Appius 2021 ha fatto il suo debutto ieri, dopo una verticale emozionante delle annate 2010, 2011, 2015, 2016, 2019 e 2020, che ha ben raccontato l’evoluzione di questo vino di punta tra i più blasonati dell’Alto Adige. Profumi e verticalità montana, freschezza, è la nuova cifra stilistica della dodicesima annata della prestigiosa cuvée firmata San Michele Appiano, un’icona per i wine lover.

Nato con la vendemmia 2010, Appius è una cuvée creata a partire dalla selezione delle migliori uve di Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Grigio e Sauvignon (tranne nel 2011, annata in cui una grandinata ha fatto perdere tutta la produzione del Pinot Bianco dedicata a questa etichetta), prodotte dai vigneti storici del Comune di Appiano sulla Strada del Vino: questo Super White si è evoluto nel tempo, riducendo sempre di più l’utilizzo del legno e l’opulenza a favore di una maggiore freschezza, sapidità e bevibilità. La 2021 pronta a uscire sul mercato è l’annata con maggiore predominanza di Chardonnay, be il 73% del blend, affiancato da Pinot Grigio (12%), Pinot Bianco (10%) e una piccola ma preziosa quota di Sauvignon (5%).

Ieri come oggi, resta un vino di grande eleganza e, fin dal primo sorso, di altrettanto grande importanza, indimenticabile: il ventaglio di profumi che avvolge il naso si muove su note di frutta tropicale, da cui emergono leggere sensazioni di spezie dolci, zagara, pera Williams, note di vaniglia Bourbon, acacia, menta e biancospino; all’assaggio è di corpo medio, setoso e fasciante, con un sorso pieno, contraddistinto da una piacevole vena minerale e fresca, punteggiata di aromi di  agrumi e di sfumature di nocciola e burro d’arachidi.

Anche il design della bottiglia e la sua etichetta vengono reinterpretati in ogni edizione: lo scopo è di concepire una “wine collection” capace di appassionare gli amanti del vino di tutto il mondo. L’etichetta della dodicesima edizione di Appius, ideata da Life Circus, rappresenta il millesimo 2021 con un vortice dorato che ricorda il sinuoso movimento della rotazione del vino nel calice, capace di esprimere un equilibrio armonioso e raffinato come l’annata di cui è il frutto.

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Un vino che, fin dalla sua creazione, è un ritratto nitido delle sfumature che i vitigni più nobili dell’Alto Adige esprimevano anno dopo anno, capace di rispecchiare, anno dopo anno, il millesimo da cui nasce e di esprimere la creatività e la sensibilità del suo autore, ossia l’intramontabile e celebrato Hans Terzer, che da un anno ha lasciato il suo feudo nelle mani del giovane Jakob Gasser. Ma alla presentazione di Appius, il figlio più talentuoso di Terzer, lo avremmo voluto con noi. Perché i giovani non è detto che debbano essere “offuscati” dai “vecchi”, anzi: se i vecchi sono grandi in senso di carisma e di spessore, non possono che dare slancio alla gioventù.

Costa circa 145 euro