In una delle patrie italiane del vino per eccellenza, le Langhe, tre soci hanno voluto scommettere su un ristorante capace di traghettare la tradizione al passo con i tempi. È il caso dei fratelli Nicolò e Alessandro Buora e di Lorenzo Paoletto, che a luglio 2025 hanno inaugurato Cucina Decanto.

Un luogo armonico, lontano dalla frenesia della città, in cui l’atmosfera di naturale relax – percepibile già all’esterno, grazie a un vialetto di cipressi che accompagna gli ospiti all’ingresso – si apprezza anche nelle due moderne sale. Se la prima ospita la cantina a parete, con una prevalenza di etichette piemontesi, nella seconda si affaccia la scenografica cucina a vista, regno dello chef di origine beneventana Vincenzo Mignuolo.

Arrivato a Dogliani dopo aver girato il mondo – Lussemburgo, Malta, Parigi, Londra, Hong Kong, Milano e Ginevra, nel ristorante La Bottega, diventato insieme a lui stellato – a Dogliani propone un menu che denota una grande sensibilità verso le materie prime e ricette piemontesi.

Il percorso degustazione “Viaggio nella tradizione” – 4 portate, 39 € a persona – ha l’obiettivo di far conoscere al pubblico l’anima più sincera di un ristorante di cucina piemontese contemporanea, in cui le ricette regionali sono elevate con tecniche e abbinamenti non convenzionali.

La battuta di Fassona viene presentata nel piatto a forma di quenelle, per una masticabilità più simile a quella di una polpetta, rispetto a quella di una classica battuta. Ad arricchire la cruda di Madama Bianca – una femmina di razza Piemontese, sopra i 48 mesi di età, nata negli allevamenti degli Amici della Piemontese e alimentata con prodotti vegetali di prima qualità – una delicatissima fonduta al Raschera, che fa da liaison con l’altro ingrediente protagonista della ricetta: il porro, in crema e in agrodolce.

I ravioli del plin sono preparati con tre arrosti – stinco di vitello, capocollo di maiale, coniglio – e verza, in un formato tra i più piccoli mai visti in regione. Sotto il palato, esplodono come caramelle, sprigionando anche l’intensità gustativa del vellutato fondo bruno.

La guanciotta di vitella stracotta nel Dogliani geolocalizza un grande classico della cucina piemontese – la guancia brasata nel Barolo – grazie all’utilizzo di una varietà di Dolcetto locale, il Dogliani, a cui si accompagna anche un sedano rapa in tre consistenze – suadente e sorprendentemente delicata la purea – e delle erbette di campo.

La torta di nocciole combina la morbidezza del classico dolce con una forza gustativa senza eguali – merito di un ingrediente di prima qualità, di Langa – e con una consistenza croccante, data dalla granella nell’impasto, che spezza piacevolmente il morso. La ciliegina sulla torta – è proprio il caso di dirlo – è uno zabajone al Moscato Passito, sifonato e impalpabile in bocca.

Optando per la carta, oltre ai piatti del degustazione si possono provare altri piatti piemontesi contemporanei – come il vitello tonnato, i plin vegetali, i tajarin con ragù di cervo e cacao – ma anche piacevoli divagazioni marine e vegetali, che sottolineano la grande competenza dello chef, che si esprime ad alti livelli anche nei panificati (sublime la focaccia).

Da fine agosto 2025, il ristorante è anche la meta degli ospiti di Vinea Relais, l’intima soluzione ricettiva, composta da 12 raffinate camere, situate al di sopra del ristorante, e di una piscina, una vera e propria oasi di pace.

Prenotazioni: cucinadecanto.com/it/prenotazioni/

Martedì: cena
Mercoledì: cena
Giovedì: cena
Venerdì: pranzo e cena
Sabato: pranzo e cena
Domenica: pranzo