La regina dei sentieri è un giallo avvincente che si legge tutto d’un sorso di Bolgheri (magari bianco vista la stagione), ambientato nel suggestivo mondo vitivinicolo della costa Toscana. Malvaldi e Bruzzone hanno creato un intreccio astuto e divertente, giocando abilmente con i cliché e le manie del mondo del vino.

Lo stile è piacevole e ritmato, senza inutili divagazioni o false piste che rallentino la narrazione. La trama si dipana con fluidità, mantenendo alta l’attenzione del lettore dall’inizio alla fine.

la regina dei sentieri

Le protagoniste, Serena e Corinna, formano una coppia investigativa irresistibile. La loro sensibilità femminile, unita alle rispettive competenze – l’olfatto sopraffino di Serena e l’esperienza di poliziotta di Corinna – le rende perfette per districare l’intricato mistero che avvolge la scomparsa del conte Crisante Olivieri Frangipane, il tutto mentre affrontano i problemi della vita quotidiana di “donne”. Però sempre con garbo e ironia, mai fuori dalle righe se non forse nelle prime battute.

Il libro ha il pregio di rendere accessibile e affascinante il mondo del vino anche ai non esperti. Al termine della lettura, ci si ritrova con una gran voglia di assaggiare un buon bicchiere di Bolgheri, segno che gli autori sono riusciti a trasmettere la passione per questo nettare.

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È interessante notare come il romanzo si inserisca in un momento di grande attenzione mediatica per Bolgheri. Le recenti polemiche sulla vendita di Fabio Motta alle Agricole Gussalli Beretta e le dinamiche economiche e di mercato hanno portato i riflettori su questa zona della Toscana. Dinamiche che, come nel libro, intrecciano enologia, marketing, famiglie nobili e intuizioni di viticoltura, investimenti di alto profilo e una costante aspirazione a essere i più bravi di tutti con l’idea di essere costantemente sotto i riflettori. È impossibile infatti non sentirsi il fiato addosso e non vedere i critici pronti a impallinarti al primo passo falso se lavori a Bolgheri, la DOC italiana con il prezzo medio più alto a bottiglia d’Italia, surclassando in questa classifica la Valpolicella, il Barolo e Brunello. Il risultato a Bolgheri è stato un boom del turismo di alto livello in un’area che, fino a vent’anni fa, era relativamente poco conosciuta mentre oggi appunto è teatro di operazioni di compravendita milionarie, libri, racconti, festival e matrimoni con ospiti internazionali,

Gli autori dimostrano una profonda conoscenza dell’ambiente vitivinicolo, frutto probabilmente della consulenza di esperti del calibro di Gianluca Putzolu de Le Macchiole e Ivo Basile di Tasca d’Almerita. La loro competenza traspare nelle descrizioni accurate e nelle sfumature che arricchiscono la narrazione, compresi alcuni dettagli davvero curiosi e impossibili da intuire se si lavora fuori da questo settore.

Infine, non si può non menzionare il ruolo che deve aver giocato l’ospitalità squisita di cui gli autori hanno goduto di realtà come Antinori e il Castello del Terriccio di Vittorio Piozzo di Rosignano, che contribuiscono a rendere l’esperienza di Bolgheri davvero fenomenale, sia nella realtà che nelle pagine di questo avvincente romanzo.

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La regina dei sentieri è una lettura piacevole e coinvolgente, che saprà conquistare gli appassionati di gialli e di vino, ma anche chi è semplicemente alla ricerca di una storia ben scritta e ricca di atmosfera.