In media, in tutto il mondo vengono stappate tra le 730.000 e le 900.000 bottiglie di Champagne al giorno. Questa stima deriva dai dati ufficiali sulle spedizioni e sulle vendite globali diffuse dal Comité Champagne. In un singolo calice di Champagne si formano in media tra 1 e 2 milioni di bollicine, che formano il cosiddetto perlage e salgono verso la superficie trasportando e liberando gli aromi. All’interno di una bottiglia di Champagne la pressione raggiunge circa 5-6 bar, ovvero quasi tre volte la pressione degli pneumatici di un’automobile. Al momento dello stappo, questa pressione rende il tappo un proiettile: il tappo di sughero può raggiungere una velocità che va dai 40 ai 50 km/h (con un record registrato di oltre 100 km/h in condizioni particolari).

Queste sono solo alcune curiosità che contribuiscono a fare dello Champagne il Re incontrastato dei vini effervescenti, a cui è anche dedicata una giornata mondiale: nata nel 2009 su iniziativa del blogger e docente americano Chris Oggenfuss, questa ricorrenza è cresciuta anno dopo anno fino a diventare un vero e proprio fenomeno di costume globale, capace di connettere sommelier, grandi Maison, piccoli récoltant-manipulant e semplici amatori. La scelta del mese di ottobre non è casuale: coincide infatti con la conclusione della vendemmia nella regione francese della Champagne e con i primi preparativi per la stagione delle festività invernali, momento in cui il consumo di bollicine raggiunge il suo apice naturale.

Tre tappe fondamentali dello Champagne

Se si vuole considerare la storia dello Champagne sotto il profilo normativo e produttivo moderno, ci sono altre tre tappe fondamentali:

  • 1728 (298 anni): il re Luigi XV firma il decreto reale che autorizza il trasporto del vino della Champagne in bottiglie di vetro anziché in botti di legno. È il momento in cui nasce ufficialmente il commercio e la diffusione dello Champagne;
  • 1836 (190 anni): il farmacista Jean-Baptiste François inventa il “misuratore di zucchero”, che consente ai produttori di calcolare con precisione la dose di zucchero per la rifermentazione, eliminando il rischio che le bottiglie esplodessero nelle cantine;
  • 1936 (90 anni): viene istituita ufficialmente l’Appellation d’Origine Contrôlée (AOC) Champagne, che definisce e tutela i confini e le regole di produzione del territorio.

James Bond e i gatti

Lo Champagne è ammantato da tante leggende, oltre che essere stato in passato e tuttora protagonista anche di film e racconti. Sebbene sia famoso per il Vodka Martini “mescolato, non shakerato”, 007 nei romanzi di Ian Fleming e nei film beve molto più Champagne che cocktail. Lo Champagne compare in oltre 35 occasioni nella saga, con una predilezione storica per la Maison Bollinger (diventata lo Champagne ufficiale di Bond a partire dal film Moonraker del 1979). Altra curiosità originale è che in passato, nelle vaste cantine sotterranee di Reims ed Épernay, le Maison mantenevano dei veri e propri “eserciti” di gatti: i felini avevano il compito fondamentale di proteggere dai topi i tappi di sughero delle bottiglie coricate in affinamento al buio.

10 Champagne da non perdere sotto i 50 euro

Per celebrare al meglio lo Champagne Day del 23 ottobre abbiamo chiesto all’esperta di Champagne Vania Valentini di selezionare per fancy magazine dieci bottiglie imperdibili senza spendere un capitale, tutte sotto i 50 euro in enoteca.

André Clouet — Grande Réserve Brut
Il Pinot Noir trova una lettura generosa e raffinata in questo Blanc de Noirs firmato Jean-François Clouet. Frutto maturo, agrumi e sfumature di frutta secca accompagnano una materia avvolgente, sostenuta da una freschezza ben delineata. Uno Champagne di presenza, capace di conciliare intensità e disinvoltura.

