Firenze va ben oltre la fiorentina
C’è una Firenze che profuma di brace e spezie orientali, che custodisce segreti alchemici dietro portoni medievali e che sa guardare dritto negli occhi il Ponte Vecchio mentre si sorseggia un calice d’autore. Dimenticate per un attimo la comfort zone della fiorentina, regina incontrastata della tavola toscana: il capoluogo gigliato sta vivendo una rivoluzione enogastronomica e di hôtellerie che mescola il fascino sabaudo-rinascimentale a suggestioni cosmopolite. Un viaggio nel lusso discreto e nella contaminazione di sapori che merita di essere vissuto rallentando il passo.

Dove dormire: eleganza tra storia e design
Il viaggio comincia da due indirizzi capaci di interpretare l’ospitalità fiorentina in chiave contemporanea ma profondamente radicata nel Dna della città.
L’Anglo American Hotel Florence, parte del portfolio Curio Collection by Hilton (e inaugurato nella sua nuova veste nel 2024), rappresenta un indirizzo di grande fascino che affonda le sue radici nella storia della città. Costruito originariamente nel 1892 come uno dei primi alberghi di Firenze, l’hotel unisce oggi l’eleganza di un rifugio dal sapore internazionale e bohémien a un profondo legame con il design e la cultura del territorio. Situato in via Solferino, a breve distanza dai principali monumenti ma al riparo dai flussi turistici più caotici, l’hotel offre un’esperienza di soggiorno che riflette lo stile e l’anima raffinata di Firenze. La struttura – che conta complessivamente 118 camere e suite – si sviluppa attorno a un suggestivo cortile interno, vero e proprio cuore verde e intimo dell’hotel. Gli interni traggono ispirazione dai movimenti artistici dei primi del Novecento, fondendo elementi d’epoca con arredi contemporanei, dettagli audaci e una palette cromatica calda che evoca un’atmosfera sofisticata ma accogliente. Gli ambienti di categoria superiore e le suite sono dotati di spaziosi letti king size, progettati per garantire il massimo standard ergonomico e un comfort di altissimo livello. I letti sono vestiti con biancheria di pregiata fattura, studiata per offrire una sensazione di morbidezza e accoglienza che richiama il lusso discreto delle grandi Maison internazionali. Ogni camera è curata nei minimi particolari, unendo la funzionalità moderna a un’estetica ricercata che valorizza l’artigianalità e il design italiano, senza trascurare la tecnologia di ultima generazione integrata in modo discreto negli ambienti. Nota di merito, l’insonorizzazione perfetta. Colazione continentale di buon livello, personale a livello della struttura.





Se invece si cerca una dimensione di quiete esclusiva con una piscina all’aperto in pieno centro a Firenze (cosa a dir poco unica), poco distante dall’Hotel Anglo American c’è il Sina Villa Medici, oggi affiliato a Marriott International attraverso il marchio Autograph Collection, offre un’esperienza di lusso classico senza tempo. Tra giardini segreti, dettagli d’arte e una vista che regala scorci unici sulla skyline cittadina, l’hotel è un’oasi di quiete patrizia dove rigenerarsi dopo una giornata di esplorazioni urbane.
Una Firenze che non si accontenta di celebrare la propria storia, ma sceglie di reinventarla ogni giorno, cucendo addosso ai propri ospiti un’ospitalità fatta di stile, memoria e di una rara, aristocratica gentilezza: è questo il mondo che prende vita al Sina Villa Medici, che oggi vive una nuova e scintillante stagione grazie a un’offerta che unisce il fascino della grande hôtellerie internazionale all’anima più autentica della fiorentinità. Varcare i cancelli del Sina Villa Medici significa lasciare alle spalle il caos urbano per entrare in una dimensione di quiete e bellezza senza tempo. Tra giardini segreti, dettagli d’arte e ambienti in cui il design dialoga con l’heritage nobiliare della struttura, l’hotel rappresenta uno degli indirizzi più raffinati della Toscana. Ma il vero valore di una grande casa non risiede unicamente nei suoi marmi o nelle sue suite affacciate sulla skyline fiorentina: a fare la differenza, trasformando un soggiorno in un’esperienza memorabile, è la mano invisibile e impeccabile di chi guida la struttura. In questo, la leadership del general manager Fernando Pane è un faro di straordinaria professionalità e stile. Sotto la sua guida, il Sina Villa Medici non è solo un albergo di lusso, ma una macchina perfetta di accoglienza sartoriale, dove ogni ospite viene accolto con una cura e una dedizione d’altri tempi, figlie di una visione dell’hôtellerie in cui l’empatia e il rigore formale viaggiano a braccetto. La grande competenza di Pane nel coordinare ogni singolo dettaglio si riflette in un’atmosfera calda, accogliente e profondamente curata, capace di fare sentire chiunque non un semplice viaggiatore, ma un ospite d’eccezione.





