Ci sono luoghi che riescono a rinnovarsi senza perdere l’atmosfera che li ha resi unici. Il MarePineta è uno di questi: conserva ancora quel fascino rarefatto degli anni Settanta, elegante e insieme disinvolto, legato a un’idea di villeggiatura fatta di giornate sospese, rituali rassicuranti e mondanità mai esibita. Vi sono tornata come ospite di Berlucchi Franciacorta, invitata dalla famiglia Ziliani per il Gran Galà di presentazione della nuova Club House, nel centenario del Resort.

Milano Marittima fa parte della mia geografia personale: la frequento ogni estate da ventisei anni e nel tempo è diventata una seconda casa. Al centro di questo legame c’è proprio il MarePineta, per me l’hotel più bello in assoluto e certamente quello che meglio interpreta l’identità della località, perché ha saputo attraversare le trasformazioni della Riviera conservando intatti il proprio stile e il rapporto simbiotico con il verde dei pini marittimi: un omaggio alla pineta, vero patrimonio e protagonista indiscussa di questa località, e a quella particolare eleganza che non ha bisogno di dichiararsi.

Fondato nel 1926 come primo grande albergo di Milano Marittima e ancora oggi appartenente alla famiglia Salaroli, il Resort ha scelto di celebrare il proprio centenario non limitandosi a guardare indietro, ma inaugurando un nuovo progetto. La MarePineta Club House, presentata ufficialmente il 16 luglio, rappresenta uno degli interventi più significativi realizzati dalla proprietà negli ultimi anni e apre simbolicamente il secondo secolo di una storia che accompagna quella stessa di Milano Marittima.

Percorrendo lo spazio tra la Casa Madre e il Cubo di Piero Lissoni, si avverte come ogni epoca del Resort abbia lasciato un segno preciso, senza sovrapporsi alle altre: il fascino d’antan della prima, la matericità pulita del secondo. La Club House, situata di fronte al Resort e immersa nel verde dello Sporting Club, si inserisce in questo racconto con un registro proprio, più intimo, in cui il soggiorno entra direttamente in relazione con lo sport e il paesaggio.

Il progetto nasce infatti tra gli otto campi da tennis in terra rossa, la pineta secolare e il mare, all’interno di uno dei circoli tennis e padel più rappresentativi della Romagna. Lo Sporting Club, in origine, era un maneggio di cavalli: il tennis è arrivato in un secondo momento, prendendone gradualmente il posto, e la prima Coppa Palanti, storico torneo del resort, risale già al 1928. Qui il tennis non è utilizzato come semplice tema decorativo, ma diventa la matrice culturale dell’intervento, un linguaggio fondato su misura, precisione, disciplina, ritmo e bellezza del gesto, valori che trovano una naturale corrispondenza nell’idea di ospitalità perseguita dal MarePineta.

Realizzata sull’impronta del precedente edificio, la Club House si articola attraverso un basamento in cemento e vetro, trasparente e visivamente permeabile, sul quale si innesta un volume più leggero destinato alle diciotto nuove suite. Non si tratta soltanto di un ampliamento della capacità ricettiva, ma di una proposta di soggiorno distinta rispetto a quella dell’hotel, pensata per vivere lo Sporting Club dall’interno e ritrovarsi, al risveglio, circondati dal rosso dei campi, dal verde dei pini e dalla luce dell’Adriatico.

Le suite si ispirano ai quattro tornei del Grande Slam – Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open – e ne traducono le differenti suggestioni attraverso un’estetica misurata, contemporanea e priva di eccessi. Materiali naturali, superfici materiche e arredi disegnati su misura definiscono ambienti nei quali il lusso non dipende dall’ostentazione, ma dalla qualità dello spazio e dalla cura del dettaglio; le grandi vetrate lasciano entrare la luce e il paesaggio, mentre i balconi continui e le ampie terrazze affacciate sugli otto campi, sul parco e, in alcuni casi, verso il mare assottigliano il confine tra interno ed esterno, restituendo una sensazione di quiete e riservatezza pur nel cuore della vita del Resort.

L’intervento ha coinvolto anche gli spazi esterni, con la riqualificazione completa dei campi e la creazione di oltre seicento metri quadrati di nuovi giardini, concepiti come prosecuzione naturale dell’edificio e inseriti in un parco che custodisce anche la piscina di 33 metri, la più grande di Milano Marittima, circondata dal verde e appartata rispetto alla vivacità della località. Al piano terra trovano posto la lounge, il bar e una sala interamente vetrata che al mattino accoglie la prima colazione aprendosi visivamente sulla vegetazione, per trasformarsi la sera in The Club – Sushi House, il nuovo ristorante nato dalla collaborazione con Sabakaita, ristorante giapponese di Forlì, qui guidato dallo chef Riccardo Rossi, formatosi assieme allo chef internazionale Hirohiko Shoda. La proposta interpreta la cucina fusion con un approccio raffinato, facendo dialogare la tradizione giapponese con ingredienti e suggestioni internazionali, all’interno di uno spazio pensato anche per incontri, eventi e momenti di convivialità.

