Se c’è un indirizzo che ultimamente sta facendo parlare di sé nel panorama enogastronomico etneo, quello è Zagarà Ristorante. Trasferitosi nel cuore di Catania all’interno della splendida cornice di Villa Reina Miranda (in Viale XX Settembre), il locale dello chef Massimiliano Romano promette (e mantiene) un’esperienza che va ben oltre la semplice cena. L’approdo a Catania segna una nuova stagione del suo progetto, maturato insieme alla moglie Federica Russo e alimentato dal legame con una clientela da sempre prevalentemente catanese, oltre che dalla consapevolezza del ruolo della città quale naturale crocevia di energie, relazioni e opportunità.

È il nome stesso a suggerirne l’identità. Deriva dall’arabo zahra, splendente, e zahr, fiore, radice della zagara, il fiore degli agrumi profondamente legato alla memoria agricola dell’isola: simbolo di unione in Occidente, di abbondanza in Oriente. Un significato che si riflette anche nella cucina: la tradizione siciliana resta un riferimento costante, mai nostalgico, attraverso una valorizzazione dei prodotti dell’isola e del mare che rifugge ogni chiusura stilistica.

La proposta dello chef è un viaggio affascinante tra mare, orto e memoria. I piatti raccontano la Sicilia con una chiave di lettura contemporanea, tecnica e mai banale, dove la materia prima di eccellenza è assoluta protagonista.

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Nel menu si alternano creazioni ricercate che colpiscono sia alla vista che al palato. Tra gli antipasti spiccano abbinamenti audaci ma equilibrati, mentre nei primi e nei secondi la tradizione viene sapientemente reinterpretata (imperdibili i richiami ai sapori autentici dell’isola rivisitati in chiave fine dining). Anche la sezione dei dolci chiude il percorso con una nota di grande classe, giocando su consistenze, freschezza e richiami agrumati o speziati.

Si comincia con un’ostrica, mela verde e anice, abbinata a un Moscato di Noto secco. Un azzardo solo apparente, che si rivela invece una delle sorprese più felici, una ricetta quasi geniale e un abbinamento altrettanto riuscito. Il roll di dentice, ripieno della sua pancia mantecata alle erbe, nage di pesce, ketchup di datterino verde e olio al prezzemolo, convince per gusto e sapidità, così come i bottoni di gambero rosso, ripieni di ricotta e lime su bisque dello stesso crostaceo, crema di burrata e pistacchio croccante. Un piatto cremoso che ti abbraccia.

Anche la carne da Zagara trova la sua interpretazione: il filetto di manzo alla Wellington, con fondo intenso di manzo, scarola bruciata e jus al timo, è un esercizio di succosità ed equilibrio: la sfoglia racchiude una carne tenerissima, dalla tessitura setosa e sorprendentemente delicata, nella quale la morbidezza non sacrifica mai la profondità del gusto. Qui il Nerello Mascalese dimostra tutta la sua vocazione gastronomica. Dulcis in fundo di soddisfazione: la tartelletta al lemon curd, tra crumble di mandorla, mela dell’Etna e gel al limone.

Un’esperienza davvero da non perdere, se vi trovate a Catania, arricchita dall’ambiente in cui è inserito il ristorante. Il recupero dell’edificio, firmato dallo studio Lineementi Arch. & Design Hub con CMC Arredamenti La Torre, ha seguito un principio preciso: restituire vita a un luogo simbolico della città senza tradirne l’anima originaria. L’ingresso è scandito da due wine cellar realizzate su misura che introducono all’american bar, dominato dal marmo di Carrara e dal noce canaletto. Le sale conservano affreschi, volte decorate e dettagli Liberty che dialogano con arredi contemporanei; sul retro trovano spazio chef’s table e cooking demo, mentre la loggia e la corte con fontana completano un percorso coerente tra memoria e contemporaneità.

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Quanto allo chef, classe 1983, originario di Lentini, Romano si è formato tra le cucine del San Domenico di Taormina e del Palace Hotel di Siracusa, prima di approdare, nel 2020, alla brigata di Gordon Ramsay al Savoy Grill di Londra, esperienza che ne ha affinato rigore, disciplina e precisione esecutiva. Oggi quella tecnica si traduce in una cucina di grande misura, dove ogni elemento trova il proprio spazio senza mai cercare il protagonismo. Ogni piatto restituisce chiarezza ed equilibrio, le cotture sono impeccabili e la leggerezza nasce dalla sottrazione più che dall’effetto scenico, lasciando che sia la materia prima a guidare il racconto. Rientrato in Sicilia nel 2024, ha dato vita a Zàgarà come evoluzione del bistrot Sicilia Nostra; oggi il progetto approda a Catania con una visione più compiuta, nella quale la Sicilia resta il punto di partenza, mai il limite.

Zàgarà Via XX Settembre, 64 – Catania Tel. +39 095 832 0916 www.zagara-ristorante.com Orario: 18.30–23.30, chiuso il martedì