La parabola di Alberto Massucco, imprenditore canavesano classe 1949, si sviluppa lungo una direttrice non convenzionale: trasferire il rigore costruttivo e la disciplina della manifattura metallurgica nel mondo dell’eccellenza enologica francese. Con l’acquisizione di vigneti di proprietà nella prestigiosa Côte des Blancs, Massucco è divenuto il primo produttore italiano ufficialmente registrato nel disciplinare dello Champagne. Un dialogo profondo incentrato sull’identità e sulle sfide per una lettura organica di un progetto dove materia, territorio e tempo trovano una sintesi perfetta.

Da antica officina a Maison di accoglienza
A Castellamonte, in provincia di Torino, l’antica forgia di famiglia fondata nel 1882 è stata protagonista, a partire dal 2020, di un radicale intervento di bonifica e riqualificazione architettonica. Lo spazio produttivo di oltre 2.000 metri quadri è stato convertito in una dimora di rappresentanza e degustazione, mentre la Galleria e il Salone delle Feste ospitano elementi scultorei come il “Ring” in metallo, omaggio all’anello della vecchia forgia, affiancati da arredi che evocano il primo Novecento. La tenuta include anche le cantine che custodiscono le selezioni della linea AMC e i vini dei Récoltant Manipulant importati in esclusiva (Jean-Philippe Trousset, Rochet-Bocart, Gallois-Bouché, Bonnevie Bocart e il collettivo Les Fa’Bulleuses), oltre la Cave du propriétaire con volte a botte, mattoni a vista e pavimentazione in ciottoli di fiume. Tutto è oggetto di una gestione rigorosa di parametri quali temperatura e umidità, con un piano di manutenzioni mirate per ottimizzare il riposo delle bottiglie nel tempo.

Lo stile produttivo
La cifra tecnica dei vini nasce dal legame instaurato nel 2018 con Erick De Sousa ad Avize, proseguito oggi insieme ai figli. L’impostazione biodinamica adottata in vigna e in cantina valorizza la purezza espressiva dei villaggi Grand Cru. Le etichette AMC esplorano l’eleganza dello Chardonnay e l’apporto strutturale del Pinot Noir. Spiccano il millimetrico AMC 00 (non dosato con 5 anni sui lieviti), 100% AMC (Chardonnay Grand Cru con vins de réserve), le declinazioni AMC 02 e AMC 05, fino alla cuvée Mirede (fermentata parzialmente in legno) e ai prestigiosi millesimati parcellari Millésime 2019 Alberto, Le Mesnil 2018 e il rarissimo Mon Idée de Cramant 2014.

L’affinamento subacqueo a Pag
La propensione alla sperimentazione di Alberto Massucco si è tradotta nel progetto di affinamento in mare condotto al largo dell’isola di Pag, in Croazia. Il primo test su circa 100 bottiglie Alberto Massucco Blanc de Blancs Grand Cru 2019, immerse a profondità controllata per alcuni mesi attraverso una procedura interamente manuale, ha mostrato un impatto marcato sul profilo organolettico. L’assenza di luce, la temperatura costante e il moto ondoso hanno conferito al vino maggiore volume e una tessitura setosa e cremosa, preservando al contempo freschezza e verticalità. L’esito positivo prelude all’ampliamento della sperimentazione, supportata da confezioni da collezione. «Abbiamo pensato di usare la nostra bottiglia più importante, la prima della collezione Maison Massucco e quella che mi rappresenta di più – racconta Alberto Massucco. – Il progetto è iniziato nel 2023 con 100 bottiglie immerse e riemerse nel 2024. Adesso ne immergeremo un migliaio. Il vino mostra una complessità maggiore di una decina di anni, ma senza perdere freschezza e spalla acida. È un assaggio vivo e vivace con una bocca decisamente ricca».

La sfida al cambiamento climatico
La riflessione sulle sfide della viticoltura contemporanea parte inevitabilmente dall’impatto dei cambiamenti climatici in Champagne, dove la crescente frequenza delle gelate primaverili e la tendenza ad anticipare le vendemmie impongono un costante adattamento agronomico. A fronte di queste e molte altre complessità, Massucco risponde con la futura presenza sul territorio e l’apertura di uno spazio di degustazione e accoglienza ad Avize, pensato per far vivere il vino direttamente nel cuore dei suoi cru di origine.