Il sodalizio enologico è da far tremare i polsi. Antonino Caravaglio – nato e cresciuto sull’isola di Salina e fortemente legato alla sua terra – e Thomas Duroux – arrivato in Château Palmer dopo prestigiose esperienze in cantine come Tenuta dell’Ornellaia – si conoscono quasi per caso 15 anni fa quando Thomas, in vacanza alle isole Eolie, visitò la cantina siciliana rimanendo affascinato dai vini di “Nino”. «Da quel momento la nostra amicizia si è consolidata attorno a valori condivisi: il rispetto del territorio, la sostenibilità ambientale e la profonda convinzione che il vino nasca innanzitutto in vigna prima ancora che in cantina» raccontano Caravaglio e Duroux.

Nasce così la collaborazione che ha unito la conoscenza profonda del vitigno e del territorio di Caravaglio al rigore tecnico e all’esperienza enologica internazionale di Duroux, affiancato in questo percorso dall’enologo aggiunto di Château Palmer Federico Coltorti. Un dialogo che nel 2024 ha portato alla decisione di vinificare la Malvasia in grandi botti di rovere francese da 800 litri, così da ridurre la superficie legnosa a contatto con il liquido. Nel segno della visione pioneristica di Caravaglio, anche per queste etichette è stata scelta la Malvasia di Lipari non appassita e vinificata secca, inaugurando un percorso volto a creare vini capaci di competere con le migliori espressioni del Mediterraneo.

Il progetto punta a valorizzare uno dei vitigni più antichi del mediterraneo, presente nelle Eolie almeno dalla seconda metà del Seicento, interpretato in due differenti espressioni del cru di Salina, capaci di esaltare al meglio due espressioni della Malvasia di Lipari: quella impiantata sui suoli sabbiosi e vulcanici di Valdichiesa, quota 350 metri, dove il sole e le brezze fresche modellano il microclima, per Piano della Croce, e quella radicata tra le falesie mediterranee sui suoli sabbiosi di Capo per Punta Capo, a una quota tra i 70 e i 120 metri. La vinificazione è la stessa: botti da 800 litri in rovere francese, 12 mesi in legno. Il risultato è totalmente differente. Se Salina IGT Malvasia Piano della Croce interpreta il territorio con purezza, matenendo i tratti tipici marini, della sapidità e di una verticalità spiccata, il Salina IGT Malvasia Punta Capo trova invece un’espressione internazionale, più strutturata e intellettuale. Il nostro preferito? il Piano della Croce, con i suoi sentori di cedro, di erbe aromatiche e una mineralità scorrevole e identitaria.

Ayala Le Blanc de Blancs A/18 2018
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«Nell’anno del nostro sessantesimo e nel ventennale della stretta collaborazione con Nino Caravaglio, siamo orgogliosi di farci promotori di un nuovo e prezioso capitolo, che arricchisce il percorso intrapreso nel 2006 e che ha contribuito all’affermazione della Malvasia di Lipari nei mercati più rilevanti», hanno concluso durante l’anteprima alla stampa, Claudia e Alessandro Sarzi Amadè, che distribuiscono in Italia Caravaglio e Château Palmer.