Cogno Bricco Pernice 2018 Barolo Ravera Docg
La storia di questa cantina è un inno alla lungimiranza. Se oggi la zona di Novello è riconosciuta come una delle più prestigiose della Langa, lo si deve in gran parte a Elvio Cogno che, alla fine degli anni ’80, lasciò la celebre partnership con Marcarini a La Morra per scommettere sul potenziale allora inespresso della collina di Ravera (la storia, da non perdere, la potete leggere qui).
Oggi l’azienda è guidata dalla figlia Nadia Cogno e dal marito Valter Fissore, che con una dedizione quasi monastica hanno elevato lo stile della cantina verso una pulizia cristallina, unita a un profondo rispetto per la tradizione (come dimostra l’uso della fermentazione a cappello sommerso e dei grandi roveri di Slavonia). Ispirandosi nel nome al bricco su cui le pernici in amore costruiscono il loro nido, il Barolo Ravera Bricco Pernice è l’ultimo prodotto di casa Cogno: il risultato di tanta fatica, anni e anni di lavoro, un desiderio che è diventato realtà.
Ma veniamo al vino, specchio dell’annata che abbiamo degustato, la 2018, caratterizzata da un andamento climatico classico, che ha restituito vini di straordinaria freschezza e bevibilità, meno muscolari rispetto al 2017 ma incredibilmente sfaccettati. Il Barolo Bricco Pernice di Elvio Cogno è così: etereo e solido al tempo stesso, un vino che ti accoglie con una carezza vellutata e ti conquista con la profondità di uno sguardo antico.
Al naso profuma di rosa canina intensa e violetta appassita, che lasciano spazio a piccoli frutti rossi croccanti e una nota agrumata di arancia amara, a cui seguono note di tabacco biondo ed eucalipto. Al sorso, la trama tannica è fitta ma già levigata, sostenuta da una spalla acida vibrante che dona verticalità, con a mineralità ferrosa di Ravera che si avverte nel finale, lungo e sapido, dove tornano i frutti di bosco e le spezie dolci. Se fosse un abito sarebbe effortless, l’estetica del naturale, l’eleganza innata.
Il Sangiovese nel mondo
Assaggiare il Bricco Pernice 2018 di Cogno è come camminare in un bosco di Langa alle prime luci dell’alba: c’è quella freschezza pungente, il profumo della terra umida e una luce radente che illumina ogni dettaglio. Perfetto con i classici brasati, piatti a base di tartufo nero, fagiano ripieno e formaggi come il Castelmagno, provatelo – come abbiamo fatto noi – con il souté in rosso di cozze, con le acciughe del cantabrico e con i ricci di mare. Non ve ne perntirete.
Costa circa 130 euro












