Il Serralunga Day nasce come anteprima del nuovo millesimo dei Barolo con menzione comunale, ma ormai si configura sempre più come un vero think tank che riunisce giornalisti, Masters of Wine e buyer da tutto il mondo. L’idea è anche quella di rafforzare la comunicazione intorno a millesimi spesso sottovalutati: se in Francia 2021 e 2022 hanno faticato a imporsi, in Italia – tra Barolo e Montalcino – si sta dimostrando che queste annate possono riservare esiti molto più convincenti della loro nomea. Fare squadra e presentarsi compatti è quindi fondamentale, questo uno dei motivi per cui partecipano alla manifestazione anche una ventina di aziende ilcinesi, degustabili al pomeriggio in una walk around tasting molto partecipato dal pubblico.

Ad aprire la degustazione dei ventisei campioni serviti alla cieca, l’introduzione di Alessandro Masnaghetti, che inquadra Serralunga dal punto di vista geologico e climatico. Serralunga è celebre perché è qui che si incontra la celebre Formazione di Lequio, l’unità geologica più antica delle Langhe, risalente a circa 30 milioni di anni fa (Oligocene inferiore), durante il periodo del “Mare Padano”, costituita dall’alternanza di marna chiara compatta e livelli di sabbie talvolta cementate, che danno origine alla caratteristica Pietra di Langa. Ma non mancano altre zone geologicamente cari ai nerd del nebbiolo come le Marne di Sant’Agata nella parte settentrionale. Serralunga non è da immaginarsi come un blocco uniforme, ma un microcosmo variegato, con altitudini che vanno dai 200 metri fino ai 445 di Cascina Francia, esposizioni che spesso valgono meno della conformazione delle colline circostanti, e venti che plasmano le maturazioni in modo peculiare. È la combinazione di suoli calcarei, marne fossili e microclimi diversissimi a fare di questo comune un unicum nel panorama del Barolo, una menzione comunale da cui ogni anno è lecito aspettarsi guizzi e picchi qualitativi importanti.

La vendemmia 2022 è stata precoce ma non estrema, circa dieci giorni prima del “solito”, con tutte le uve in cantina molto prima di fine settembre. Dopo quattro mesi siccitosi e molto caldi, il settembre fresco ha salvato la maturazione del nebbiolo. Nei bicchieri i Barolo di Serralunga 2022 mostrano grazia inattesa: tannini rocciosi ma non abrasivi, frutto luminoso, freschezza e una tattilità sapida che resta intatta. C’è un filo di alcol in più e in alcuni casi un accenno opulento, ma la mano esperta dei vignaioli ha domato l’annata con misura ed eleganza. Secondo la MW è un’annata “hearthy” termine che non abbiamo mai associato al vino e che suona come “sincero, cordiale, caloroso” ma anche “robusto, vigoroso o abbondante” e ancora “schietto e sincero”. Di tutti queste traduzioni scegliamo sincero e schietto che ci sembrano le migliori definizioni per questa 2022. Vini più accessibili e bevibili del Barolo che fu ma non rinunciano alla profondità. Una prova di forza stilistica che conferma quanto il Barolo debba oggi essere anche vino da bere, non solo un monumento.

La degustazione, impostata da nord a sud per seguire il gradiente dei suoli, mette bene in luce i caratteri del territorio.

Primo flight – zona nord, Marne di Sant’Agata

  • Fontanafredda 2022 mostra frutto intenso e pepato, membrillo e fico, ciliegia e ribes, con un sorso di bella spinta e tannino vivo (90).
  • Cascina Adelaide 2022, tra arancio e rose, tocchi di lime e frutto della passione, resine ed erbe aromatiche, struttura salda con un futuro intrigante (93).
  • Luigi Baudana – G.D. Vajra 2022 ebanisteria nobile e ciliegie, rosa damascata e fragole in confettura, sorso di bella polpa con tannino placido ma nervoso (90).
  • Enrico Serafino 2022 si apre su ribes e lamponi, con cenni mediterranei e un finale serrato e preciso (90).
  • Domenico Clerico – Aeroplanservaj 2022 ciliegia e ribes nero, mughetto e pepe, con un sorso roccioso e salino (89).
  • Pico Maccario 2022 legno e balsamicità, spezie orientali e frutta scura in confettura, sorso austero e composto ma promettente (92).

Secondo flight – zona Baudana, tra Sant’Agata e Lequio

  • Vite Colte “Essenze” ricco e fruttato, tanto pepe e resina, sorso energico ma rigido (88).
  • Cantina del Nebbiolo carnoso e ferroso, rose e pepe, melograno e zenzero, con una bocca intensa e ben estratta (92).
  • Damilano gioca sull’etereo, tra bosco e rosa canina, sorso sottile e nervoso con tannino puntuto (90).
  • Tenuta Rocca 2022 mostra frutti neri e rossi, mallo di noce e legno elegante, bocca energica e nervosa con bel finale floreale (89).
  • Villa Doria vira su mela annurca, pepe rosa e lamponi, sorso nervoso e compresso, un po’ scarno ma sincero (88).

Terzo flight – Formazione di Lequio come suolo di riferimento

  • Ettore Germano – quasi tutte uve da Cerretta brilla per energia floreale, amarene e fragole, alloro e bergamotto, con sorso succoso e ficcante, tannino stiloso (93).
  • Giovanni Rosso note di acciuga e resina, fragole e pepe nero, sorso potente ma ben controllato (92).
  • Garesio 2022 speziato e agrumato, con arancio rosso, susine e bocca sapida e affilata, profonda e grintosa (93).
  • Angelo Negro punta su frutto maturo e liquirizia, ma il sorso si chiude un po’ brusco (88).
  • Ca’ Rome Romano Marengo regala verbena, pepe e piccoli frutti, sorso semplice ma corretto (87).

Quarto flight – attorno al paese di Serralunga

  • Luigi Vico lo stile classico, solido e roccioso, con agrumi, pepe e incenso, sorso luminoso e tannino fine, grande eleganza (93).
  • Boasso frutta scura e more di rovo, cuoio e liquirizia, con un sorso ficcante e preciso (92).
  • Famiglia Anselma note di chiodi di garofano, rose e conserva di pomodoro, sorso asciutto e teso, austero (90).
  • Tenuta Cucco resine, lamponi e frutta rossa, sorso energico ma con eleganza rarefatta e intrigante (92).

Quinto flight – Gabutti, sud estremo di Serralunga

  • Palladino ricco e calorico, tra membrillo, pesca matura e pepe, tannino con le giuste rughe (90).
  • Alessandro Rivetto 2022 confettura di lamponi e fragole, sorso agile ma poco sapido (88).
  • Mauro Veglio 2022 susine, resine e alloro, ma l’alcol copre un po’ il tannino (87).
  • Principiano affascina con umami da sottobosco, ribes e viole candite, sorso complesso e tannino brioso, il più emozionante del flight (95).
  • Bersano mostra eleganza e fragilità, frutti rossi e tabacco, sorso salino e ficcante, molto cangiante (92).
  • Podere Gagliassi dolcezza fruttata e legno speziato, sorso sfaccettato ma asciutto (87).