Anche negli spazi di passaggio il tennis resta protagonista: le fotografie d’archivio ripercorrono la storia del MarePineta e di Milano Marittima, componendo una memoria visiva che lega il nuovo edificio al luogo al quale appartiene, mentre un’opera site-specific ispirata a un campo in terra rossa scandisce verticalmente i tre piani, riassumendo il principio generatore dell’intera architettura.

L’arte, del resto, è un’altra costante del MarePineta: da alcuni anni il Resort ospita la Galleria MarePineta, un percorso diffuso tra giardini e spazi comuni che porta opere di artisti internazionali a disposizione non solo degli ospiti, ma di tutta Milano Marittima. Tra i nomi che si sono avvicendati figurano gli scultori Stefania Vichi e Gianfranco Meggiato e la pittrice Melissa Barbanti, in un progetto che affianca, con la stessa naturalezza, l’ospitalità e la cultura contemporanea.

“OPEN – The First Serve”, il titolo scelto per l’inaugurazione, racchiudeva il senso dell’intero progetto: un primo gesto, un nuovo servizio, l’inizio di un’altra storia. Tra gli ospiti della serata anche Mirko Boschetti, sindaco di Cervia. La serata è stata costruita come un percorso attraverso gli ambienti della Club House, proseguendo con il welcome aperitif, la cena di gala e una performance immersiva sul campo centrale, dove la danza e le arti sceniche hanno trasformato i movimenti del tennis in una narrazione di corpi, ritmo e luce.

A riportare lo sport alla sua dimensione più intima è stato il dialogo a bordo campo tra Flavia Pennetta e Fabio Fognini, intervistati da Federico Ferri, direttore di Sky Sport. Il racconto delle vittorie si è così intrecciato a quello dei sacrifici, delle difficoltà e della disciplina quotidiana, facendo emergere quanto si nasconde dietro la naturalezza apparente di un grande gesto atletico.

Anche la proposta gastronomica ha seguito la logica dell’incontro, accostando i sapori più riconoscibili dell’Emilia-Romagna a espressioni contemporanee e internazionali. Parmigiano Reggiano, piadina, salumi d’eccellenza, gli ottimi vini e le specialità di San Patrignano – charity partner storico del MarePineta, con il quale il Resort condivide iniziative legate alla responsabilità sociale e alla valorizzazione delle persone – hanno dialogato con ostriche, caviale, lobster roll, proposte di mare e alcuni assaggi della nuova Sushi House, disegnando un percorso capace di muoversi tra appartenenza territoriale e curiosità cosmopolita.

Wine partner del MarePineta da due anni, Berlucchi ha accompagnato l’inaugurazione con una selezione di Franciacorta capace di seguirne con naturalezza i diversi momenti, dall’aperitivo alla cena. Un’occasione per ritrovare nel calice lo stile di una realtà che nel 1961 ha dato vita al primo Franciacorta e che, pur forte di un ruolo determinante nella storia della denominazione, continua a guardare avanti attraverso ricerca, coerenza identitaria e una precisione espressiva sempre più evidente.

Particolarmente convincente il Berlucchi ’61 Nature Blanc de Blancs, Chardonnay in purezza, millesimato e a dosaggio zero, affinato per almeno cinque anni sui lieviti. Luminoso e finemente cesellato, sviluppa un profilo olfattivo stratificato, nel quale agrumi, fiori bianchi ed erbe aromatiche introducono la frutta a polpa gialla, la mandorla e delicati richiami di pasticceria. Il sorso, verticale ma tutt’altro che austero, è sostenuto da un’effervescenza sottile e cremosa, da una sapidità profonda e da una freschezza ben calibrata, che conduce verso un finale lungo, dinamico e agrumato.

Ancora più incisivo il Berlucchi ’61 Nature Rosé, Pinot Nero in purezza, millesimato e senza dosaggio: gustoso, teso e raffinatissimo, colpisce soprattutto per l’estrema precisione. Lampone, mora e ribes si intrecciano alla rosa canina, agli agrumi rossi e a sottili accenti di pepe rosa, mentre l’assaggio rivela una materia succosa e profonda, attraversata da una freschezza citrina incisiva e da un’effervescenza cremosa perfettamente integrata. La struttura del Pinot Nero non sacrifica mai la finezza e accompagna il sorso verso una chiusura nitida, sapida e speziata, di notevole persistenza.

Con la nuova Club House il MarePineta non si limita dunque ad aggiungere diciotto suite alla propria offerta, ma definisce un modo diverso di abitare Milano Marittima, più raccolto e immersivo, nel quale architettura, natura, sport, cucina e vino partecipano allo stesso racconto. Dopo cento anni, la vera eleganza del MarePineta è forse proprio questa: la capacità di rimanere identico a se stesso mentre tutto, intorno, cambia. Quel silenzio scandito dalle palline da tennis, quella pineta che porta alla spiaggia, sono ancora lì, intatti. Ed è per questo che, ogni estate, si continua a tornare.

Per info
www.marepinetaresort.com
www.berlucchi.it