Val Pusteria: autenticità vera in tutte le stagioni
Non è il silenzio che colpisce per primo. È il respiro. Ampio, fresco, quasi fisico. Arriva appena si mette piede in questa parte alta del Sudtirolo, tra Rio di Pusteria, Maranza e Valles, Se ci si passa sul finire dell’inverno l’aria è più sottile e fragrante, una lama tagliente di ossigeno e verticalità. Qui dove la montagna non si concede tutta insieme, ma si lascia attraversare, con timidezza ma al contempo fierezza restituendo a chi la vive una sensazione di epidermica libertà. Un continuo alternarsi di movimento e quiete, in cui protagonista diventa una Val Pusteria che sa costruire un’esperienza capace di adattarsi a sensibilità diverse. Lo sportivo trova piste tecniche e panorami aperti, la famiglia scopre attività condivise e ritmi accessibili, il viaggiatore solitario incontra spazi di silenzio e introspezione. Il tutto accompagnato con un cibo di territorio e autenticità vera.
Per chi ama le discese
In questa parte finale della stagione, lo sci trova una delle sue espressioni più compiute. Il comprensorio Gitschberg Jochtal, che si erige con equilibrio tra tecnica e accessibilità, mette a disposizione degli amanti di questo sport oltre 55 chilometri di piste. Tutte in snodo tra i 1.300 e i 2.500 metri di altitudine. Una quindicina di impianti moderni e perfettamente integrati nel paesaggio regalano una vera e propria esperienza appagante. Le piste alternano tracciati ampi e scorrevoli, ideali per chi cerca fluidità e panorami aperti, a discese più tecniche, capaci di mettere alla prova anche gli sciatori più esperti. Qui, quando la neve ancora fa capolino alle soglie della primavera, improvvisa, soffice, sempre ben accetta, il vero elemento distintivo, però, è lo spazio. Qui si scia senza compressioni, senza quella sensazione di saturazione che spesso caratterizza le destinazioni più battute. Non è scontato e non è affatto banale. Ogni discesa diventa una traiettoria, anche personale, dentro un paesaggio scavato tra le Dolomiti e le cime austriache della Zillertal. La neve, nelle prime ore del giorno, mantiene una compattezza perfetta, mentre la luce amplifica i contrasti e definisce ancora più stagliati i profili delle montagne. È uno sci che dialoga con l’ambiente, che invita a trovare un proprio ritmo, lontano da ogni forzatura. E lo è per tutti, bambini compresi grazie a strutture e scuole di altissima qualità. E quando si sceglie di rallentare, la montagna cambia registro senza perdere però d’intensità. Il Brimi Winter Run introduce una dimensione più ludica, dove la slitta diventa strumento di leggerezza e divertimento allo stato puro. Curve morbide e accelerazioni improvvise. Non serve tecnica, non serve preparazione: basta lasciarsi andare e sentire l’aria pungente sferzarti il sorriso. È un’esperienza che unisce generazioni diverse creando una simpatica condivisione.





E se viene la primavera?
Con l’avanzare della stagione, i colori cambiano. Dal mantello bianco in ritirata prende spazio a una tavolozza multicromatica, pastello, viva fatta di sentieri che attraversano boschi e radure. Tra Rio di Pusteria, Maranza e Valles si sviluppano centinaia di chilometri di percorsi segnalati, che permettono di vivere il territorio con un passo diverso, più lento. Camminare qui significa entrare in una dimensione quasi meditativa. I passi non fanno rumore, diventano colonna sonora per un silenzio che non è vuoto ma pieno di presenza.
Maranza si offre come un balcone naturale sulla valle, un punto di osservazione privilegiato da cui partire per escursioni panoramiche. Ma è anche un luogo da vivere con calma, attraversando le sue vie raccolte, dove piccoli negozi e botteghe raccontano un’artigianalità ancora autentica. Qui lo shopping diventa esperienza culturale. Dai prodotti locali, alle lavorazioni in legno, in cui sapori parlano di montagna e di stagionalità.


Rio di Pusteria, con il suo centro più articolato, introduce una dimensione leggermente più dinamica. Le sue strade invitano alla scoperta, tra caffè, negozi e scorci architettonici che conservano una forte identità. La chiesa parrocchiale rappresenta un punto di sosta quasi naturale. Uno spazio essenziale, dove la luce costruisce un’atmosfera raccolta, capace di offrire un momento di pausa e riflessione. Spicca la presenza di una rappresentazione stile presepe ma dedicata alla passione. Indiscutibilmente toccante, sia che si creda che no.



