Bertinga e il concetto del tempo in una verticale di due cru
Sono passati solo dieci anni dalla fondazione ma Bertinga è già un nome che comincia a risuonare in Chianti Classico. Non solo perché porta con sé l’eredità di un cru storico – quello che il Castello di Ama produceva in purezza fino al 1991 – ma soprattutto perché rappresenta una visione precisa, rigorosa, paziente del vino di Gaiole. Una visione che abbiamo potuto esplorare attraverso due verticali parallele dei loro cru principali, Punta di Adine (Sangiovese in purezza) e Vigna Volta di Bertinga (Merlot in purezza), durante una masterclass presso Atto, il ristorante di Vito Mollica presso la Corte degli Imperatori di Palazzo Portinari.
L’azienda nasce nel 2015 dall’acquisizione del vigneto Bertinga, cinque ettari piantati da Marco Pallanti con parti uguali di Sangiovese e Merlot. Nel 2016 si aggiunge il vigneto Adine piantato a sangiovese e di proprietà dell’azienda La Porta di Vertine. Di recente, Bertinga ha acquisito anche Poggio Pestine, poco sopra La Casuccia, sempre nel quadrante nord di Gaiole, al confine con Radda.




«Siamo in quella fascia di Gaiole caratterizzata da una predominanza di calcare e da altitudini considerevoli», spiega Luca Vitiello, direttore dell’azienda. «Le nostre vigne vanno dai 380 metri fino ai 520. È un range molto interessante che ci permette, anche nelle annate più calde, di mantenere un’escursione termica importante e di raccogliere con tempi quasi “di una volta”: il sangiovese lo raccogliamo entro la metà di ottobre, il merlot a fine settembre».
Oggi l’azienda conta 27 ettari, di cui 24 in produzione, gestiti con agricoltura biologica. La produzione è di circa 80.000 bottiglie divise su cinque vini, di cui due – i cru che abbiamo degustato – vengono prodotti solo nelle annate migliori e soprattutto arrivano sul mercato anche 5-6 anni dopo la vendemmia, secondo gli assaggi e non secondo il ritmo cronologico classico. La 2015 del merlot ad esempio è uscita dopo la 2016 e la 2019.
«Una delle caratteristiche più importanti per noi è la scelta di dare ai vini tempo in bottiglia per raggiungere quell’equilibrio e quella piacevolezza di beva che oggi è fondamentale – racconta Vitiello –. Lavoriamo al 90% con la ristorazione e le enoteche, e sappiamo bene che una bottiglia deve arrivare di fronte al consumatore finale in condizioni di equilibrio. Per i vini di Gaiole, quando non si cerca di accelerare l’evoluzione in cantina, questo richiede molto tempo».
Il Punta di Adine è il sangiovese in purezza di Bertinga, proveniente dalla parcella 100 del vigneto Adine, la più alta a 520 metri. Si tratta di circa due ettari che nelle annate migliori diventano questo cru. La vigna è stata piantata nel 2005, e la produzione oscilla tra le 3.000 e le 7.000 bottiglie in base all’andamento dell’anno. Nelle annate in cui non viene prodotto – come nel 2018 e nel 2020 – l’uva confluisce nel blend aziendale Sassi Chiusi.
«Raccogliamo quasi sempre nella seconda settimana di ottobre – racconta Vitiello. Vinificazione in cemento, affinamento in botte grande di Slavonia da 25 ettolitri per 12-18 mesi al massimo, e poi lungo affinamento in bottiglia».
La scelta dell’IGT invece della Gran Selezione è stata iniziale, legata alla volontà di mantenere l’attenzione sulla parcella, sull’identità del cru, senza creare subito un preconcetto di appellazione. “Oggi la Gran Selezione permette la menzione della MGA Gaiole, quindi potremmo considerarlo in futuro,” ammette Vitiello ma è più probabile che vedremo semmai il vigneto di recente acquisizione uscire come Gran Selezione e il resto rimanere IGT.



Le annate del sangiovese Adine in degustazione
Punta di Adine 2021 (anteprima)
Piccante, ricco, intenso e ancora in parte crudo, ma di bello stile e stampo. Viola e menta, pepe nero, liquirizia e tabacco. Stoffa intrigante e tanta acidità presente. Vino moderno, acido e piccante, molto coraggioso in un certo senso. 93+/100
Punta di Adine 2019
Cangiante, ricco e sontuoso. Lamponi, piacevole, morbido e ricchissimo. Lavanda, pepe nero, cayenne e zenzero. Sorso rugginoso e salino con una bella lunghezza e dinamico. Annata con nevicata a fine gennaio, stile anni ’80: il vino ha un equilibrio notevole con piacevolezza e lato godereccio che non è sempre proprio di questo cru se non dopo molti anni. 94/100
Punta di Adine 2016
In grande forma ma mantiene la sua verticalità e intensità. Si assottiglia elegante su note di rose e viole. Sorso di austerità e acidità ancora ben presenti. Pare un tratto rigido, ma è più eleganza austera. Ha tanto bellissimo floreale: mix di lavanda e sottobosco rosso e nero, tabacco e arancio rosso. Fine e saporito. 95/100

