Cecchi Coevo IGT Toscana 2021
Sono passati diciotto anni quando la prima edizione di Coevo di Cecchi fece capire che un’altra grande famiglia toscana , nel settore dal 1893, si era affacciata stabilmente alla ribalta del vino italiano di qualità. Il lancio del 2006 da parte di Cecchi di questo blend allora molto in voga di sangiovese, cabernet sauvignon , merlot e petit verdot entrò in grande stile nelle cantine degli stellati più importanti d’Italia a cominciare dalla cantina più importante della Toscana e non solo, ovvero Enoteca Pinchiorri.
La “benedizione” di Giorgio Pinchiorri e Alessandro Tomberli, head sommelier dell’Enoteca, saluta oggi la 2021, l’annata della svolta e della rinascita che segue a distanza di 6 anni l’ultima uscita ovvero la 2015. In questi anni nel mondo del vino sono cambiate tante sfumature e il vino muscoloso e potente ha lasciato spazio ai vini dotati di levità, eleganza , finezza e un legame più stretto con il territorio. Ecco quindi che Coevo 2021 , fedele al suo nome, nasce dal solo sangiovese da scisto e alberese della prestigiosa tenuta Villa Rosa acquisita dieci anni fa da Andrea Cecchi (una delle preferite da Giulio Gambelli) unito al miglior merlot della Vigna Mozza da Valle delle Rose, la tenuta maremmana della Famiglia che vede nascere Morellino di Scansano e un sempre più intrigante vermentino.
Durante il pranzo di presentazione nei bicchieri in successione sono sfilati i capisaldi di questi primi 15 anni di vita del vino abbinati ad altrettanti piatti a opera di Riccardo Monco e Alessandro della Tommasina. Si è partita da Coevo 2006 (90) asciutto salino con note di senape, vetiver, juta, muscoli flessuosi ben distesi, un signore affascinante di altri tempi con un impianto bordolese molto forte, perfetto su “Battuta di vacca vecchia podolica, intingolo di musetto alle spezie, tartufo nero pregiato e maionese di pollo arrosto”. Il prosieguo è stato Coevo 2013 (88) , il più maremmano di tutti, con la sua energia e forza bruta ideale sul “Risotto al cacao in grani e piccione crudo” e Coevo 2015 (91) dalla grande opulenza di frutto, more, viole candite, macis mandorle e resine, una degna ultima edizione di una idea di potenza del tempo che fu ma che pare abbia ancora tanto davanti e sta benissimo nel frattempo su “Filetto di vitella in crosta di mandorle con pure di topinambur arrostiti, radicchio e crema di fegato grasso”. Coevo 2021
Ca' Rugate Monte Fiorentine Soave Classico 2021
E’ stato infine presentato in maniera insolita ma vincente su un Bombolone caldo al formaggio d’alpeggio e ha mostrato un sorso di eleganza chiantigiana che tiene benissimo testa al merlot, sfoggiando una raffinatezza tannica che si fa ricordare. Note di ribes rosso, viola, giaggiolo, pepe rosa, mirtilli e macchia mediterranea lo aprono al naso mentre il sorso ha grip deciso senza mai incalzare troppo fino a sfociare in una beva piccante e divertente (93+).












