Non è la solita parata di stelle, ma una dichiarazione d’intenti che scuote le fondamenta del settore enogastronomico e dell’accoglienza. Lunedì 25 maggio 2026 la storica sede di Meregalli, in via Visconti 43 a Monza, ha ospitato la cerimonia di premiazione dei Fancy Award 2026.

Istituiti da fancy magazine – testata fondata dalla giornalista Francesca Negri, nota per il suo approccio irriverente, trasversale e radicalmente contemporaneo – i premi nascono sotto il claim “Shining a Light on Excellence”. L’obiettivo dichiarato non è celebrare la pura perfezione tecnica, ma accendere i riflettori sulle tematiche più urgenti, dirompenti e disruptive che stanno ridefinendo l’esperienza del fuori casa in Italia.

«La nostra volontà – spiega il direttore di fancy magazine, Francesca Negri – è quella di creare dei riconoscimenti originali, che puntino a valorizzare degli aspetti finora forse poco considerati. Non aveva alcun senso indire l’ennesimo premio su miglior cantina o miglior ristorante, ci sono già realtà ben più titolate che assegnano riconoscimenti di questo genere. I Fancy Award vanno oltre e indagano aspetti differenti nell’ottica di dare uno spunto in più, se non addirittura un valore aggiunto, al mondo del cibo, del vino e dell’ospitalità. Il payoff dei fancy award, “Shining a light on excellence”, credo inquadri bene il nostro obiettivo, sempre in chiave unconventional».

I Fancy Award premiano la capacità di sorprendere, scardinare i cliché e interpretare il futuro. Ecco le sei categorie che ridisegnano la mappa del food & beverage e del leisure con i relativi vincitori, scelti in due step: prima il lavoro della giuria (composta dai giornalisti Simona Cortopassi, Riccardo Corazza, Enrica Iacono, Anna Mazzotti e presieduta da Francesca Negri) e poi la votazione del pubblico, che sui social ha avuto 24 ore di tempo per votare i propri preferiti, determinando molte posizioni dei podi.

1. Wine List Client Friendly: la rivoluzione pop del calice

Questa categoria affronta uno dei nodi più critici della ristorazione moderna: il costo del vino al ristorante. Il concetto alla base è radicale nella sua semplicità: meno ricarichi, più rotazione. La filosofia di Fancy Magazine scardina la logica della cantina come “museo da investimento”: il vino ha valore solo se viene stappato e condiviso, rendendo le etichette accessibili e democratiche senza snaturarne il valore. Un’idea che pare vincente, a sentire le parole dei premiati, che assicurano come privilegiare la rotazione al ricarico eccessivo dei vini creano un fenomeno in controtendenza rispetto all’attuale fotografia del mercato in cui si registrano sensibili cali dei consumi di vino: «Da noi – racconta ad esempio Amerigo 1934 – non stiamo assistendo ad alcuna contrazione, anzi. Anche nelle fasce più giovani di clienti».

Il Podio:

Aquila Nera (Monte Pastore): conquista il primato grazie a una carta dinamica, che abbatte i posizionamenti d’élite a favore della curiosità dell’ospite. https://aquilanerabologna.it/

Amerigo 1934 (Savigno, Bologna): storica insegna che applica l’onestà intellettuale anche ai ricarichi della cantina, per una carta 100% made in Italy. https://amerigo1934.com/

Trattoria Al Cacciatore – La Subida (Cormons): un tempio del Collio che rende il grande vino un racconto quotidiano. https://www.lasubida.it/a-tavola/ristorante-trattoria-al-cacciatore/

2. Mise en Place: oltre il minimalismo, spazio all’identità visiva

La tavola non è più un supporto passivo per i piatti, ma un palcoscenico emotivo. I Fancy Award premiano una mise en place capace di generare un legame profondo tra design, atmosfera ed estetica, superando il freddo minimalismo degli scorsi anni a favore di una narrazione visiva coerente, materica e memorabile. L’obiettivo è premiare la ricerca su ceramiche e arredamento della tavola, aspetto che riveste un investimento di tempo ed economico non indifferente per un ristorante che voglia distinguersi.

Il Podio:

Cetaria (Baronissi, Salerno): vince con un distacco millimetrico con il secondo classificato, celebrando una tavola che evoca il Mediterraneo con dettagli artigianali unici. https://www.cetariaristorante.it/

Rebis (Desenzano): un’estetica contemporanea d’impatto che flirta magnificamente con il design di un palazzo d’epoca sapientemente restaurato. https://www.rebisrestaurant.com/

Iris (Verona): rigore geometrico e cura maniacale del dettaglio tessile e materico. https://irisristorante.it/

3. Best Tasting Menu: emozionare al giusto prezzo

Il menu degustazione classico è morto; viva il percorso identitario. Questa sezione premia l’evoluzione del tasting menu in una sceneggiatura gastronomica capace di emozionare senza percorsi chilometrici e soprattutto con proposte a prezzi più alla portata del grande pubblico. «Un modo – confermano i primi classificati, Assonica di Bergamo – per avvicinare nuovi clienti, anche giovani, e per avere il ristorante pieno anche in pausa pranzo, durante la settimana».