Il vigneto Bertinga è composto da cinque parcelle: quattro guardano a sud-est e una guarda a nord. La parcella Vigna Volta di Bertinga è quella che guarda a nord, ovviamente la più fredda, la meno esposta. Una parcella dove il merlot, come varietà precoce, tende a rallentare il suo ciclo di maturazione.
«Sono due ettari e quattro, piantati nel 2003 e allevati a cordone speronato. Raccogliamo verso la fine di settembre. La produzione può oscillare dalle 6.000 alle 16.000 bottiglie, in base a quanta di quella parcella riusciamo a destinare a questo vino, quando non esce come cru viene usato nel Bertinga», spiega Vitiello.
Vinificazione in acciaio, 18 mesi circa di affinamento in barrique di rovere francese – un range dal 20 al 30% di legno nuovo – poi si va in bottiglia. Niente filtrazione, niente chiarifica.
Le annate in degustazione sono state 2019, 2016 e 2015. Quest’ultima è uscita sul mercato solo a settembre scorso, dopo la 2016 e la 2019. “La 2015, grandissima annata nella nostra zona, è un merlot che nei primi anni del suo affinamento in bottiglia si presentava estremamente monolitico,” racconta Vitiello. “Volevamo attendere che si aprisse per raccontare veramente che cos’è questo vino. Negli ultimi anni e mezzo in bottiglia ha fatto un grande passo avanti.”
Le annate del merlot Volta in degustazione:
Vigna Volta di Bertinga 2019
Caramello e noci, ribes nero, prugne, susine, more di rovo. Piccantezza e ariosità, ferroso e piccante. Verbena, resine, cacao e caffè in sottofondo, ma mai a coprire il bel frutto scintillante. Sorso con stretta tannica molto importante, allungo e briglia ancora non del tutto sciolta nonostante l’annata ricca e in genere “piaciona”. Freschezza nel finale, piacevolezza di grande spinta. Da attendere ancora con fiducia, ma già godibile e riccamente ricamato. 94+/100
Vigna Volta di Bertinga 2016
Lo stampo è da vero alto gaiolese: viola, arancio e pepe nero, prugne, mirtilli, more di rovo. Poi più note da merlot mediterraneo come alloro e ligustro, timo e pepe nero, caramello salato. L’austerità della 2016 si sente e lo rende piacevole. Sorso di prontezza sapida, ferrosità, ampiezza e dinamica. L’austerità del Merlot ricavata da Gaiole ha un fascino non da poco. 96/100
Vigna Volta di Bertinga 2015
Freschezza e spigolo di Gaiole con profondità particolare per questo vino appena entrato in commercio, dopo 2019 e 2016 per le sue caratteristiche. Oggi è compiuto e ricco, e davvero chiantigiano per come si comporta in bocca: nervoso e piccante, con una sua personalità ben definita. Sottobosco, humus, resine lo contestualizzano bene a Gaiole. Vino che unisce evoluzione, frutto e immediatezza in maniera puntuale. 95/100

L’enologo dell’azienda è Stéphane Derenoncourt, figura di riferimento internazionale. La distribuzione è per il 70% in Nord America e per il 30% tra Europa e Asia, con una frammentazione voluta nei mercati chiave del mondo del vino.
«Come azienda molto giovane, la nostra scelta strategica è stata quella di comunicare e veicolare il nostro nome nei mercati chiave del mondo, abbracciando in egual maniera Stati Uniti, Canada, Italia, Germania, come anche Emirati e Brasile. Abbiamo cercato di costruire il brand Bertinga in maniera armonica e capillare», spiega Vitiello.
Bertinga rappresenta una delle realtà più interessanti del nuovo Chianti Classico: precisa, rigorosa, paziente. I due cru – Punta di Adine e Vigna Volta di Bertinga – raccontano con chiarezza l’identità di Gaiole nord: quota, calcare, freschezza, spigolo. E soprattutto la capacità di dare ai vini il tempo necessario per esprimersi al meglio, senza fretta, senza compromessi.
A tavola è stato bello re-incontrare il Chianti Classico La Porta di Vertine, perfetto sulle Pappardelle burro e timo con ragù di cortile con le sue note di arancio e lamponi e e i due blend aziendali Sassi Chiusi e Bertinga (da sangiovese e merlot) che si sono distinti sul ricco e cremoso Lombo sacrale di capriolo con radicchio tardivo e zucca arrostita di Vito Mollica.
Bertinga
Località Bertinga, Gaiole in Chianti (SI)
www.bertinga.it












