C’è una nuova perla tra i Barolo della famiglia Vajra che abbiamo tutti iniziato ad amare con il Bricco delle Viole dalla seducente corrispondenza tra la viola tra gli aromi ricorrenti, veri e presunti, della sua gamma aromatica. Oggi è tempo di andare a scoprire il Coste di Rose, fino ad ora perfettamente ascrivibile nella categoria dei segreti meglio custoditi della denominazione di Barolo.

Ci troviamo su un ripido pendio che sale dal Bosco della Fava e scende ripido verso Monforte d’Alba. È in effetti  nascosto rispetto alla strada che conduce a Barolo ma comunque individuabile per il Librocedrus decurrens sulla sua sommità. Per gli amanti della geologia del vino è quasi un unicum perchè si trova su una duna di arenaria con 5 metri di spessore, una formazione geologica che costringe le radici ad affondarsi non poco in cerca di acqua e nutrienti. Dal punto di vista aromatico sembra proprio sia questa sabbia ancestrale a dare a questo Barolo il suo tratto distintivo ovvero toni ricorrenti di ciliegia e di (appunto) rosa, menta e spezie dolci mentre al palato regala un tannino setoso, un sorso carnoso e appagante in un quadro di classica eleganza e finezza nebbiolesca. 

L’occasione di una verticale organizzata online ha permesso di seguirlo nella sua evoluzione nel corso degli anni con un trittico di annate (le ultime tre) che lo inquadrano come una delle prossime etichette da collezione della DOCG.

L’annata 2019 soprattutto mostra note freschissime di rose, violette, ciliegia, cumino e spezia fine, senza dimenticare una ridda di frutti rossi e scuri. Al palato è soave e leggiadro con una nota di fondo ematica che conquista, ma a stupire ed esaltare il sorso è la nota tambureggiante tannica che non esce mai delle righe e ne sottolinea ogni piega setosa. Pulsante e irresistibile il sorso, il finale ha una  lunghezza strepitosa. (96/100).

Fiori rosa fiori di pesco
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La 2020, annata della calma e serenità ritrovata della natura post-covid, fa sentire melograno, rose, lamponi, ribes rosso e nero, tabacco e china. Ha una intensità al naso impressionante e ampiezza sontuosa mentre il sorso ha qualche rugosità tannica di gioventù ma si avverte sempre bene e ricca la nota sapida e salina che lo sfina non poco (91/100).

Veniamo, quindi, alla 2021 ultima annata uscita con il suo naso ricco ed ematico, un bel floreale “rosso” di  viola, menta, timo, amarena, prugne e balsamico, incenso appena acceso. Il sorso aggiunge note fruttate di arancio rosso e bergamotto al quadro complessivo di baldanza e intensità. Ha energia, potenza e ha bisogno almeno di un lustro per esprimersi al meglio, ma siamo al cospetto sicuramente di una bella annata moderna di Langa (93/100).