“Fonzone una storia di famiglia” questo è quello che si legge sul sito dell’azienda. In una  terra di uomini, vino e passione, l’Irpinia, nel 2005 per grande volontà e sogno di Lorenzo Fonzone Caccese nasce Fonzone. Una realtà famigliare che ama definirsi “vignaioli per scelta” nessuna eredità, ma la follia e l’amore per il vino e per questa realtà.  

Nel 2019 inizia la collaborazione con Luca D’Attoma, enologo dalla fama di grande rossista, con l’obbiettivo di esplorare le capacità dell’Aglianico, re dei vitigni rossi di questa zona. 

“Mi ritengo- racconta Luca- uno che non ha degli schemi fissi. Quando si va a creare qualcosa di nuovo bisogna dare il proprio contributo e mettersi in gioco davvero, tutto diventa un fatto di sensibilità, ma soprattutto di approccio e di interpretazione. Interpretare un vitigno che nasce con dei tannini talmente potenti e in una quantità importante non è facile, si deve cercare di “addomesticarlo” rendendolo più morbido senza snaturarlo per non accorciargli la vita”.  Da qui l’uso del cocciopesto, materiale antichissimo utilizzato già dagli antichi romani per fare pavimenti o come intonaco impermeabilizzante per cisterne, piscine termali o opere murarie. Negli ultimi due anni il suo utilizzo è notevolmente aumentato. «È un materiale inerte – racconta Luca- che, durante la vinificazione e nel successivo affinamento, non rilascia odori né aromi, ma grazie alla sua porosità, garantisce una perfetta microssigenazione arricchendo e amplificando l’aroma del vino, rispettandone la natura organoelettica. È composto di coccio, sabbia, argilla come legante e acqua. Le anfore di cocciopesto asciugano all’aria in modo naturale.» 

Aglianico Fonzone e le sue interpretazioni

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Fonzone Mattoda’2020 Irpinia DOC Campi Taurasini: il nome è l’anagramma di D’Attoma, un omaggio dell’azienda al loro enologo. Aglianico in purezza; una parte del mosto fermenta e affina per 24 mesi in anfora di cocciopesto, mentre un’altra parte fa fermentazione e macerazione in serbatoi di acciaio. Dopo la svinatura la massa viene divisa per l’affinamento in tre parti, la prima viene messa in botte grande da 25 hl, la seconda in barile da 500 l, la terza in barrique di secondo e terzo passaggio per 24 mesi. In seguito, queste vengono assemblate in serbatoi di acciaio per poi concludere l’affinamento in bottiglia. Nel calice è di un bel rosso rubino brillante; al naso un bouquet fruttato mirtillo selvatico, prugnolo, marasca, mirtillo, radice di liquirizia, genziana, pepe verde e soffi mentolati. Il sorso è morbido, con tannini ben centrati, saporito, piacevole e sul finale ritornano le note balsamiche di eucalipto.

Costa circa €25,00

Fonzone Scorzagalline 2019 Taurasi DOCG Riserva: le uve di Aglianico provengono dalla parte più alta del vigneto situato sulla sommità di una collina nella Contrada Scorzagalline. Fermentazione e macerazione si svolgono in acciaio inox per un periodo di 15-20 giorni. Dopo l’avvio della fermentazione malolattica, il vino affina per 4 anni di cui 24 mesi in barrique e barili da 500l di primo e secondo passaggio. Il bouquet è complesso e fine, improntato sulla frutta di rovo a bacca nera, prugna disidratata, visciola, açai e pot-pourri di fiori, seguono poi note terziarie, tabacco biondo, cuoio, liquirizia, lentisco e sandalo. In bocca è avvolgente, quasi materico, intenso e di bella struttura. Un vino dove si percepisce benissimo il varietale del vitigno destinato a rivelarsi nel corso del tempo.

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Costa circa €40,00

Fonzone Legare 2019 Taurasi DOCG Riserva: ultimo vino nato che vuole unire le due etichette a partire dal nome stesso che suggerisce una relazione tra i vini (Mattoda’ – Legare). Se Mattoda’ vuole essere l’interpretazione originale, fresca e easy dell’Aglianico, Legare si mostra incredibilmente espressivo, ricco di sfumature ed estremamente piacevole. Il vigneto da cui provengono le uve si trova sul punto più alto del colle di Paternopoli, su un terreno franco-argilloso. Un calice color rosso rubino intenso, un bouquet variegato e profondo, quasi introspettivo; profumi di durone e visciola, ancora polpose, carruba, erbe mediterranee, chinotto, sentori speziati, liquirizia, pepe nero, delicate sfumature di vaniglia, cardamomo e sandalo. Al palato è equilibrato, con una trama tannica fitta, avvolgente, di grande eleganza e un finale dolce. Tannini sottili e centrati che conferiscono al vino una lunga persistenza. Un Taurasi elegante, potente, ma con una incredibile facilità di beva.

Costa circa €70,00

«Legare racconta la nostra visione di un Aglianico contemporaneo – spiega Silvia Campagnuolo Fonzone, responsabile comunicazione dell’azienda – capace di innovare senza tradire la sua natura. Il nostro nuovo Taurasi nasce da un percorso, iniziato nel 2019 con l’enologo consulente Luca D’Attoma affiancato dal nostro enologo residente Francesco Moriano, che prima ha portato al debutto di Mattoda’, e poi ha visto in Legare un’evoluzione naturale del progetto. Una Riserva il cui 100% della massa macera in anfore di cocciopesto per circa un mese e che matura 5 anni, di cui 1 in cocciopesto, 3 in botte grande e 1 in bottiglia. Un vino complesso, profondo, emozionale». 

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