Grazie alla cantina di Antonio Tonnino, il Ceuso, il vino nato nel 1995 dall’idea dal grande enologo piemontese Giacomo Tachis a base di Nero d’Avola, Cabernet Sauvignon e Merlot, diventato simbolo del rinascimento enologico dell’isola, è tornato in vita. L’annata 2020 è proprio quella che vede la rinascita di Ceuso dopo quasi un decennio dall’ultima prodotta: il vino ebbe all’epoca una diffusione internazionale e con lui il nome del glorioso baglio ai piedi della città di Alcamo, realizzato nel 1860. Dopo alcuni anni di chiusura, la costruzione è stata restaurata nel massimo rispetto dello spirito originale dell’architettura e dei principi di sostenibilità di Tonnino, per poter riprendere la produzione e guardare al futuro. 

Nero d’Avola al 50% e per il restante Cabernet Sauvignon e Merlot, con una rigorosissima selezione in vigna delle uve, affina prima in vasche di cemento e poi nelle pregiate barrique Seguin Moreau: il risultato è un vino ampio, che al naso si esprime con note di mirtilli e altri piccoli frutti, menta, spezie e cioccolato, mentre al sorso colpisce la trama tannica in un insieme equilibrato tra acidità e lunghezza. Vino da grandi invecchiamenti, Ceuso è indiscutibilmente da stappare per le grandi occasioni, da bere subito o, ancora meglio, tra qualche anno, e prodotto in 3.300 pezzi.

Al Vinitaly 2025 è stato presentato anche il Ceuso Bianco, che riprende in pieno il disciplinare di produzione dell’Alcamo Doc, dove viene messo al centro il Catarratto affiancato da Grillo e Grecanico. Solo 1.200 bottiglie per questo vino che vuole diventare ambassador dei bianchi siciliani.

First Reaction…Shock!
Leggi anche:
First Reaction…Shock!

In occasione della Giornata Mondiale del Gin, oggi 14 giugno, Nordés – gin premium di origine galiziana – porta a Roma un’esperienza di gusto con il lancio del suo signature…

Oltre Ceuso, la cantina produce altre dieci etichette per un totale di 150mila bottiglie e 120 ettari a conduzione biologica.

Costa circa 45 euro