Enoturismo: +9% e sempre più stranieri
Il turismo del vino in Italia è un comparto che coinvolge circa 20.000 cantine aperte al pubblico (di cui 8-10.000 ben attrezzate in termini di accoglienza) muovendo oltre 20 milioni di visitatori con un tasso di crescita nazionale in costante aumento (circa del 9% annuo). Proprio in relazione a questa evoluzione travolgente, le imprese del settore sono alla continua ricerca di personale formato oppure di opportunità formative per chi è già stato assunto e si occupa della wine hospitality da autodidatta. Le competenze oggi più richieste dal mercato sono le lingue straniere, la comunicazione, l’organizzazione di eventi e il marketing management (sia in riferimento alle esperienze prima della visita sia post, attraverso strumenti come wine club e l’e-commerce). L’enoturismo infatti emerge come un fenomeno in forte espansione che necessita, ora più che mai, di addetti qualificati affinché lo sviluppo si trasformi in reale crescita sostenibile, sia per i territori che per le singole cantine.
Tuttavia la crescita porta con sé nuove sfide strutturali: i dati del CESEO, presentati in occasione di Vinitaly 2026, evidenziano una domanda internazionale altissima, tanto che per il 30% delle cantine del Movimento Turismo del Vino gli stranieri rappresentano oltre la metà dei visitatori totali. La vera sfida infatti, non è più quella di attrarre visitatori bensì metterli in condizione di entrare realmente in contatto con le aziende, in termini di accessibilità fisica e online.
Il manuale intercetta inoltre le evoluzioni più recenti della wine hospitality presentate dal Movimento nell’ultima recente edizione di Cantine Aperte, che ha messo in luce quanto sempre più l’esperienza in cantina stia superando la semplice degustazione per trasformarsi in un laboratorio diffuso di benessere e sostenibilità.
Da sottolineare la sezione dedicata all’enoturismo di altri Paesi, realtà con le quali è giusto confrontarsi anche nell’ottica di un’offerta sempre più globale e competitiva.
“Il turista – sottolinea Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente del Movimento Turismo del Vino – cerca un contatto diretto con la natura e la vigna in questo senso diventa uno spazio in cui rallentare e riconnettersi con se stessi e con l’ambiente attraverso esperienze outdoor e di turismo rigenerativo, come dimostrato dall’ampia partecipazione di quasi 100.000 persone nell’ultima edizione di Cantine Aperte la scorsa settimana”.
L’offerta va dunque diversificata e resa autentica rimettendo al centro la valorizzazione del patrimonio vitivinicolo e paesaggistico del Paese.
Quello che non devi perdere a Vinitaly 2026
Per questo è appena uscito “Vino & Turismo. Teoria e pratica dell’enoturismo in cantina”, il libro del MTV che si propone quindi come una bussola solida per orientare questa evoluzione offrendo alle cantine, ma soprattutto agli studenti e alle nuove generazioni di operatori del settore un nuovo punto di vista con le linee guida per trasformare l’accoglienza in un asset strategico di sviluppo, in cui investire sulle competenze dei professionisti e abbattere le barriere dell’accessibilità diventano i nodi cruciali per determinare il futuro del comparto.