A. Margaine — Le Brut Premier Cru
A Villers-Marmery, lo Chardonnay rivela un volto peculiare della Montagne de Reims. Le Brut ne raccoglie l’impronta agrumata e floreale, arricchita dal Pinot Noir e dai vini di riserva. Il sorso si distende con grazia, conservando un finale fresco ed elegante.

Voirin-Jumel — L’Assemblage Brut
Pinot Noir e Chardonnay si incontrano in una cuvée che riunisce terroir diversi, dalla Vallée de la Marne alla Côte des Blancs. La réserve perpétuelle conferisce profondità a un sorso nel quale la rotondità del frutto si accorda alla freschezza e alla mineralità della craie.

Veuve Fourny — Blanc de Blancs Extra Brut Premier Cru
Lo Chardonnay di Vertus e di altri Premier Cru restituisce una lettura nitida dello stile Fourny. Parcelle e vendemmie diverse compongono una materia cremosa, attraversata da una tensione acido-minerale precisa. La chiusura salina prolunga il sorso, con un dosaggio che lascia spazio all’espressione del vino.

Marc Hébrart — Sélection Brut Premier Cru
Il Pinot Noir di Mareuil-sur-Aÿ e Avenay-Val-d’Or incontra lo Chardonnay di Bisseuil in una cuvée di armonia rara. Agrumi, pera e fiori bianchi introducono un sorso dalla texture fine, nel quale la consistenza del frutto conserva una piacevole levità. Un’interpretazione misurata e persuasiva della Grande Vallée de la Marne.

Laherte Frères — Ultradition Extra Brut
Il Meunier guida l’assemblaggio con Chardonnay e Pinot Noir, tra Vallée de la Marne e CoteauxSud d’Épernay. L’Ultradition condensa la sensibilità di Aurélien Laherte in un’espressione fragrante, dal frutto croccante e dall’incisiva impronta minerale. Il dosaggio contenuto accompagna un sorso dinamico, tra ricchezza e slancio.

Paul Bara — Brut Réserve Grand Cru
Bouzy imprime il proprio carattere a questa cuvée, nella quale il Pinot Noir prevale sullo Chardonnay. Mirabelle, pesca gialla e scorza d’arancia si intrecciano a miele e spezie, componendo un profilo maturo e articolato. La bocca è ampia, gustosa, sostenuta da una freschezza ben calibrata.

Pascal Mazet — Nature Premier Cru Brut Nature
Da Chigny-les-Roses, una cuvée a prevalenza Meunier che affida al dosaggio zero la definizione del proprio carattere. Il frutto conserva morbidezza e fragranza, mentre la vivacità acida imprime movimento al sorso. Il finale sapido ne firma la personalità.

Jean Vesselle — Brut Réserve
La tradizione di Bouzy assume un tono suadente nel Brut Réserve, dominato dal Pinot Noir con un apporto di Chardonnay. All’intensità del frutto risponde una bocca morbida e armoniosa, dai delicati richiami di frutti rossi, pepe bianco e una scia di miele. Uno Champagne di garbo classico, che conquista per piacevolezza e finezza tattile.

J-M Sélèque — Solessence Extra Brut
Sette villaggi concorrono al disegno di Solessence, sintesi della sensibilità di Jean-Marc Sélèque. Chardonnay, Meunier e Pinot Noir, vinificati tra acciaio e legno, compongono un insieme espressivo, sostenuto dalla réserve perpétuelle. La materia ha un andamento sensuale e vivace, con una precisione che rende naturale la complessità dell’assemblaggio.

Apollonis — Michel Loriot — Meunier Blanc de Noirs Brut
A Festigny, Michel Loriot dedica al Meunier una cuvée che ne valorizza generosità e finezza. Pera, melone e un delicato richiamo di burro fresco introducono una bocca rotonda, animata da freschezza e sapidità. Un Blanc de Noirs carezzevole, nel quale il piacere immediato convive con una precisa identità.

Reims – Milano: 5 Champagne x 5 risotti


Cinque abbinamenti “quasi perfetti” tra stili di Champagne e preparazioni a base di riso