle stagioni, con l’utilizzo di ingredienti internazionali e portoghesi. Tra i bestseller, meritano una menzione American Gangster, Spiced Rusty Cherry, e Aged White Negroni. L’indirizzo è lo stesso di un altro cocktail bar della coppia, il Monkey Mash, e per accedere allo speakasy bisogna suonare un campanello. Tra le regole da rispettare, mettere il cellulare in modalità aereo, non utilizzare flash e abiti sportivi, e rispettare un rigoroso dress code.