Passione per il vino, visione imprenditoriale e capacità di innovarsi senza tradire le proprie radici: il Gruppo Meregalli rappresenta una delle storie imprenditoriali più affascinanti del panorama italiano, con una tradizione che, quest’anno, spegne 170 candeline. Un esempio di saper fare squisitamente italiano, che inizia in una Monza del 1856. È allora che Giovanni Meregalli decide di avviare un’attività di vendita di vino sfuso, trasferendo l’osteria di famiglia da Vedano a Villasanta, nel cuore della Brianza. Durante il XX secolo il gruppo continua a evolversi, in un percorso che da padre in figlio vede accrescere il successo dell’azienda.


La capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato e di leggere le tendenze del consumo del vino caratterizza la crescita del gruppo. Una visione che ha portato anche all’acquisizione dell’ex convento della Monaca di Monza nel 1962, da allora sede storica di Meregalli, cuore pulsante di un’attività inarrestabile: nel 1963 Isidoro Meregalli decide di imbottigliare una Barbera come i négociant francesi, la chiamerà Barbera della Monaca di Monza; nello stesso anno inizia l’acquisito delle prime licenze di importazione e già dagli anni ’50 importava Champagne e altri vini esteri.
Nel 1969 entra in azienda Giuseppe Meregalli, che nel 1972 sfiora per un soffio il podio come Miglior Sommelier d’Italia e nel 1983 fonda la Meregalli Giuseppe Srl. Nel 1996 arriva ad affiancarlo il figlio Marcello, appena 19enne: sarà stata la sua passione per le auto da corsa, sarà che gli anni Novanta sono stati un decennio costruito da una generazione affamata di mondo – tra Kurt Cobain, il muro di Berlino appena caduto e serie tv come Merlose Place -, fatto sta che con Marcello l’azienda di famiglia ingrana la quinta.
Nel 1990 nasce la Meregalli France, poi tra il 1997 e il 2007 si aprono le sedi di Lissone e di Biassono, nasce la Meregalli Suisse, la Meregalli Spirits, il museo Vinarte e Tenuta Fertuna, in Toscana. Il 1997 è anche l’anno in cui nasce l’Academy di Meregalli, primo progetto in assoluto in Italia per la formazione degli agenti di vendita che va oltre le caratteristiche tecniche dei vini in portfolio, parlando di tecniche di vendita, uso del linguaggio, gestualità, comunicazione. Nel 2015 viene fondata la Meregalli Monaco e poi, nel 2017 nasce Viconti 43 (distribuzione dedicata a cantine di dimensioni medio piccole ma sempre di altissima qualità).

Nel 2021 Meregalli Giuseppe (holding del gruppo) e Meregalli Spirits diventano spa e, a seguire, nel 2023, anche la Visconti 43. Infine, nel 2025 viene creata la Meregalli Gobal services, per supportare lo sviluppo all’estero. Un’espansione che testimonia la visione globale del gruppo, che unisce una forte identità italiana alla capacità di operare su scala internazionale. Ma non è finita qui perché nel 2026, anno in cui il gruppo Meregalli festeggia il suo 170mo anniversario, per la prima volta nella sua storia ha deciso di aprire il capitale sociale a un socio esterno, concedendo al direttore generale Corrado Mapelli una quota del 3%. Una scelta che indica una strategia più aperta verso la leadership continuativa e il consolidamento manageriale della società, che ha raggiunto i 100 milioni di euro di fatturato. Parallelamente, il gruppo ha intrapreso nuove iniziative commerciali, con investimenti in settori extra wine che stanno portando risultati decisamente interessanti. Abbiamo fatto il punto di tutto questo con Marcello Meregalli.

