Il regno dei savoiardi
Roveré Veronese è un piccolo paese di duemila anime sui monti della Lessinia, abitato sin dal Neolitico, anche se su tutto il territorio comunale sono stati ritrovati castellieri dell’età della pietra. È la prima zona dove si insediarono i Cimbri nel veronese, in seguito all’editto di Bartolomeo della Scala del 5 febbraio 1287 che permise la presenza di circa 200 Cimbri provenienti dal Vicentino al seguito di Olderico da Altissimo.
Tra grotte carsiche, boschi e prati verdi, a quota 940 metri di altitudine questo è anche il regno dei savoiardi, i biscotti piemontesi nati nel tardo Medioevo, precisamente nel 1348, grazie all’idea di un pasticcere della corte di Amedeo VI di Savoia, che decise di servirli a un pranzo organizzato in onore dei reali di Francia. Il successo fu immediato, tanto da diventare, da lì in poi, i biscotti preferiti della Reale Casa. La ricetta divenne poi famosa in tutta Europa grazie alla trascrizione di Alexandre Dumas (sì, l’autore de Il Conte di Montecristo) di due ricette dei biscuit de Savoie nel Grande Dictionnaire de la Cuisine, pubblicato postumo nel 1873.
Quindi, non in Piemonte, ma in Veneto, troviamo il Re dei savoiardi: stiamo parlando di Forno Bonomi, panificio fondato nel 1850 che grazie al proverbiale spirito imprenditoriale veneto in 175 anni – festeggiati quest’anno – è riuscito a creare un piccolo miracolo in alta quota. Nel 2024 l’azienda ha prodotto e 20,3 milioni di chili di savoiardi (in sette tipologie più un kit tiramisù) distribuiti in 110 Paesi: un record che qualifica Forno Bonomi primo produttore al mondo. Oltre all’Italia, i principali mercati di riferimento, che rappresentato il 60% del giro d’affari, includono Cina, India, Far East, Europa, Stati Uniti, Sud America, Russia, l’Europa dell’Est, Medio Oriente e Australia. Tra qualche giorno sarà inaugurata la quarta linea produttiva dedicata ai savoiardi che consentirà di produrre 6.500 tonnellate aggiuntive, necessarie a soddisfare la crescente richiesta del mercato. Un’azienda, Forno Bonomi, totalmente familiare, che continua a guardare avanti con grinta ed entusiasmo.



È di un paio di mesi fa la notizia che UniCredit ha erogato in favore della storica azienda dolciaria veronese una nuova linea di credito da 18 milioni di euro per supportare il riassetto societario della holding di controllo del gruppo, con l’uscita del ramo familiare afferente a Dario Bonomi, e il passaggio della partecipazione ai figli dei fratelli Renato e Fausto. «Un’operazione importante per la nostra azienda – affermano Fausto e Renato Bonomi, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Forno Bonomi – che consente alla nostra famiglia di continuare a pensare in grande e costruire un nuovo futuro che punta all’espansione internazionale e una crescente affermazione sul mercato italiano, a beneficio dei nostri dipendenti e di tutte le aziende locali di filiera che lavorano con noi da sempre. contribuendo all’eccellenza delle nostre specialità veronesi, amate oggi in tutto il mondo».


Una caparbietà tutta veneta e ancor più della gente di montagna, che amano profondamente la propria terra, ha tenuto ancorato quest’azienda lì dove è nata. Il cuore, non la logica, perché una produzione di queste dimensioni avrebbe vita molto più facile in pianura. La storia di questa impresa inizia nel 1850 a Velo Veronese quando i Bonomi aprono un forno per produrre pane per la comunità. Poi arrivano le guerre, i momenti difficili, finché Umberto e Corinna Bonomi – terza generazione di famiglia – decidono di prendere in mano le redini del forno di famiglia, appartenuto ai bisnonni: per tutti gli anni ‘50 l’attività si sviluppa e va a gonfie vele, con la produzione di dolcetti delle feste, “Nadalin”, “Pan con l’ua” in particolare. Nel 1960 arriva il successo con la produzione artigianale di Tortafrolla gigante, detta “trofeo”: «c’era la fila per comprarla, venivano anche da fuori», raccontano i Bonomi, che grazie a una torta iniziano a farsi conoscere anche fuori dal loro territorio. Così, nel 1970 i prodotti Forno Bonomi iniziano a comparire nei negozi di Verona e le richieste aumentano fortemente tanto da decidere di costruire uno stabilimento, inaugurato il 14 giugno del 1975. Ma ancora i savoiardi non facevano parte della produzione dell’azienda. Arrivano nel 1982 e poi il boom del business, favorito sicuramente dalla popolarità del dolce di cui i savoiardi sono ingrediente fondamentale: il tiramisù, il dolce più diffuso al mondo. Di cui se siete appassionati non potete perdervi l’evento più goloso: a Treviso domenica 5 ottobre, infatti, andrà in scena la nuova edizione del “TIRAMISÙ DAY”, di cui Forno Bonomi è main partner e porterà il suo grande classico, l’autentico savoiardo di montagna – l’unico certificato dalla FIC, Federazione Italiana Cuochi – insieme ai nuovissimi mini savoiardi, nati per rispondere all’ultimo trend del tiramisù in monoporzione. Proposti nei gusti classico e cacao, grazie al loro formato mignon, sono ideali per creazioni take-away da gustare ovunque, in ogni momento della giornata.


«Siamo particolarmente onorati di partecipare al Tiramisù Day – conclude Fausto Bonomi – un’occasione per celebrare il dolce italiano più conosciuto al mondo. I nostri savoiardi, che ci hanno reso veri e propri ambasciatori del Made in Italy, sono il simbolo di una tradizione che si distingue per qualità, bontà e fragranza, apprezzata in ogni angolo del pianeta. Grazie a queste caratteristiche, siamo diventati un punto di riferimento per la realizzazione dell’autentico Tiramisù. La nostra azienda, che ha appena celebrato il 175° anniversario, è cresciuta diffondendo la cultura dell’eccellenza italiana attraverso prodotti che custodiscono l’amore per la montagna, per la tradizione e per il patrimonio gastronomico».












