Vigneti Vinessa non è solo una cantina, ma un progetto di “resistenza” e visione situato a San Zeno di Montagna, in località Lumini. L’azienda trae il suo nome dalla Vinessa, un vento intenso e burrascoso che soffia da sud-est, forgiando il carattere di queste vigne di montagna.

La loro filosofia è radicale: praticano una viticoltura eroica su terreni argillosi e ricchi di rocce calcaree, dove ogni gesto è una sfida alla pendenza. La vera rivoluzione sta però nella scelta dei vitigni resistenti (PIWI), coltivati con metodo biologico per ridurre al minimo l’impatto ambientale. È una sfida giovane e innovativa che pone l’equilibrio della vite al centro di tutto, cercando di tradurre in bottiglia la geologia estrema di questo angolo di Veneto tra il Lago di Garda e le vette del Monte Baldo.

Il Divento (uvaggio Johanniter e Bronner) è il primo capitolo di questa storia, un vino che nasce per sfidare il tempo. Le uve sono selezionate a mano e raffreddate per una notte. Segue una pressatura soffice a grappolo intero. La fermentazione alcolica e malolattica avvengono in botti di rovere da 10 hl. Il vino sosta sulle fecce fini per 10 mesi con costanti pratiche di bâtonnage per acquisire profondità, seguiti da altri 15 mesi in bottiglia prima della messa in commercio.

Il Divento è un vino che “scuote”. Non cerca la via facile del consenso immediato, ma ti porta direttamente su quei pendii scoscesi dove il vento scompone i filari. È un sorso che sa di roccia e di aria pura. C’è qualcosa di primordiale nel suo essere “figlio del vento”: una tensione costante tra la finezza dei fiori di montagna e la forza del suolo calcareo. Al naso si apre con note citrine di bergamotto e lime, per poi evolvere verso sentori più caldi di pepe bianco e vetiver. La componente montana emerge con prepotenza attraverso sentori di olive verdi, iodio marino e chinotto, regalando un bouquet salino e quasi salmastro.

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Al palato colpisce per la precisione. È un vino fine ed elegante, ma dotato di una vigoria eroica. L’acidità è delicata ma persistente, sorretta da una mineralità rocciosa che allunga il sorso verso un finale sapido e profondo.

Si sposa armoniosamente con i sapori del territorio, trovando il suo compagno d’elezione nel pesce d’acqua dolce, come un salmerino alpino ai ferri o un coregone marinato con erbe officinali del Monte Baldo. La sua freschezza citrina e il finale minerale lo rendono però perfetto anche per piatti dai richiami mediterranei, come degli spaghetti con sarde del Garda, pinoli e finocchietto, oppure una semplice focaccia gourmet con olive verdi di qualità e rosmarino. La complessità del bouquet, che spazia dal pepe bianco al chinotto, permette inoltre di sperimentare con abbinamenti vegetali ricercati, come un risotto agli asparagi bianchi e scorza di lime o portate a base di funghi prataioli. Infine, non si può ignorare il legame con i pascoli d’alta quota: la sua struttura elegante è capace di sostenere ed esaltare la grassezza di un formaggio di malga a media stagionatura, creando un equilibrio perfetto tra la sapidità del calice e la dolcezza del latte di montagna.

Solo 20105 bottiglie numerate. Costa circa 60 euro

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