Il nuovo Blanc de Noirs di Monsupello nasce da un lavoro lungo e ragionato, costruito passo dopo passo dalla famiglia Boatti con un obiettivo chiaro: mostrare il Pinot Nero in purezza.

“Questo vino – raccontano Carla, Laura e Pierangelo Boatti – rappresenta esattamente la nostra idea di Metodo Classico. Volevamo qualcosa che parlasse dei nostri vigneti e del modo in cui li viviamo ogni giorno: essenziale, diretto, legato alla nostra terra”.

Oggi l’azienda è portata avanti da Pierangelo e Laura, quinta generazione di una storia iniziata nel 1893. Il punto di svolta, però, arriva con il padre Carlo, scomparso nel 2010: è lui ad aver scelto le parcelle migliori, imposto precisione e aperto la strada a una visione più moderna dell’Oltrepò.

Il Monsupello Blanc de Noirs Oltrepò Pavese DOCG Extra Brut è quindi ottenuto da Pinot Nero in purezza. Le uve arrivano dalle vigne più adatte tra Oliva Gessi e Torricella Verzate, su terreni argilloso-calcarei rivolti a sud-est. Le piante hanno più di vent’anni e crescono tra i 160 e i 200 metri, con forti sbalzi termici che contribuiscono alla freschezza e alla precisione del vino.

La gestione del vigneto è lineare e costante: potatura a Guyot con un numero limitato di gemme, interventi di scacchiatura e spollonatura a inizio stagione e, quando necessario, un leggero diradamento dopo l’invaiatura per uniformare la maturazione. Dal 1993 Monsupello lavora con l’inerbimento permanente, una scelta utile sia per preservare i suoli che per mantenere equilibrio nella pianta. La vendemmia è manuale, con selezione diretta in campo.

Nel bicchiere il Blanc de Noirs mostra subito la volontà di essere chiaro: una bollicina sottile, una struttura precisa e una lettura trasparente del Pinot Nero dell’Oltrepò. Ottimo come aperitivo, dà il meglio di sé con il pesce, soprattutto crostacei crudi, scottati o con cotture essenziali come il sale.