In Italia la cucina è quasi una religione e non tollera “crimini culinari” come il formaggio sullo spaghetto allo scoglio o la panna nella Carbonara. La trasgressione culinaria è come un’eresia eppure alcune generazioni, Millennial e Gen Z, stanno rivendicando sempre più la loro libertà d’espressione culinaria.

A dirlo è anche un sondaggio social condotto da Calvé e realizzato in occasione del lancio della campagna Maio Land, il primo luogo sulla Terra dove ogni “crimine culinario” può essere non solo perdonato ma addirittura celebrato, senza sensi di colpa. Lo storico brand, da più di 50 anni sulle tavole di milioni di italiani, scende in campo a fianco dei più giovani, per liberalizzare gli abbinamenti gastronomici più bizzarri liberandoli dai pregiudizi.

Ma cosa accade quando qualcuno decide di sfidare seriamente le regole della società? Ecco che scatta il cosiddetto“taste shaming”.

«Il taste shaming si configura come meccanismo psicosociale che va oltre il mero gusto culinario, e che può minare il benessere dell’individuo colpendolo nella sua identità – spiega la psicologa Deborah Disparti – Il suo impatto è particolarmente evidente tra le generazioni più giovani che si trovano in una delicata fase di costruzione identitaria e in cui la maggiore sensibilità al giudizio può contribuire a formare un’immagine di sé fragile e inadeguata, il cui rischio è l’isolamento sociale. Rivendicare le proprie preferenze, incluse quelle considerate «crimini culinari», è un modo per affermare sé stessi, al di là degli standard esterni e adottare un atteggiamento aperto, curioso e non giudicante dei gusti personali, può favorire non solo il benessere individuale, ma anche una cultura più inclusiva, in cui ognuno può trovare piena rappresentazione ed espressione di sé».

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Nasce da qui il movimento intergenerazionale “anti taste shaming”che promuove invece un approccio più consapevole e rispettoso della storia che ognuno ha con il cibo, tra ricordi, emozioni e storie.

Ma quali sono i “guilty pleasure” più amati dai giovani italiani? La regina delle ricette salva tempo con il 25% delle preferenze, pasta con tonno e maionese; la pizza con l’ananas, irrinunciabile per il 21% delle persone intervistate e il cappuccino consumato a pranzo o a cena che raggiunge il 17% delle preferenze.

Qui a seguire la top 10 completa degli abbinamenti gastronomici più inaspettati diventati virali:

  1. Pasta, maionese e tonno. Una delle ricette più classiche degli studenti universitari, salva tempo e zero sbatti, si attesta al 25%.
  2. Medaglia d’argento alla pizza con l’ananas. Per gli stomaci più forti sulla classica pizza non può mancare l’ananas: più del 21% ha raccontato di averla provata e di esserne rimasto conquistato.
  3. Al terzo posto un’abitudine che molti italiani praticano di nascosto: l’amato cappuccino consumato durante i pasti principali della giornata, una tendenza che trova ampio gradimento per una percentuale del 17%.
  4. Carbonara con la panna. Una di quelle ricette intoccabili che la tradizione del Bel Paese rivendica a gran voce: per il 13% degli intervistati è uno di quei peccati di gola che conquista proprio per via della consistenza cremosa.
  5. Patatine fritte con gelato alla fragola. Un mix “perfetto” per il 11% degli intervistati tra dolce e salato, goloso e allo stesso tempo croccante.
  6. Uovo sodo, marmellata di albicocca e maionese. Trova posto tra gli abbinamenti più coraggiosi e raccoglie inaspettatamente consensi per il 10%, forse proprio grazie ai contrasti di forme, consistenze e colori.
  7. Aranciata e caffè, un boost energizzante per tutte quelle volte in cui magari ci si sveglia tardi e si è indecisi se fare colazione oppure passare direttamente al brunch: rappresenta un punto fermo per l’8% degli intervistati.
  8. Risotto allo scoglio con Parmigiano.Per qualcuno è un’eresia per qualcun altro, ovvero per l’8% degli intervistati, è solo un accostamento da non perdere.
  9. Pesca sciroppata, tonno e maionese. Una collisione di mondi gastronomici, un universo di consistenze e una galassia di sapori che appassiona il 7% degli intervistati.
  10. Piadina con prosciutto crudo e crema di burro d’arachidi. Un piatto super proteico contraddistinto da note salate, utile per i più sportivi prima di un workout che piace al 5% degli intervistati.

«Grazie a questo sondaggio abbiamo osservato con grande interesse un vero e proprio cambiamento culturale nel modo in cui i giovani vivono e condividono le proprie scelte gastronomiche. Non si tratta più di nascondere o giustificare abbinamenti insoliti o considerati “peccati di gusto”, ma anzi di rivendicarli con orgoglio e naturalezza, specialmente sui social media. – racconta Martina Grotto, Marketing & Trade Marketing Lead di Unilever –. La nostra community ha dimostrato che questi mix, un tempo guardati con diffidenza o persino giudicati come errori, stanno diventando veri e propri simboli di identità e originalità, conquistando un posto di rilievo tra i nuovi must food. Questo fenomeno, che cavalca il movimento dell’anti taste shaming, racconta una generazione che vuole liberarsi dai pregiudizi e godersi il cibo in modo autentico e senza sensi di colpa».

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E allora ecco che anche alcuni chef hanno voluto dar voce, e sapore, a questa tendenza creando menu anti taste shaming. Ci sono i brownies con la maionese di Anna Zhang, la vincitrice di MasterChef Italia 14, il mini sandwich di tartare di manzo con maionese aromatizzata con olio di sesamo tostato e cipollotto fresco proposto da Eleonora Riso, la vincitrice di MasterChef Italia 13, e i cannoli di polenta ripieni di patate e pulled chicken, con una generosa colata di maionese, proposti dallo chef e food content creator Andrea Mainardi.