Valles, infine, è la sintesi più intima di questo territorio. Qui la montagna si avvicina, quasi ti abbraccia. Si fa presenza costante e il rapporto con la natura diventa diretto, fisico, materico. I sentieri che risalgono la valle conducono in ambienti dove il silenzio alpino è netto, totalizzante ma al contempo rigenerante. È il luogo ideale per chi cerca una connessione profonda, lontana da ogni interferenza.

Vuoi non assaggiarla, questa montagna?
Le baite, disseminate lungo il comprensorio, rappresentano punti di equilibrio tra fatica e piacere. La Gitschhütte, a 2200 metri, è una di quelle soste che definiscono un viaggio. Il panorama si apre senza ostacoli, mentre la proposta gastronomica firmata The Alpine Table interpreta la cucina alpina in chiave contemporanea: piatti essenziali, costruiti su materie prime locali, capaci di restituire autenticità senza rinunciare a una visione moderna. Un luogo in cui il gusto si definisce con la G maiuscola.
Qui Meinrad Unterkircher., chef e padrone di casa del rifugio, offre ai suoi ospiti specialità altoatesine, ma anche piatti mediterranei. Mangiare pesce, ottimo, a pochi passi dal cielo non è una brutta esperienza… anzi. Da sempre attento e rispettoso interprete anche del chilometro zero, rimane a stretto contatto con i suoi fornitori rifornendosi di materie prime dagli agricoltori locali e dai dintorni di Maranza.





Il relax
Il ritorno a valle trova il suo naturale completamento in spazi dedicati al benessere. Il Boutique Biohotel Gitschberg, di proprietà della famiglia Peintner, è uno di quei luoghi in cui il concetto di relax si struttura in modo coerente. La spa non è solo un servizio, ma un’estensione dell’esperienza alpina. Ambienti silenziosi, materiali naturali e una piscina a sfioro che si apre sulla valle con una continuità visiva sorprendente. Immergersi qui, mentre lo sguardo scivola sulle montagne, significa entrare in una dimensione sospesa, dove corpo e paesaggio trovano un punto di contatto.
La cucina dell’hotel, aperta anche come ristorante extra alberghiero, segue la stessa filosofia. Grazie alla maestria dello chef Andreas Gruber, contemporanea, ma profondamente radicata nel territorio. I piatti raccontano una montagna che evolve, che si rinnova senza perdere la propria identità, mantenendo un equilibrio tra tradizione e innovazione. Piatti che guardano al territorio con un occhio elegante e una mano rispettosa. Acqua dolce e terra, verdura e carne, formaggi e fantasia sono gli ingredienti che in ogni menù, piatto, idea culinaria guidano un’esperienza gustativa eccellente e gratificante.





Un sorso, grazie
Il viaggio verso o dal Sudtirolo è un percorso sensoriale che richiede tappe obbligatorie per ogni appassionato. Di vino anche e soprattutto. La prima fermata imprescindibile, prima ancora di varcare i confini dell’Alto Adige, è la Cantina Ferrari a Trento. Fondata nel 1902, Ferrari è il nome che ha elevato il Trentodoc a icona globale. Specializzata nel metodo classico, la cantina produce bollicine d’altura di straordinaria eleganza, dove lo Chardonnay esprime una freschezza alpina unica. Sostare qui significa rendere omaggio alla storia della spumantistica italiana.
Proseguendo verso nord, l’approvvigionamento fondamentale avviene nelle Kellerei della Valle Isarco (Eisacktal). Questa zona è il regno dei bianchi verticali e minerali. Acquistare Kerner e Sylvaner qui è un obbligo. Il primo stupisce per la sua struttura aromatica e speziata, il secondo per la sua sapidità cristallina. Tuttavia, il vero “must” per il collezionista è il Pinot Noir locale, che in questo microclima raggiunge una raffinatezza stilistica che nulla ha da invidiare ai grandi cru internazionali, distinguendosi per tannini vellutati e un frutto rosso vibrante.


Per concludere l’itinerario un suggerimento ricade sulla distilleria Segnana. Parte del gruppo Lunelli, Segnana ha rivoluzionato il concetto di grappa puntando sulla freschezza delle vinacce e su un sistema di distillazione che preserva intatti i profumi del vitigno originale. Le loro grappe sono il sigillo perfetto per un viaggio tra le vette, rappresentando l’anima più pura e intensa del territorio.












