La location è sicuramente di grande fascino: il sontuoso palazzo Barboglio de Gaioncelli di Corte Franca, non distante dal lago d’Iseo, dove si trova l’omonima cantina e, nella parte un tempo adibita a fienile, il ristorante Vivilo, circondato dai vigneti. Suggestiva l’orangerie che si trova negli spazi esterni, ma anche gli ambienti interni del ristorante, con la sua hall a doppia altezza e i tavoli che si trovano al primo piano, dislocati in due sale minimal chic impreziosite da diverse importanti opere d’arte, tra le quali una versione particolare, ultramoderna in pixel, di una natura morta di Giorgio Morandi.

Se Vivilo è la sintesi dei nomi di Lorenzo Tagliabue, il cuoco del locale dal 2010, e della moglie Viviana, il nuovo corso nasce dalla collaborazione con Giovanni Cavalleri, iniziata nel 202: la sua pasticceria Da Roberto, a Erbusco, è un punto di riferimento della Franciacorta, non solo per torte e pasticcini, ma anche per pranzi di lavoro gustosi.

Insieme hanno rinnovato la proposta, dal sapore territoriale e mediterraneo, in un “sistema” che si basa su due cardini: il ristorante e gli eventi. I piatti proposti mettono questa dualità in evidenza, con l’architettura di ogni ricetta – almeno quelle degustate – pensata per essere replicata su grandi numeri. Senza togliere nulla al godimento e al gusto, perché qui c’è una cucina gourmet dai sapori chiari e tutt’altro che macchiavellica.

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Come ogni locale di questa categoria, non mancano i signature dishes, che per Vivilo sono gli Spaghetti cacio, pepe, ostrica e caviale, il Bollito dal mare a base di seppie, polpo e gamberi cotti al vapore e i Casoncelli. Noi abbiamo degustato la divertente tartare di pomodoro, sesamo e misticanza (piatto vegetariano che fa parte del menu L’Orto),  lo sfizioso Bollito dal mare, gli Spaghetti cime di rapa, crumble di pane e gambero, golosi ed equilibrati, un interessante carbonaro, servito con gli asparagi e salsa alle acciughe. Dulcis in fundo, sorbetto ai frutti rossi e lingua di gatto e un must have: la torte di rose da intingere nella spuma di zabaione, servita calda nel pentolino di rame.

Merita menzione la carta dei vini, curata dal sommelier Ramon Testa, dove si riesce a bere bene non spendendo una follia.  

Via Nazario Sauro, 15, 25040
Corte Franca (BS)
030 982 6831
[email protected]

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Aperto dal mercoledì alla domenica solo la sera, sabato e domenica anche a pranzo.