In un ex laboratorio enologico, a gennaio 2026, è stato inaugurato uno dei locali più in voga di Torino: AL Ristorante. Siamo ai Docks Dora, un complesso di magazzini in Barriera di Milano (Torino Nord), che da qualche anno si è trasformato in un vero e proprio hub artistico-manifatturiero.
A consolidarne la tesi è arrivato l’estro di Alberto Fluttero, chef patron classe 1987, cresciuto nelle cucine del D’O di Davide Oldani e di Le Gavroche di Londra.

AL Ristorante ha un’identità solida, nordica ed essenziale allo stesso tempo, già a partire dagli spazi. Nell’unica sala dagli alti soffitti, la cucina a vista, il pavimento in microcemento e i tanti arredi in legno – tra cui l’imponente madia, fatta realizzare con legno di recupero dall’artigiano Añez Moreno Ronald Martin, anche lui attivo ai Docks Dora – sono illuminati naturalmente, dalla luce solare.

Una volta fatti accomodare al tavolo dal professionale personale di sala – tra cui spicca la figura della sommelier torinese Martina Guercia, che vanta un importante passato agli ordini della chef Viviana Varese – si inizia con un assaggio goloso: pane fatto in casa, burro nocciola montato e acciughe. Un classico, a Torino, ma non in questa forma. Perché il color nocciola e la consistenza ariosa del latticino sono due dettagli che non passano inosservato e dai quali traspare la competenza dello chef.

La portata, così come le altre tre del percorso più breve, è in comune a entrambi i menu (48 €, 4 portate; 68 €, 8 portate). L’idea è semplice: offrire una cucina più leggibile nel percorso da 4 portate, e spaziare con la creatività nelle portate aggiuntive del percorso più lungo. Come nel caso di English muffin, shakshuka, zaatar, Granita di albicocca, yogurt, amchur, cardamomo o dell’ormai classica Madeleine, caramello di radici di cicoria. Uno schiaffo emozionale al palato, tra l’amarezza-sapidità del caramello e la morbidezza del dolce tanto caro a Proust.

La bellezza dei piatti, che si muovono tra acidità e una ricorrente nota speziata, è scoprire, assaggio dopo assaggio, nuovi ingredienti, autoprodotti/raccolti e archiviati nella madia. Come la farina di abete rosso, o la salsa di soia di cicerchia e segale, rispettivamente apprese sul campo grazie a una formazione con la grande esperta di foraging Valeria Margherita Mosca e alla smisurata passione verso il mondo dei fermentati.

Il ristorante dimostra una già grande maturità oggi ma, quando Torino capirà il vero potenziale dello chef, sedersi ai tavoli di AL sarà ancora più bello.

Prenotazioni: al.superbexperience.com
Martedì: cena
Mercoledì: cena
Giovedì: cena
Venerdì: pranzo e cena
Sabato: pranzo e cena