Il problema del sonno non è (solo) tuo figlio
C’è un grande assente nel dibattito sul sonno dei bambini. Si parla di metodi, routine, rituali e segnali di stanchezza. Si analizzano comportamenti, si confrontano approcci, si inseguono soluzioni. Eppure raramente ci si ferma a chiedere come stia la madre mentre tutto questo accade quale stato porti con sé nella stanza quando, per l’ennesima volta, accompagna il suo bambino verso il sonno.
Il cambio di paradigma
È da questa domanda, apparentemente semplice, che parte il lavoro di Chiara Baiguini, educatrice del sonno gentile, esperta dei profili sensoriali e Life & Family coach certificata, autrice del volume Nati per dormire. L’approccio che rivoluziona il sonno dei bambini basato sui 4 profili C.A.R.E.® (Vallardi, 2026). Un libro che introduce per la prima volta nel panorama editoriale italiano il tema dei profili sensoriali applicati al sonno infantile, e che propone un cambio di paradigma tanto atteso quanto necessario.

«Il sonno non è solo una questione di tecniche, ma di relazione» spiega Baiguini. «E in quella relazione, il punto di partenza non è solo il bambino. È la mamma».
Il ruolo del sistema nervoso materno
Le neuroscienze confermano questa prospettiva: nei primi anni di vita, i bambini non regolano il proprio equilibrio in autonomia, ma attraverso quello del genitore. Il respiro lento di una madre diventa il respiro lento del bambino. La sua calma diventa la sua calma. Ogni gesto di cura verso se stessa, in questo senso, non è egoismo è il più diretto degli investimenti sul sonno del figlio.
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Con una community di oltre 170.000 persone e anni di consulenze e ricerca alle spalle, Baiguini ha distillato cinque indicazioni pratiche per le madri che vogliono partire da se stesse.
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Conosci il tuo profilo sensoriale
Ogni adulto, esattamente come ogni bambino, elabora gli stimoli del mondo in modo unico. Osservare come il proprio corpo reagisce alla sera se arriva sovraccarico e cerca silenzio, se ha bisogno di movimento per scaricare, se fatica a «spegnersi» è il primo passo per capire di cosa si ha davvero bisogno per recuperare.
Prenditi cinque minuti prima della nanna
Struccarsi, infilarsi il pigiama, lavarsi i denti: gesti semplici che mandano al sistema nervoso un segnale preciso “la giornata è finita“. Un corpo che si è fermato trasmette una qualità di presenza diversa, e i bambini la percepiscono prima ancora che si apra bocca.
Il suo sonno dipende anche dal tuo stato
Non è una metafora, è neuroscienze. I bambini piccoli si coregolano attraverso il sistema nervoso del genitore. Occuparsi di sé non è una concessione è la struttura su cui poggia il sonno del figlio.
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La notte si prepara di giorno
Arrivare alla sera con il sistema nervoso già al limite significa che nessuna routine serale potrà compensare ciò che si è accumulato. Imparare a riconoscere i segnali di sovraccarico durante il giorno, e a rispondervi, è igiene neurologica, non wellness di lusso.
Smetti di confrontarti con le altre madri
C’è chi si sveglia al minimo rumore e non riesce più a riaddormentarsi. C’è chi recupera in venti minuti. Queste non sono differenze di carattere sono differenze neurologiche reali. Riconoscerlo non è rassegnarsi: è il primo passo per capire davvero di cosa si ha bisogno.
L’esperta di sonno infantile: Chiara Baiguini
Esperta di sonno infantile e profili sensoriali, Life & Family coach certificata, autrice di Nati per dormire (Vallardi, 2026). Ha sviluppato l’approccio C.A.R.E.®, che integra scienza, osservazione e relazione nel supporto al sonno dei bambini. Segui il suo lavoro su chiarabaiguini.com e su Instagram @chiara.baiguini.












