Château Palmer 2015
Se Margaux è il cuore elegante di Bordeaux, Château Palmer ne è il battito più profondo e misterioso.
La storia di Palmer è fatta di visioni controcorrente. Prende il nome dal Generale Charles Palmer, che nell’800 conquistò Parigi (e i salotti londinesi) con lo stile dei suoi vini. Ma il vero atto di ribellione è la sua classificazione: ufficialmente un Troisième Cru nel 1855, ma da decenni riconosciuto dal mercato e dai critici come un “Super Second”, capace di guardare negli occhi i mostri sacri come Château Margaux.
Sotto la conduzione strategica e tecnica dal 2004 di Thomas Duroux, Palmer (distribuita in Italia da Sarvi Amadé) è l’azienda che ha osato il biodinamico in una terra di protocolli rigidi, credendo che solo una vigna viva possa restituire un vino eterno. Il 2015 è il coronamento di questa filosofia: un’annata solare, magistrale, dove il Merlot (anima atipica di questo château) danza con il Cabernet Sauvignon in un equilibrio miracoloso.
Ma veniamo al vino. Dimenticate i profumi scontati. Qui siamo di fronte a un’esplosione di violette e peonie (il marchio di fabbrica di Margaux), seguite da un frutto nero purissimo: mirtilli, more e ribes. Ma è la stratificazione a incantare, fatta di tabacco dolce, tartufo nero, grafite e quella nota di scatola di sigari che solo i grandi Bordeaux sanno regalare. È un naso che cambia ogni minuto, svelando un nuovo segreto a ogni rotazione del calice. Al sorso è potente ma incredibilmente leggero, con tannini talmente fini da sembrare polvere di cacao o seta grezza; avvolgono il palato senza mai aggredirlo. C’è una freschezza vibrante che sorregge una struttura importante. Il finale è una scia di spezie nobili e mineralità che resta impressa nella memoria ben oltre l’ultimo sorso. Tutto questo viene amplificato nell’annata 2006 bevuta ora, a vent’anni di distanza. La 2015 è un’annata leggendaria che sta entrando ora nella sua finestra di bevibilità ideale, ma che potrà sfidare i prossimi 40 anni senza esitazione.
Pornstar di BoB Milano
Bere un Château Palmer 2015 non è “assaggiare un vino”. È sedersi a tavola con la storia. È sentire il peso di due secoli di eccellenza e la leggerezza di un’agricoltura che rispetta la terra. È il vino dei grandi silenzi, delle conversazioni che cambiano la vita, di quei momenti in cui il tempo sembra fermarsi per ammirare ciò che l’uomo, insieme alla vigna, è stato capace di creare.
Costa circa 500 euro















