Più si invecchia meno si spende per le vacanze
Nel 2026 la dinamica della spesa turistica italiana sarà sempre più generazionale. Secondo un’elaborazione di Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in vacanze di gruppo, su dati Istat, Banca d’Italia e fonti internazionali, la spesa turistica complessiva dei residenti italiani si attesta a 86 miliardi di euro annui.
Salvo che per gli Alpha (under 14) e per la Gen Z (14-29enni), il dato aggregato nasconde un differenziale crescente tra le fasce d’età. E la principale componente della crescita nel 2026 sarà rappresentata proprio dai millennial, ovvero la fascia 30–45 anni.
Spesa mensile e struttura dei consumi
«L’analisi dei consumi per classe di età mostra una progressiva riduzione della spesa al crescere dell’età» osservano gli analisti di Vamonos-Vacanze.it.
Casa Paloma, twist con George Clooney
- Millennial (30–45 anni): 2.650 euro
- Generazione X (46–61 anni): 2.350 euro
- Baby Boomer (62–80 anni): 2.100 euro
- Silent Generation (over 80): 1.000 euro
La fascia 30–45 anni è quella con la più alta incidenza di tempo libero, cultura e viaggi sul budget complessivo, mentre per le generazioni più mature cresce il peso di sanità e abitazione.
Non si tratta solo di maggiore capacità di spesa, ma di diversa allocazione del reddito disponibile.
Propensione: millenial 63% boomer 41%
La quota di individui che effettua almeno un viaggio all’anno evidenzia un divario netto:
- 30–45 anni: 63%
- 46–61 anni: 54%
- 62–80 anni: 41%
«Il dato indica che la frequenza di viaggio si riduce progressivamente con l’età. Il turismo diventa quindi un consumo fortemente concentrato nella fascia centrale della popolazione attiva» commentano gli analisti di Vamonos-Vacanze.it.
Ticket medio: +20% per i 30–45enni
Anche la spesa media per singolo viaggio rispecchia questa dinamica:
UNA MOKA PER 2
- Millennial: 900–1.000 euro
- Generazione X: 750–820 euro
«Il differenziale è stimabile tra il 18% e il 22% a favore dei 30–45 anni. La maggiore incidenza di viaggi all’estero e a medio-lungo raggio, unitamente alla più alta presenza di single e coppie senza figli, spiega il divario. Il costo del viaggio non è condiviso su più componenti familiari e l’esperienza tende a essere più strutturata e organizzata» sintetizzano gli analisti di Vamonos-Vacanze.it.
Le variabili che spiegano il divario
Il maggiore contributo dei millennial alla spesa turistica si fonda su elementi strutturali:
- Maggiore frequenza di viaggio (63% vs 41%)
- Più alta quota di viaggi internazionali
- Minore incidenza di spesa sanitaria
- Maggiore allocazione di budget su leisure
- Più elevata incidenza di single e nuclei senza figli
«La spesa turistica diventa così una componente identitaria del consumoper la generazione 30–45, mentre per le fasce più mature prevale un atteggiamento di maggiore prudenza nella spesa discrezionale» aggiungono gli analisti di Vamonos-Vacanze.it.
Il baricentro si sposta
Ligurian breakfast
Nel 2026 la crescita del comparto turistico non sarà trainata dall’aumento dei viaggi brevi, ma dalla maggiore qualità e intensità della spesa per i viaggi nella fascia centrale della popolazione attiva.
Con una spesa media per viaggio superiore di circa il 20% rispetto agli over 61 e una più elevata propensione internazionale, i millennial rappresentano oggi il baricentro economico dei flussi turistici italiani.
«In un mercato da 86 miliardi di euro, la variabile generazionale diventa quindi decisiva non solo per la domanda, ma per la struttura dell’offerta»concludono gli analisti di Vamonos-Vacanze.it.












