La Guida MICHELIN non smette mai di stupire e, fedele alla sua missione di scovare le migliori esperienze al mondo, firma una svolta epocale per gli appassionati del buon bere. Nel cuore dell’antico Palazzo dei Duchi di Borgogna a Digione, è stata svelata la primissima e attesissima selezione delle Uve MICHELIN.

La Borgogna, terra d’elezione dove Chardonnay e Pinot Noir raggiungono vette di purezza uniche, inaugura questa nuova classificazione con un totale di 94 aziende vinicole presenti, tra cui ben 62 premiate con le prestigiose Uve.

«Questa prima selezione delle Uve MICHELIN rivela una Borgogna fedele alla propria eredità, ma decisamente viva – ha dichiarato Gwendal Poullennec, direttore internazionale della Guida MICHELIN –. Se questa regione resta una delle più strutturate al mondo per la gerarchia dei suoi terroir e delle sue denominazioni, la nostra selezione dimostra che l’eccellenza non si limita al prestigio di un nome. Si esprime prima di tutto nella precisione del lavoro svolto in vigna come in cantina, così come nella personalità che ogni vignaiolo imprime al proprio domaine, al servizio della qualità dei vini. Mette inoltre in luce una Borgogna dinamica, in cui convivono più generazioni, percorsi e approcci diversi. Eredi di tradizioni familiari e nuove aziende vinicole partecipano all’evoluzione di un vigneto che continua a rinnovarsi senza rinnegare la propria identità. Questa diversità di profili e di espressioni conferisce tutta la sua ricchezza a questa prima selezione delle Uve».

Il gotha del vino: 9 domaines da “3 Uve”

La distinzione più alta, le 3 Uve MICHELIN, è andata a 9 cantine d’eccezione. Si tratta di indirizzi in cui gli appassionati possono riporre la massima fiducia a prescindere dall’annata, divisi equamente tra due sotto-regioni leggendarie: la Côte de Nuits e la Côte de Beaune.

Côte de Nuits

  • Domaine de Cécile Tremblay (Morey-Saint-Denis): Una delle rare creazioni completamente nuove, capace in meno di vent’anni di imporsi per texture vellutata e viticoltura biologica.
  • Domaine Dugat-Py (Gevrey-Chambertin): Rese bassissime, coltivazione biodinamica e vini concentrati nati per sfidare il tempo.
  • Domaine Roumier (Chambolle-Musigny): Una certezza storica fondata nel 1924, oggi guidata dai nipoti dell’emblematico Christophe Roumier.
  • Domaine de la Romanée-Conti (Vosne-Romanée): Un patrimonio mitico di 28 ettari di grand crus gestito in biodinamica.
  • Domaine Leroy (Vosne-Romanée): Firmato dalla leggendaria Lalou Bize-Leroy.

Côte de Beaune

  • Domaine d’Auvenay (Saint-Romain): Il secondo capolavoro di Lalou Bize-Leroy (l’unica vignaiola a piazzare due tenute al vertice), celebre per i suoi soli 4 ettari dai vini monumentali.
  • Domaine Coche-Dury (Meursault): Quattro generazioni di eccellenza, oggi sotto la guida di Raphaël Coche, per bianchi dall’acidità cesellata.
  • Domaine Jean-Marc & Thomas Bouley (Volnay): Vini morbidi ma potenti, retti da tannini setosi.
  • Domaine Hubert Lamy (Saint-Aubin): Guidato da Olivier Lamy, pioniere delle piantagioni ad alta densità con le sue cuvée Haute Densité diventate veri oggetti di culto.

La selezione si allarga poi a produttori che fanno della costanza stilistica e del legame con il proprio terroir un punto di forza imprescindibile, ecco le “2 Uve” e “1 Uva”

Sono 20 le cantine premiate con2 Uve MICHELIN, presenti su tutto il territorio (inclusa la Côte Chalonnaise), spiccano nomi come il Domaine Dujac con la sua iconica vinificazione a grappolo intero , la morbidezza elegante del Domaine Denis Mortet e la precisione biologica di Jean-Claude Bachelet. Nota di merito per la Côte Chalonnaise con l’approccio esigente di Bruno Lorenzon (Mercurey) e l’eccellenza strutturata del Domaine Dureuil-Janthial (Rully).

A aggiudicarsi 1 Uva MICHELIN sono invece 33 cantine con vini di grande carattere. Gevrey-Chambertin domina la Côte de Nuits con 6 domaines (tra cui Armand Rousseau e Trapet) , mentre a Meursault si registra la massima densità per i bianchi della Côte de Beaune (con Roulot e Henri Boillot tra i premiati). Menzione d’onore per la storica maison Faiveley, certificata biologica dal 2025, che firma etichette di straordinario equilibrio.

A chiudere il cerchio, la Guida ha incluso 32 “domaine selezionati”, produttori super affidabili tra cui spiccano giovani talenti come Maxime Cottenceau o storie di micro-negozio di successo come quella del Domaine Camille Thiriet.

Una mappa preziosa che ridefinisce la geografia del collezionismo e del fine dining. Non resta che stappare e lasciarsi guidare dal nuovo corso di MICHELIN.