Lubna, Milano
L’area eventi Magma, la galleria d’arte Scaramouche, il listening restaurant bar Lubna, eroina dei manga, che unisce idealmente questo lungimirante progetto di riqualificazione urbana a due passi dalla Fondazione Prada, a Milano, con Moebius, il ristorante fresco di Stella Michelin dedicato al grande fumettista francese.
L’idea di questo nuovo spazio, sapientemente restaurato dallo studio studio fiorentino q-bic, arriva da Francesco Sicilia, Natascia Milia e Alberto e Lorenzo Querci, padre e figlio questi ultimi, imprenditori senesi già proprietari di Moebius a Milano, cocktail bar e ristorante sperimentale a due passi dalla stazione centrale, animato dal genio creativo dello chef romagnolo Enrico Croatti e dal bar manager Giovanni Allario, fautore della scalata del locale nell’ultima prestigiosa classifica The World’s 50 Best Bars (38mo posizione 2024) e Top 500 Bars (41ma posizione 2024).
Ora i Querci assieme ai nuovi due soci puntano tutto su una zona emergente del milanese, che ospiterà anche il campus delle Olimpiadi 2026, con un progetto architettonico per uno spazio multifunzionale che fa perno sulla cucina alla brace romagnola e l’idea di ampliare l’offerta al campo degli eventi.
L’intervento ha previsto la conservazione delle tracce del passato industriale del sito, ex deposito di ossigeno dei primi del ‘900, esaltate dall’accostamento con scelte architettoniche più contemporanee. Elementi in ferro ossidato come la grande pergola che domina la piazza, e le pareti lasciate volutamente grezze, rivelano strati di storia. Il ferro nero, nella sua finitura naturale, e il cemento si mescolano armoniosamente con le preesistenze, creando un dialogo tra antico e moderno che non soffoca, ma esalta l’autenticità del luogo. L’impatto con le dimensioni dell’area è potente. La quiete della piazza, con il suo pavimento in porfido e i tre lecci che la abitano, avvolge chi l’attraversa. Un luogo sospeso tra passato e presente, così vicino eppure così lontano dalla frenesia urbana.
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Quella che un tempo era la sala macchine dell’impianto, ospita oggi l’area eventi Magma (superficie di quasi 900 mq), location che, come evoca il nome, vuole essere una massa in movimento, uno spazio multiforme che può essere interpretato di volta in volta dall’immaginazione di registi differenti. Scaramouche, galleria d’arte nata nel 2009 a New York e trasferita ora a Milano dal fiorentino d’origine Daniele Ugolini, che in partnership con Simone Ferretti, promette di portare in Italia artisti internazionali sia famosi che emergenti. Si affaccia sulla piazza interna dello spazio anche un appartamento privato di 200 mq al primo piano con cucina a vista, un’ampia zona living e zona notte separata, destinato a residenze d’artista per la galleria Scaramouche, o a piccoli eventi esclusivi, tasting, showcooking, photo shooting.

Poi, come dicevamo, c’è il Listening Restaurant Bar Lubna, che occupa circa 350 mq e si sviluppa con una forma architettonica semicircolare che abbraccia la piazza centrale. La grande sala è dominata dai toni scuri, dal cemento e dal ferro e da un unico grande bancone lungo 15 metri che riunisce postazione cocktail, cucina a vista e tavoli a cui accomodarsi. Uno spazio ibrido in cui mangiare, bere, ascoltare musica, che ha come elemento chiave il rapporto con l’esterno: una parte del locale è ospitata all’interno di uno dei vecchi edifici, mentre l’altra si estende nel nuovo volume semicircolare vetrato che affaccia sull’esterno. Una panca in cemento sancisce la connessione visiva e materiale tra la piazza e gli spazi interni del Lubna creandosi un varco attraverso la parete vetrata e proseguendo all’esterno. In una delle due sale, un’installazione di moduli girevoli specchiati veste una parete di 15 metri: ruotando di 180 gradi, i moduli formano una sorta di wall adatto alla proiezione di video immersivi.
Questa lunga premessa è stata doverosa, perché questo luogo è indiscutibilmente unico e particolarmente affascinante a partire dalla sua architettura e dal pensiero costruttivo e di fruizione che lo ha creato.
GUERRA AL BERE FUORI CASA


Ma adesso veniamo al sodo, ovvero alla cucina che Enrico Croatti ha pensato di proporre da Lubna.
Il menu si presenta in tre fasi: crudo, brace, gelato e tutte le elaborazioni sono realizzate attraverso il fuoco, il fumo, la brace e la cenere. Il fuoco non è solo un metodo di cottura del cibo, ma un concetto che tocca le migliori materie prime, è un filo conduttore: è brace, è cenere, può essere solo profumo, calore, diversi gradi di cottura. Fuoco che viene governato in cucina grazie a una griglia Josper unica in Italia, dove prendono vita tutti i piatti, dalle lasagne alla grigliata mista, signature dish del menu.
Noi abbiamo assaggiato la Barbabietola sottoterra, fonduta al Taleggio e nocciole, pane ai semi con lievito madre alla griglia con olio e sale; le Lasagna su brace di legna; la Grigliata mista di carne (salsiccia e coppa di cinta senese, biancostato di manzo e sella di agnello) con insalata invernale (radicchio e cipollotti con salsa grigliata all’aceto madre) e schiacciata alla griglia con olio crudo, sale e rosmarino; la Zuppa inglese alla crema, alchermes, ciambella alla griglia, cacao e cioccolato.



La barbabietola è golosa, tra profumi di brace, una consistenza che ricorda la carne e una potenza gustativa importante, conferita dall’abbinamento con la fonduta. La scarpetta è obbligatoria, e viene voglia di fare il bis. Poi c’è la lasagna, simbolo delle domeniche in famiglia (ed è questo l’unico giorno in cui viene servita da Lubna, annotatevelo): fondente all’interno e resa croccante all’esterno, è un’esplosione di gusto che potrebbe farvi sentire come Anton Ego quando assaggia la ratatouille cucinata dal topo Remy. Imperdibile. E poi, la grigliata di carne, cotta impeccabilmente per valorizzare l’alta qualità della materia prima che si percepisce fin dal primo morso. Tra tutti, non è il piatto che ordinerei nuovamente, ma semplicemente perché di chef Croatti mi è sempre piaciuto il saperti sorprendere con abbinamenti che non ti aspetti, con piatti semplici nella fruizione ed estremamente goduriosi (seppur complessi nella realizzazione) mentre la grigliata – per Dna – è pura essenza. Ma questo istrionico cuoco romagnolo è forte anche con il pesce. Qualche proposta? Seppie nere grigliate, salsa aioli e prezzemolo, Spiedini di calamari nostrani alla romagnola, Pescato crudo in salsa grigliata, insalata marina e limone. Nel bicchiere, potrete scegliere se abbinare un vino oppure uno degli intriganti cocktail studiati ad hoc da Giovanni Allario (Vermouth e Oliva il mio preferito nell’attuale proposta). Dipende se siete qui per un aperitivo, la cena o un dopo cena.
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Quella di Lubna e di Croatti, insomma, è una proposta che va in controtendenza perché non promette novità ma un’identità che affonda le radici nella cucina italiana, romagnola nella convivialità, ancestrale nelle cotture, ipertecnica e contemporanea nelle professionalità. I prezzi? A mio parere assolutamente equi, potete sfogliare il menu, con le varie quotazioni dei piatti, qui.
LUBNA
ORARI
mercoledì – domenica
18:00 – 01:00
venerdì – sabato
18:00 – 02:00
Tel: +39 02 50021076