Il Podio:

Assonica (Sorisole, Bergamo): i fratelli Alex e Vittorio Manzoni stravolgono gli schemi con un percorso vegetale e territoriale di sconvolgente contemporaneità, anche in termini di prezzi. Il business lunch durante la settimana costa 30 euro. https://assonica.it/it

Amerigo 1934 (Savigno, Bologna): la tradizione bolognese che si fa avanguardia antropologica attraverso il cibo, stella Michelin dal 1988, riuscendo sempre a conservare lo spirito e lo stile di una trattoria di campagna: anche i prezzi seguono questa filosofia, con antipasti a 12 euro, primi piatti a 17 euro e secondi a 19 euro. https://amerigo1934.com/

Fraschetteria Ai Tre Archi (Roma): la cucina romana all you can eat, a meno di 30 euro, il tutto condito con ironia e vivacità pop. https://www.instagram.com/fraschetteriaitrearchi/

4. Best Winery Experience: l’enoturismo diventa immersione emotiva

Le cantine non sono più solo luoghi di produzione, ma cattedrali laiche della cultura del territorio. La tendenza disruptive premiata è il superamento della classica spiegazione tecnica dei passaggi in botte: spazio a esperienze sartoriali, emotive, architettoniche e sensoriali capaci di connettere l’appassionato all’anima stessa del vino.

Il Podio:

Ca’ del Bosco (Erbusco, Brescia): icona della Franciacorta che trasforma la cantina in una galleria d’arte contemporanea totale, dove scultura e bollicine dialogano e culminano nella Cupola dei Sensi, nel Ludoscopio e nella Prestige Immersion. https://www.cadelbosco.com/it/

Masi Monteleone 21 (Valpolicella, Verona): un hub esperienziale innovativo nel cuore della Valpolicella, focalizzato sulla tecnologia applicata alla narrazione. https://www.monteleone21.it/it/

Kettmeir (Caldaro, Bolzano): la storia altoatesina tradotta in un’accoglienza alpina e interattiva. Da poche settimane sono state inaugurate nuove aree specificamente studiate per l’affinamento dei preziosi spumanti Metodo Classico, accompagnate da un inedito percorso immersivo e multisensoriale dedicato ai visitatori. https://www.kettmeir.com/

5. Best Hotel Experience: il lusso tailor made fuori dagli schemi

Il nuovo viaggiatore rifugge l’omologazione dei grandi gruppi alberghieri standardizzati. Questa categoria celebra le strutture capaci di offrire servizi su misura (tailor made) spinti all’estremo, ridefinendo il concetto di lusso attraverso l’autenticità, il fattore sorpresa e l’integrazione totale con il tessuto naturalistico e culturale circostante.

Il Podio:

Castiglion del Bosco (Montalcino, Siena):
l’archetipo del borgo toscano elevato a paradiso privato, dove l’esclusività incontra la grande tradizione vinicola. C’è persino la “mamma in villa”. https://www.rosewoodhotels.com/it/castiglion-del-bosco

Chalet al Foss (Vermiglio, Trento): famoso per aver rivoluzionato l’hôtellerie di montagna con esperienze altamente instagrammabili, ludiche e fuori dagli schemi. Sognato dalle coppie di tutto il mondo per le experience a due degne dei più romantici film di Hollywood. https://www.hotelchaletalfoss.it/it/

Villa Eden (Merano): il tempio del benessere olistico e della longevità personalizzata. https://www.villa-eden.com/it/

6. Cocktail of the Year: la nuova Era della mixology

La miscelazione contemporanea richiede equilibrio chimico, ma soprattutto concetto. Il premio celebra il drink capace di sintetizzare le tendenze più avanzate della bar industry: sostenibilità degli ingredienti, tecniche di chiarificazione e fermentazione, ma soprattutto la capacità di intercettare il gusto di un consumatore sempre più esigente e attento alla leggerezza e alla complessità aromatica.

