Nel de Bonart Naples prende vita il ristorante che unisce tradizione campana e ricerca contemporanea: dai Paccheri ai cinque pomodori al dessert “Napul’è”, un viaggio nei simboli e nei sapori della città

A Napoli ogni cosa ha un’anima. Le piazze, le canzoni, il cibo. In questa città Maradona non è stato soltanto un calciatore ma un vero e proprio eroe nel cuore della gente e la voce di Pino Daniele continua a risuonare come la colonna sonora della vita quotidiana di chi la abita.

È da questa essenza che nasce DESCHEVALIERS, il nuovo progetto gastronomico di Nino Di Costanzo, due Stelle Michelin con il ristorante Danì Maison di Ischia, che ora porta la sua visione culinaria nel capoluogo partenopeo. Non si tratta solo di un ristorante all’interno di un hotel. È un luogo che parla il dialetto di Napoli, della sua storia e della sua capacità di reinventarsi.

Si trova all’interno del de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton a pochi passi da Chiaia e dal lungomare e qui si crea un’esperienza che intreccia arte, territorio e sapori. Sono oltre 150 le opere di artisti campani che decorano gli spazi, le suite richiamano i miti napoletani e nella hall si erge “Totem” di Sergio Fermariello: il cavaliere, simbolo di scoperta, diventa il segno distintivo di un ristorante che guarda al futuro senza mai dimenticare le proprie radici. 

Qui, Nino Di Costanzo non è mai solo: ogni giorno è affiancato da Antonio Autiero, chef resident, in un dialogo a quattro mani che punta a lasciare un segno indelebile. Dalla terrazza in cui si respirano gli odori di Napoli alla sala, intima e curata che accoglie senza formalismi. I piatti raccontano una Campania vibrante di energia, dalla costa ai vicoli popolari, dai limoni di Sorrento ai pomodori del Vesuvio.

La brigata del ristorante DESCHEVALIERS

La cucina non cerca effetti speciali, ma emoziona con equilibrio, memoria e ingredienti di alta qualità. I formaggi provengono dal Caseificio Costanzo, custode di una tradizione casearia che diventa parte integrante della narrazione. Il menu offre due percorsi di degustazione (120 e 140 euro) e una selezione à la carte che riflette la filosofia di Di Costanzo: tecnica raffinata e profondo rispetto per il sapore.

Tra i piatti, spicca l’insalata di mare servita in due atti: da un lato un mosaico di pesci marinati, dall’altro una crema calda di patate e molluschi scottati. L’astice in parmigiana unisce l’eleganza del crostaceo con la robustezza della melanzana. Il coniglio, un omaggio a Ischia, gioca con consistenze e contrasti, mentre il risotto ai limoni con gamberi e zucchine sprigiona freschezza mediterranea. I paccheri ai cinque pomodori arrivano nel tegame di rame, fedeli alla tradizione e senza fronzoli. Il filetto in pizzaiola è una reinterpretazione audace di un piatto popolare, esaltato dalla piccantezza della ‘nduja.

Il filetto in pizzaiola

E poi ci sono i dessert. Napul’è è un viaggio emotivo nella città: c’è il caffè sospeso, la pizza, Maradona, San Gennaro, persino l’immondizia trasformata in ironia dolce. Un omaggio che racconta una Napoli autentica, contraddittoria e irresistibile. Non manca la rivisitazione della pastiera, simbolo di una tradizione che si rinnova.

Il dessert Napul’è

La carta dei vini, ampia e curata, insieme alla selezione di oli, completa l’esperienza. Ma ciò che colpisce di più è il respiro del progetto: raccontare Napoli e la Campania non come una semplice cartolina, ma come un’identità viva. Qui, tra i piatti, si intrecciano i vicoli chiassosi e il silenzio dei chiostri, la sacralità dei riti popolari e la leggerezza di un tramonto sul mare. Perché a DESCHEVALIERS non si va solo a cena: si entra in una storia che profuma di territorio e di memoria, ma che sa anche guardare lontano. Come Napoli, che non smette mai di sorprendere.