Mountain club d’Italia 2026: i rifugi più chic dove fermarsi tra sole, neve e cucina d’autore
Il sole che accarezza le cime innevate, gli scarponi finalmente slacciati dopo una mattinata sulle piste e un bombardino da sorseggiare in terrazza, con lo sguardo perso tra le montagne. In inverno, soprattutto durante le vacanze di Natale, ci sono rituali che rendono una giornata in alta quota ancora più speciale. E poi ci sono indirizzi che trasformano una semplice pausa sulla neve in un’esperienza da ricordare: rifugi dal design contemporaneo, ristoranti gourmet, lounge dove fermarsi per l’après-ski e chalet panoramici in cui il paesaggio è parte integrante della scena.

Sono i mountain club, protagonisti di una nuova idea di ospitalità alpina che mette insieme gastronomia, architettura e lifestyle. A raccontarli è la prima Guida ai migliori mountain club d’Italia 2026, firmata da Andrea Guolo con i contributi di Giambattista Marchetto e Tiziana Di Masi, edita da Morellini Editore e disponibile in libreria dal 30 ottobre. Presentata martedì 27 ottobre a Milano, durante il Gran Galà dei Mountain Club d’Italia nell’ambito di Milano Mountain Show, la guida ha svelato anche i vincitori dei primi premi italiani dedicati ai rifugi sulle piste da sci.
I migliori mountain club d’Italia 2026: vincono Sunny Valley e Alpinn
Il Kettmeir Award – Best Mountain Club 2026 è stato assegnato ex aequo a due indirizzi che interpretano in modo diverso, ma ugualmente distintivo, il lusso in alta quota: Sunny Valley Kelo Mountain Lodge, a Santa Caterina Valfurva, in Valtellina, e Alpinn by Norbert Niederkofler, sul comprensorio sciistico di Plan de Corones, in Alto Adige.
Portare il mare in tavola

Il primo, gestito da Beppe Bonseri, è un rifugio immerso nello scenario alpino della Valtellina; il secondo porta sulle piste la visione gastronomica dello chef altoatesino Norbert Niederkofler, tre stelle Michelin. Due realtà accomunate dalla capacità di trasformare una sosta in montagna in una vera esperienza, tra atmosfera, accoglienza e ricerca gastronomica.
A consegnare i riconoscimenti a Beppe Bonseri e a Valeria Hinna Danesi, restaurant manager di Alpinn, è stata Elisa Biasiolo, brand leader di Kettmeir, storica cantina altoatesina fondata a Caldaro nel 1919 e specializzata nella produzione di spumanti Metodo Classico Alto Adige DOC.
Tre fiocchi gold: i cinque indirizzi da segnare in agenda

