È trend del Sauvignon Blanc
Un tempo era pipì di gatto e merde de poule (escrementi di gallo), sentori che si riconoscevano facilmente, ma oggi il Sauvignon è tutt’altra cosa. Gli aromi inconfondibili restano, ma sono cambiati, come è cambiato il suo appeal sul mercato e ora sembra essere uno dei vini più trendy a livello mondiale.
Secondo Verified Market Report il mercato del Sauvignon Blanc è in costante crescita grazie al suo profilo aromatico unico e all’ampio interesse dei consumatori. Conosciuto per la sua brillante acidità, qualità aromatiche e sapori freschi di lime, mela verde e frutto della passione, il Sauvignon Blanc sta affascinando gli appassionati di vino di tutto il mondo. Il mercato è guidato da un crescente interesse per i vini premium, in particolare in regioni come il Nord America e l’Europa, dove i consumatori sono alla ricerca di vini di alta qualità con gusti distintivi.
Wine Analytics Report ha diffuso gli indicatori di settore riferiti alle vendite del canale off-premise negli Usa. Si tratta non sono solo di un termometro delle attuali preferenze, ma anche un segnale per i produttori e distributori per orientare le strategie di mercato future.
Dall’analisi delle vendite off-premise delle ultime 52 settimane fino al 24 febbraio 2024, emerge un quadro particolare per i vitigni più apprezzati. Il Sauvignon Blanc si conferma la scelta prediletta, registrando un incremento del 6% in valore (oltre 1,4 miliardi di dollari) e quasi il 2% in volume, un risultato che nessun altro vitigno tra i dieci più venduti ha raggiunto.
Andrea Barzagli e le Casematte
Anche il Pinot Grigio (con quasi 1,5 miliardi di dollari) segue questa tendenza positiva per i vini bianchi, con un lieve aumento in valore, ma una flessione in volume che evidenzia una maggiore selettività del consumatore o una possibile rivisitazione del prezzo medio.
Gli immancabili Cabernet Sauvignon (3,1 miliardi di dollari), Chardonnay (2,6 miliardi di dollari) e gli sparkling (2,3 miliardi di dollari) si piazzano ai primi posti nella classifica di vendita, sebbene abbiano registrato una leggera flessione sia in valore che in volume.
Il Sauvignon Blanc oggi presenta un’ampia gamma aromatica. Si dice che abbia un profilo esuberante perché è spesso caratterizzato da una notevole intensità aromatica al naso e in bocca. Come osserva il sito World Sauvignon Competition: «Si distingue per la sua costante freschezza, le note agrumate (limone, pompelmo, arancia), i fiori bianchi (lime, giglio) e le note vegetali (bosso, erba tagliata) nei climi più freschi. Nei vigneti più soleggiati, le note tropicali (frutto della passione, ananas) tendono a dominare con aromi di pompelmo rosa attribuibili ai tioli volatili formati dopo la fermentazione alcolica».
I luoghi in cui si esprime al meglio sono i climi freddi e temperati. Un terzo della superficie piantata a Sauvignon si trova in Francia. Principalmente nella Languedoc-Roussillon (29% del Sauvignon Blanc francese), nella Loira (27% delle uve bianche della regione) e a Bordeaux (45% delle uve bianche della regione), ma viene coltivato in altri 30 paesi come la Nuova Zelanda, il Cile, il Sudafrica, gli Stati Uniti, l’Australia, la Bulgaria, la Spagna e persino il Messico. Sancerre e Pouilly- fumé sono i due esempi storicamente più blasonati delle potenzialità del Sauvignon Blanc in Europa, ma l’Italia non manda di dire la sua. Merito di Alto Adige e Friuli, dove questo vitigno ha trovato da molti anni dei grandi interpreti.
Polpette di risotto al cavolo e acciughe
E anche nel nostro Paese il Sauvignon Blanc è stato un trend molto interessante che ora pare essersi stabilizzato. Basta prendere i numeri dell’Alto Adige: nel 1978 gli ettari vitati a Sauvignon erano 10, nell’88 erano 17, nel 1993 hanno raggiunto quota 60, poi 150 nel 2003 e quindi il salto, arrivando a 300 nel 2008, 400 nel 2018 fino agli attuali 510 ettari. Oggi, però, pare che la crescita si sia fermata. «Il Sauvignon va piantato in zone vocate e in Alto Adige sono abbastanza limitate – spiega Hans Terzer, l’enologo e oggi consulente di San Michele Appiano, soprannominato anche Mister Sauvignon -. Invece, possono essere ampliate le zone di Chardonnay o Pinot Grigio. Per questo motivo ritengo che il Sauvignon non diventerà un vitigno di punta dell’Alto Adige, ma resterà una componente importante del panorama dei vini altoatesini». I numeri del mercato, però, dovrebbero aprire una riflessione più ampia sulla possibilità di una produzione di alta gamma di Sauvignon per i mercati internazionali.
Riflessioni che arrivano dalla tavola rotonda organizzata in occasione del 6° Concorso Nazionale del Sauvignon, che ha visto salire sul podio al primo posto il Sauvignon Lafòa Alto Adige DOC della Cantina Colterenzio, seguito dal Sauvignon Aristos Alto Adige DOC della Cantina Valle Isarco, mentre al terzo posto a pari merito si sono piazzati il Sauvignon Ombrasenzombra Colli Piacentini DOC di La Tosa e il De Silva Sauvignon Blanc Alto Adige DOC della Cantina Peter Sölva.














