Festival delle Sagre e Douja d’Or
Se c’è una provincia piemontese che, più di ogni altra, ha mantenuto il legame con le proprie tradizioni, questa è indubbiamente Asti, che nel mese di settembre si anima, come non mai, di grandi eventi.
Dopo la 751ª edizione del Palio, andata in scena domenica 6 settembre e assegnata a Dino Pes (alias) Velluto, per San Martino – San Rocco, con il cavallo Excalibur, dall’11 al 20 settembre la città ospiterà il rinomato concorso enologico Douja d’Or (boccale di vino): una dieci giorni nata nel 1967 e oggi alla 60ª edizione, «per chi ama il vino, per chi vuole conoscere meglio il territorio e per chi desidera vivere Asti in modo nuovo».
La grande novità rispetto agli anni scorsi è la modalità di fruizione. L’evento, che dà la possibilità di assaggiare oltre 400 etichette piemontesi, adesso si svolge nel centro storico della città, tra degustazioni, incontri, aperitivi ed appuntamenti. Protagonisti, come ogni anno, sono i vini di Asti e del Monferrato. Simbolo di una terra che, come dichiarato da Alberto Cirio, «incarna appieno il DNA del nostro Piemonte: una terra in cui il vino non è soltanto una straordinaria eccellenza produttiva, ma è cultura, paesaggio, storia, lavoro, identità e comunità».





Sabato 12 e domenica 13 settembre tornerà il tanto atteso Festival delle Sagre Astigiane, un ristorante (forse sarebbe il caso di usare il termine piola) a cielo aperto allestito in Piazza Campo del Palio, nato nel 1974 e oggi alla 52ª edizione.
Stupisce, come ogni anno, la grande biodiversità enogastronomica piemontese. Nella stessa sera è possibile provare la “Friciula” (frittella salata) con lardo, gli Agnolotti alla moda di Viarigi conditi con sugo di arrosto, il Tonno di coniglio, i Peperoni con bagna cauda, la Torta di nocciole e, da quest’anno, un menu certificato senza glutine, a base di gnocchi e crostata, preparato dalla 29a Pro Loco (Portacomaro Stazione).
In abbinamento, i vini della Cantina delle Sagre, curata per il secondo anno di fila dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, i quali proporranno otto DOC e DOCG: Barbera d’Asti, Ruchè di Castagnole Monferrato, Grignolino d’Asti, Piemonte Cortese, Piemonte Chardonnay, Piemonte Sauvignon, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Moscato d’Asti e Brachetto d’Acqui.
A testimonianza dell’attaccamento alla tradizione, domenica mattina alle 09:30, come da programma di ogni edizione, ci sarà la Sfilata Storica, con migliaia di persone in abiti ottocenteschi e novecenteschi. Si partirà da Corso Matteotti e si arriverà in Piazza Campo del Palio, passando da piazza Marconi, via Cavour, piazza San Secondo, via Garibaldi, piazza Alfieri, corso Alfieri, via Calosso e viale alla Vittoria.





«Il Festival delle Sagre continua a crescere senza perdere la propria identità – dichiara il Sindaco di Asti Maurizio Rasero –. La presenza della ventinovesima Pro Loco e la proposta di un menù senza glutine certificato rappresentano un importante passo avanti sul fronte dell’inclusione. Allo stesso tempo, vogliamo continuare a migliorare i servizi e l’accoglienza, mantenendo al centro ciò che rende questa manifestazione unica: le nostre comunità, i volontari, le ricette della tradizione e la capacità di raccontare il territorio attraverso il cibo. Le Sagre sono una grande festa popolare, ma anche una straordinaria occasione di promozione turistica per Asti e per tutto l’Astigiano».
«Il successo del Festival delle Sagre, amatissimo dal pubblico e capace di richiamare ogni anno decine di migliaia di visitatori, nasce dalla sua straordinaria capacità di portare in piazza i sapori, i profumi e i ricordi di una volta. È una grande festa popolare ma anche un autentico testimonial del patrimonio agroalimentare astigiano. Attraverso il lavoro delle Pro Loco, che utilizzano le materie prime del territorio e ripropongono ricette antiche, il Festival permette di assaggiare e scoprire la storia e la cultura delle nostre comunità. Un patrimonio che continua a vivere grazie all’impegno dei volontari e alla partecipazione sempre più significativa di giovani e famiglie. Il cibo trova poi nel vino il suo naturale compagno di viaggio: la Cantina delle Sagre è un’occasione preziosa per raccontare la ricchezza delle nostre denominazioni e rafforzare il legame tra le ricette della tradizione e le eccellenze vitivinicole astigiane e monferrine. Per Asti il Festival rappresenta una delle punte di diamante di un percorso turistico che valorizza identità, enogastronomia e territorio», sottolinea Riccardo Origlia, Assessore a Manifestazioni, Agricoltura, Cibo e Vino.