Partiamo dall’anniversario. Nel 2026 il gruppo celebrerà ufficialmente i 170 anni di storia, con eventi, masterclass e iniziative volte a raccontare la sua evoluzione e a guardare alle sfide future con uno sguardo ambizioso e orientato all’eccellenza.
Siamo distributori, non siamo produttori, quindi possiamo fare bottiglie celebrative. Faremo invece una serie di eventi dove incontreremo clienti e fornitori storici, istituzioni e giornalisti, come fossero pranzi tra amici, dove festeggiare ma anche parlare di attualità e futuro. L’11 maggio, poi, il nostro consueto evento “100 vini” che ogni anno si svolge a Fertuna quest’anno sarà un po’ più speciale, faremo 1000 mq in più coperti perché abbiamo intenzione di invitare il doppio delle persone e la sera faremo una grande festa di anniversario con tutte le nostre cantine. Con tante di loro, i contratti di distribuzione risalgono addirittura a mio nonno, ci sono aziende che sono con noi da 70 anni…

A proposito di cantine in catalogo, ci spiega che differenza c’è tra la selezione Meregalli e quella di Visconti 43?
Meregalli wine and spirits annovera circa 190 aziende, Visconti43 una quarantina. Quest’ultimo è un progetto nato dall’idea di dare la possibilità di essere distribuito ad aziende più piccole e famigliari, e all’inizio i nostri agenti non hanno compreso questa scelta.

Croce e delizia, gli agenti. Come vede il loro ruolo oggi e per il futuro?
Oggi più che mai credo che il ruolo dell’agente sia strategico, ma solo se non si occupa della mera raccolta degli ordini: oggi bisogna essere consulenti, a 360 gradi, dei propri clienti.

Marcello, la sua visione imprenditoriale sappiamo che va anche oltre il vino. Con grande successo. Ci racconta dei suoi investimenti fuori dal beverage?
Sono investimenti nati dalla mia grande passione per il mondo dei motori. Ho tramutato un hobby in un’attività lavorativa che nel 2025 ha messo a segno quasi il 30% di incremento mitigando le perdite del comparto wine del gruppo. Anzitutto c’è Aznom Automotive, fondata nel 2006, che si occupa di realizzare auto personalizzate secondo i desideri dei clienti, rifacendosi alla lunga e consolidata tradizione di carrozzieri italiani, seguendolo ogni fase del processo, dall’idea all’esecuzione, che si tratti di un restyling oppure di un progetto one-off. Ogni creazione inoltre mantiene lo stile e la qualità del migliore Made in Italy, non solo nel design ma anche nella meccanica, grazie alla professionalità di Monza Garage, una realtà solida e affermata nel mondo dei motori, seconda azienda che abbiamo acquisito nel 2015. Infine, c’è Dtales, che si occupa di customizzazione di yacht, aerei e anche abitazioni. Sono settori che non riguardano il vino in senso stretto, ma dove comunque si trovano grandi appassionati e consumatori di vino e quindi in qualche modo comunque pertinenti o funzionali alla nostra attività principale.

Come vede il 2026 e i prossimi 170 anni di Meregalli?
Natale 2025 è andato molto bene non pensiamo ci sia stato invenduto. Abbiamo fatto un gennaio record e anche febbraio sta andando molto bene, ma difficilmente sarà così tutto l’anno: puntiamo a fare un primo semestre con una crescita a doppia cifra, mentre nella seconda parte dell’anno pensiamo di consolidare il fatturato del 2025. Forse le persone hanno stabilizzato il loro sentiment e hanno ricominciato a concedersi qualche gratificazione in più, vino compreso. Per quanto riguarda i prossimi 170 anni, invece, visto che non prevediamo crescite di consumi, puntiamo a prenderci maggiori quote di mercato.

Come?
Magari con una nuova linea, acquisendo qualche distribuzione già esistente oppure con un progetto simile a Visconti 43. E poi vogliamo allargare la parte produttiva, diventando booster di cantine promettenti o già affermate, come abbiamo fatto in Franciacorta con 1701. Ci stiamo guardando in giro anche nell’extra wine: mi piacerebbe qualcosa nella pelletteria…

Insomma, per parafrasare Goethe: “Come raggiungere un traguardo? Senza fretta ma senza sosta”
Ogni obiettivo raggiunto è l’inizio di un nuovo sogno.