Waffel instagrammabili, lollipop di würstel, coppette gelato che sembrano un piatto di spaghetti, al pomodoro, al pesto o al nero di seppia, con tanto di spolverata di Parmigiano Reggiano, che però è cocco. Benvenuti nell’era del foodtainment. Non quello che, ad esempio, avevano messo in scena i fratelli Adrià con il Cirque du Soleil con l’Heart di Ibiza. Stiamo parlando di quello che oggi rappresenta una delle strategie più innovative e redditizie per i parchi divertimento moderni. Non si tratta semplicemente di “sfamare” i visitatori tra un’attrazione e l’altra, ma di trasformare il momento del pasto in un’estensione dell’esperienza stessa del parco.

Se Disneyland docet, con proposte come Space 220, che simula una cena a bordo della stazione spaziale Centauri, in Italia Gardaland sta investendo sempre di più in questa direzione. Negli ultimi anni il parco divertimenti sulle sponde del lago di Garda veronese, nato nel 1975, non ha continuato a essere solo il Re indiscusso dei sogni di divertimento e adrenalina di grandi e piccoli, ma ha saputo anche trasformare radicalmente la propria offerta gastronomica, dimostrando un’attenzione al cibo che va ben oltre il classico concetto di fast food da parco divertimenti. Con oltre venti punti ristoro dislocati tra le varie aree tematiche e 400 persone impiegate nel comprato f&b (su un totale di 1.400), la macchina della ristorazione di Gardaland – orchestrata con grande passione da Dario Bagnoli (head of commercial), Giuseppe Vallone (food &beverage manager) e da Francesco Frosina (R&D manager) – gestisce volumi d’affari e quantità di cibo impressionanti: mille chili di patatine al giorno, 300mila waffel all’anno, una media di 10mila pasti al giorno, per un totale che supera ampiamente il milione di piatti caldi e freddi erogati nel corso di un’intera stagione.

Dario Bagnoli, head of commercial

Per far fronte a questa colossale richiesta, che spazia dai tradizionali hamburger dell’Armadillary Covo Burger fino alle specialità messicane dell’Hacienda Miguel o ai piatti di carne alla griglia del Buffalo Ranch, il parco ha strutturato una filiera logistica e culinaria impeccabile, coordinata da Francesco Frosina, e capace di sfornare migliaia di panini e pizze fresche al giorno nei locali dedicati come la Merlin Stube o il Saloon. Questo sforzo non si limita alla quantità e alla sicurezza alimentare, poiché la vera sfida vinta da Gardaland risiede nella qualità e nella diversificazione dei menu, studiati per rispondere alle moderne esigenze alimentari di una clientela internazionale ed eterogenea. Un dato emblematico è la crescente quota di piatti dedicati a intolleranze e scelte etiche, con una forte implementazione di opzioni gluten-free certificate, piatti vegetariani e proposte vegane che ormai coprono circa il 15% dell’intera offerta culinaria del parco. Non da meno, la gestione degli sprechi e la sostenibilità, che rappresentano un altro pilastro numerico fondamentale: il parco ha ridotto drasticamente l’uso di plastica monouso nei punti ristoro, convertendo oltre l’80% del packaging in materiali compostabili o riciclabili, e monitora costantemente i flussi di consumo tramite algoritmi predittivi per ottimizzare le scorte e ridurre al minimo le eccedenze alimentari.

Dietro a ogni singolo hot dog, a ogni piatto di pasta o a ogni menu premium servito ai visitatori si nasconde quindi un lavoro monumentale che unisce la precisione industriale di una grande azienda alla cura artigianale della tradizione culinaria italiana, rendendo la sosta culinaria a Gardaland un’esperienza appagante anche per i palati gourmet, tanto quanto le sue attrazioni più famose. Il progetto food è in continua evoluzione. Non perdetevi i Bun burger del Wild West Smash nell’area western, tra indiani e cowboy: golosissimo l’Old Wild Smash (12,90 euro), con doppio smash, cheddar filante bacon croccante, salsa bbq, jalapeno e cipolla; più classico, ma non da meno per soddisfazione e qualità, anche il Cowboy Classic, con doppio smash, cheddar filante, bacon croccante e salsa burger (11,90 euro).

Le patatine fritte? Le più particolari e buone le trovate nel Chiosco Oblivion. E non potete perdervi le cinque versioni di cotoletta di pollo farcita (novità 2026, 17 euro) disponibili al Saloon (situata nel cuore del Villaggio West), come la cotoletta con Gorgonzola e salamino, quella con pomodorini rucola e Grana Padano o quella con pancetta coppata, patate e Provola.
Sul fronte beverage la scelta è stata quella di privilegiare il basso grado alcolico con la birra e i cocktail per gli adulti (anche in versione mocktail), mentre ragazzini e bambini possono divertirsi con oltre 130 tipologie di soft drink erogate illimitatamente dalle postazioni Coca Cola Freestyle (dopo aver acquistato un bicchiere ricordo a 19,90 euro).

Di fatto, Gardaland è il più grande ristorante d’Italia e l’idea è quella di continuare ad alzare l’asticella, sia con piatti sempre più ricercati ma a prezzi friendly, sia con eventi a tema, durante i quali gli show saranno accompagnati da proposte culinarie abbinate. Un esempio? La due giorni dedicata al K-Pop che ha visto protagonista anche un’interessante proposta di cucina coreana. E per Natale, sono attese altre novità.