Un luogo che oggi si arricchisce di un tassello storico e leggendario: l’arrivo a fianco dell’hotel dell’Harry’s Bar (che segue l’apertura, all’interno dell’hotel, del suo incantevole Harry’s Garden), che ha ufficialmente traslocato dalla sua storica sede sul Lungarno per scrivere un nuovo capitolo della propria gloriosa epopea a due passi dai giardini della villa. Un trasferimento che profuma di continuità e rinnovamento. L’Harry’s Bar porta con sé l’eredità di un mito frequentato da generazioni di letterati, artisti, teste coronate e viaggiatori internazionali, conservando intatti l’indiscusso fascino dei suoi arredi, l’iconica atmosfera club e la leggendaria maestria nel servizio di sala. Accanto al celebre bar-ristorante, il nuovo Harry’s Garden si candida a diventare il salotto all’aperto più ambito della città: un giardino raffinato dove concedersi il lusso di un cocktail d’autore — Bellini, Martini, Negroni e i drink che hanno fatto la storia della miscelazione mondiale — cullati dal verde e coccolati da un servizio che non conosce sbavature. Firenze ritrova così, in un unico, straordinario polo d’eccellenza tra il Sina Villa Medici e l’Harry’s Bar, il punto d’incontro perfetto tra il lusso alberghiero internazionale e la grande tradizione della ristorazione di classe. Un’esperienza da vivere rallentando il passo, guidati dall’arte dell’accoglienza più autentica.


L’ora del bere e del mangiare: tra alchimie e panorami
Quando cala la sera, la mappa del gusto si sposta in luoghi dovela cucina diventa spettacolo. A due passi da Piazza della Signoria,varcare la soglia di Locale significa fare un salto in un’altra dimensione.Ospitato da Palazzo Concini dalle fondamenta trecentesche,questo ristorante unisce il fascino del passato a una proposta gastronomicad’avanguardia. Ai fornelli c’è l’executive chef SimoneCaponnetto, fiorentino classe 1990, forte di importanti esperienzeinternazionali in cucine di altissimo livello. Nel piatto nulla è lasciatoal caso. La creatività è a tratti irriverente, i piatti giocosie golosi, e la ricerca visiva rigorosa, spesso giocata su un sottileconfine tra inganno e realtà (texture che sembrano una cosa ma sirivelano un’altra, giochi di geometrie, foglia d’argento o elementibotanici ed erbe spontanee). L’impiattamento è un esercizio didesign contemporaneo che dialoga direttamente con la scenografiadi Palazzo Concini (vi raccontiamo la nostra cena nella rubricaRistoranti provati per voi). Locale non è solo uno dei ristoranti più emozionanti della scena fiorentina, ma brilla anche come cocktailbar di altissimo livello: è il n. 22 nella classifica The World’s 50 Best Bars 2025. Qui i drink sono opere d’arte liquida, nate da ricerchealchemiche e tecniche di miscelazione avveniristiche che accompagnano una cucina di ricerca lucida e coraggiosa.
Leggi il nostro articolo su Locale nella rubrica Ristoranti provati per voi






Se si cerca invece un abbraccio visivo e gastronomico con l’anima più classica della città rivisitata con brio, il Golden View è una tappa obbligata. Affacciato direttamente sul fiume e con una vista privilegiata su Ponte Vecchio, il Golden View di Firenze esalta la sua doppia anima culinaria attraverso un perfetto e ricercato equilibrio tra terra e mare, orchestrato dallo chef. Da un lato, la proposta di pesce si distingue per l’imponente offerta della pescheria interna: i crudi di mare spaziano dai pregiati gamberi rossi e scampi di Mazara alle ostriche, affiancati da primi piatti della tradizione marinara e pescati del giorno interpretati alla griglia, all’isolana o in crosta di sale. Dall’altro, la selezione di carne rende omaggio alle grandi eccellenze toscane e internazionali. Accanto alla classica bistecca alla fiorentina e alla tartare di manzo preparata al carrello, si può trovare anche il Wagyu King River australiano e il meglio della tradizione italiana della pasta Made in Italy. Interessante anche la proposta aperitivo: 12 ostriche e una bottiglia di Champagne a 95 euro.



La sorpresa internazionale: il barbecue coreano che non ti aspetti
Nel cuore di Firenze, città che ha eletto la bistecca a dogma identitario, il ristorante Hallasan in via Guelfa ha introdotto una prospettiva del tutto inedita sul mondo della carne. Fondato dall’imprenditore Xu Hilton e battezzato con il nome della vetta più alta della Corea, il locale unisce il concetto di fine dining alla convivialità ancestrale del barbecue coreano. L’elemento di maggiore impatto è tecnologico e scenografico insieme: ogni tavolo è dotato di un braciere a carbone integrato, attorno a cui si sviluppa un vero e proprio rito collettivo. La proposta carnivora punta dritta all’eccellenza globale, affiancando tagli internazionali di altissimo pregio come il manzo Wagyu o il Kobe allevato dal guru Muhenaru Ozaki a costine dry aged e filetti serviti sia al naturale sia marinati.La cottura è gestita direttamente dal personale di sala con meticolosa precisione, esaltando la scioglievolezza e l’intensità delle carni. Accanto al barbecue, l’offerta gastronomica esplora i sapori tradizionali di Seul attraverso piatti di comfort food e preparazioni identitarie — come il riso con verdure, maiale e salsa piccante pensati per bilanciare la grassezza e la ricchezza della brace grazie a contrasti agrodolci, fermentati e radice di wasabi fresca grattugiata al momento. Il risultato è un ponte culturale e gastronomico che arricchisce la mappa internazionale della ristorazione fiorentina.
Leggi la nostra esperienza da Hallansan nella rubrica Ristoranti Provati per voi