Il Podio:
Spirito Giusto (Codroipo, Udine):
domina la categoria con una proposta liquida rivoluzionaria, un sorso che unisce ricerca botanica estrema e fortemente territoriale con il bilanciamento perfetto. https://michelepiagno.it/ – https://www.facebook.com/vecchiapertura/

Velvet a Palazzo Soave (Verona): un tributo alla texture e alla setosità del drink nei formati contemporanei. Ogni stagione un tema: oggi la nuova carta è dedicate all’arte dei tattoo. https://velvetverona.it/

Hotel Granbaita Dolomites (Selva di Val Gardena): la miscelazione d’alta quota che gioca con essenze e profumi di montagna in chiave d’avanguardia. Il bar celebra la mixology sotto la guida del bar manager Francesco Di Fiore e del bartender Francesco Pesce, offrendo oltre 730 referenze. https://www.hotelgranbaita.com/it

7. Glass List Award: la cultura del calice come nuova frontiera dell’esperienza gastronomica

Durante le premiazioni avvenute presso la sede storica di Meregalli è stato presentato anche il Glass List Award, il nuovo riconoscimento nato dalla collaborazione tra FANCY Magazine e ITALESSE, con l’obiettivo di promuovere una nuova cultura del calice professionale all’interno della ristorazione contemporanea. Il premio nasce dall’incontro tra due visioni complementari. Da un lato quella di FANCY Magazine, che propone un approccio innovativo e provocatorio: introdurre nei ristoranti una vera e propria carta dei calici, pensata come opportunità per i clienti più appassionati di scegliere il bicchiere ideale per la degustazione del vino ordinato, anche attraverso formule premium che possano trasformarsi in nuove occasioni di valorizzazione economica per il locale. Un modo concreto per superare il tema dei costi dei calici professionali, troppo spesso indicati come limite alla ricerca qualitativa nel servizio del vino. Dall’altro lato, la visione di ITALESSE, che attraverso il recente lancio della propria Academy sta sviluppando un importante progetto culturale e formativo dedicato alla valorizzazione del vino attraverso il corretto utilizzo del calice professionale. Un percorso che punta a educare operatori e consumatori sull’importanza del binomio vino-calice e sul ruolo che il bicchiere può avere nell’amplificare sensazioni organolettiche, percezione aromatica ed emozione della degustazione.

La carta dei calici immaginata da ITALESSE non è soltanto uno strumento tecnico, ma un vero elemento esperienziale: una proposta capace di guidare il cliente nella scelta del calice più congeniale al vino degustato e al pairing con il piatto scelto, elevando l’esperienza gastronomica a un livello ancora più immersivo e personalizzato.

«La carta dei calici – spiega Negri – è un’idea irriverente, che vuole rompere gli schemi e rispondere alle esigenze dei wine lover, contribuendo ad aumentare la cultura in questo ambito. Sappiamo bene che il calice è il vestito del vino, fondamentale per la sua valorizzazione: troppo spesso troviamo carte dei vini capaci di proporre grandi etichette che poi vengono servite in bicchieri non idonei o non adeguati alla qualità della bottiglia stappata. C’è ancora molto da fare sia nell’educazione degli operatori sia dei clienti finali e questo premio vuole essere un contributo concreto in questa direzione».

Il Glass List Award viene lanciato con questa prima edizione dei Fancy Awards, ma sarà assegnato ufficialmente dalla prossima edizione, così da permettere ai ristoratori interessati di sviluppare e implementare i propri progetti di carta dei calici.

A ricevere il Calice d’Oro ITALESSE e il trofeo in cristallo dei Fancy Awards è stato l’Harry’s Piccolo di Trieste (https://harryspiccolo.it), due stelle Michelin. Proprio qui trova infatti concreta applicazione la visione di ITALESSE: il ristorante ha recentemente introdotto, in collaborazione proprio con l’azienda triestina, una carta dei calici che affianca la carta dei vini per accompagnare gli ospiti nella scelta del miglior abbinamento tra vino, bicchiere e proposta gastronomica.

«Un’idea – conclude Negri – da cui possono prendere spunto tutti i ristoratori, scegliendo i calici più coerenti con la propria identità e proposta gastronomica. La cosa fondamentale è promuovere la cultura del calice, tema su cui ITALESSE rappresenta oggi uno dei principali punti di riferimento a livello internazionale».

In questa stessa direzione si inserisce anche il corso di formazione online dedicato ai calici professionali che ITALESSE ha omaggiato a tutti i vincitori delle diverse categorie dei Fancy Award, ulteriore testimonianza della volontà condivisa di investire nella formazione e nella crescita culturale del settore.

Con questa iniziativa, fancy magazine traccia i confini dell’ospitalità del futuro. Non contano le dimensioni della struttura o il blasone storico, ma il coraggio di osare, di accogliere l’ospite mettendo al centro la sua emozione e la sua libertà di scelta.