Oltre ai due vincitori, sono altre tre le strutture che hanno conquistato i tre fiocchi gold, il massimo riconoscimento della guida, riservato ai mountain club che hanno superato i 90 punti.
- Stella di Pila, a Pila, in Valle d’Aosta.
- Doss Alpine Style, a Pinzolo, in Trentino.
- Fienile Monte, al Passo Sella, in Trentino.
Cinque indirizzi che raccontano altrettanti modi di vivere la montagna, dove l’esperienza sulle piste si intreccia con la qualità della ristorazione, l’attenzione al design e il piacere di concedersi una pausa in un ambiente curato. Luoghi da scoprire anche durante le vacanze invernali, quando il rifugio diventa parte integrante della giornata sulla neve.
Negroni e Coffee Liqueur per Elephant Gin
Dai panorami sulle Dolomiti al design: tutti gli altri premi
La cerimonia di Milano ha premiato anche alcune strutture distintesi per caratteristiche specifiche, dalla sostenibilità alla cucina, passando per l’architettura e l’après-ski.
Best View Award – Rifugio Scoiattoli, Cortina d’Ampezzo. Il panorama sulle Cinque Torri e sulle cime delle Dolomiti circostanti è il tratto distintivo di questo rifugio, premiato per la vista. A ritirare il riconoscimento è stato il titolare e gestore Guido Lorenzi.
Territori Sostenibili Award – Kosmo Taste the Mountain, Livigno. La struttura si è distinta nella valutazione della sostenibilità attraverso la piattaforma Susti, ideata da Territori Sostenibili Società Benefit. Il premio è stato ritirato da Siria Fedrigucci, direttrice del locale, insieme allo chef Michele Talarico. Sul podio della sostenibilità sono saliti anche Oberholz, a Obereggen, e Family Chalet Dosson, nel comprensorio della Paganella.
Best Design Award – Oberholz, Obereggen. Architettura contemporanea e integrazione nel paesaggio hanno portato alla vittoria questo mountain club, caratterizzato da un progetto in parte ipogeo. A ricevere il premio è stato Benjamin Kirchmaier, CEO di Obereggen Latemar.
Best Après-Ski – Super G Italian Mountain Club, Madonna di Campiglio. Qui il doposci diventa un appuntamento da vivere tra musica, socialità e divertimento. Il riconoscimento è stato ritirato da Andrea Baccuini, founder e CEO di 5 Club, società cui fanno capo i marchi Super G e Meraviglioso, presenti in quattro località alpine.
Più calici, meno ricarichi
Best Restaurant Mountain Club – Col Alt, Corvara in Badia. Il premio celebra la proposta gastronomica di una struttura che ha contribuito a portare la cucina gourmet in alta quota, con la firma dello chef Enrico Vespani. A ritirare il riconoscimento è stato Fabio Targhetta, gestore del rifugio.
109 mountain club in 32 comprensori sciistici
La prima Guida ai migliori mountain club d’Italia 2026 raccoglie 109 indirizzi distribuiti in 32 comprensori sciistici del Nord Italia, tra Alpi e Appennino tosco-emiliano. Un itinerario che attraversa Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino, Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna, offrendo una panoramica sull’evoluzione dell’ospitalità in montagna.

Il progetto è nato nel 2025 con una selezione affidata a una giuria di 13 giornalisti specializzati in montagna, sport e lifestyle, presieduta da Andrea Guolo. È seguita una fase di visite sul campo, durante la quale Guolo ha verificato personalmente le strutture individuate, con il contributo di Giambattista Marchetto e gli approfondimenti gastronomici di Tiziana Di Masi, conosciuta come La Signora in Dolce.
Ogni mountain club è stato valutato sulla base di diversi parametri: location, servizio, design, ristorazione, beverage e cocktail, qualità e sostenibilità, oltre al mood complessivo. Il punteggio finale, espresso in centesimi, viene tradotto in fiocchi di neve, da uno a tre. Il riconoscimento gold è riservato alle strutture che superano quota 90.
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La montagna diventa una destinazione da vivere
La guida nasce come naturale prosecuzione della Guida ai migliori beach club d’Italia, dedicata all’ospitalità balneare, e porta in alta quota la stessa attenzione per i luoghi capaci di diventare destinazioni a sé stanti. «L’esperienza vissuta in un rifugio è parte integrante di una perfetta giornata sulle piste da sci. Questi luoghi stanno diventando un punto di attrazione fondamentale per la loro offerta gastronomica, per il loro design contemporaneo e perché sono posti frequentati da persone che vogliono star bene in alta quota, senza essere necessariamente degli sciatori», racconta Andrea Guolo.

I mountain club si distinguono anche per la possibilità, in alcuni casi, di operare in entrambe le stagioni e arrivare fino a dieci mesi di apertura. Non soltanto punti di ristoro per chi scia, dunque, ma indirizzi in cui concedersi un pranzo con vista, un aperitivo al sole o un’esperienza gastronomica, vivendo la montagna anche lontano dalle piste.
Il progetto editoriale proseguirà con la mappatura dei rifugi dell’Appennino centro-meridionale e l’aggiornamento della selezione in vista della stagione invernale 2026-2027, con nuove aperture e ulteriori comprensori sciistici. Per chi sta già pensando alle vacanze di Natale sulla neve, la guida è un punto di partenza per scoprire luoghi in cui il piacere della montagna passa anche dalla bellezza degli spazi, dalla tavola e da quei piccoli rituali invernali che rendono speciale una giornata in quota.












