Biondi-Santi Brunello di Montalcino 2019, Brunello di Montalcino Riserva 2018 e Rosso di Montalcino 2022
La finezza è sicuramente il fil rouge della produzione di Biondi-Santi, da sempre. Si ritrova, forse ancora più accentuata, nelle nuove annate di Brunello, Brunello Riserva e Rosso di Montalcino, che a giorni saranno rilasciate sul mercato.
Sono vini diversi: il corpo solitamente muscoloso del Brunello di Montalcino, scuro e denso negli aromi, non fa parte dello stile di Biondi Santi che, di fatto, ha sempre ricercato l’eleganza e una cesellatura del tannino tale da far ricordare la leggiadria di una ballerina di danza classica. Ecco, leggiadria, ancor più di eleganza, può essere il termine che ben definisce tutti i vini di questa cantina storica, quanto mitica, che ha fatto la storia di Montalcino. Tanto che, nei sotterranei dell’azienda, riposano ancora bottiglie datate 1888, che qualche fortunato può ancora degustare.
Chi scrive forse ama l’interpretazione più decisa dei vini di Montalcino e rifugge in generale la sottrazione, ma è innegabile la classe che un calice di Biondi-Santi porta in tavola. E anche la soddisfazione. Per chi non conoscesse bene la storia di questa cantina, iniziamo a dire che risale a metà dell’Ottocento la prima menzione della parola “Brunello”, quando Clemente Santi vince una medaglia enologica per un suo “vino scelto”, prodotto interamente con Sangiovese grosso nella sua tenuta a Montalcino. Nel 1888 suo nipote Ferruccio Biondi Santi produce il primo vino chiamato ufficialmente Brunello di Montalcino. Da allora il nome Biondi-Santi è sinonimo di eccellenza tra gli esponenti più celebri nel mondo del jnh13‘Made in Italy’, amato sia dai collezionisti che dai più esigenti critici enologici. Nel 2017 l’acquisizione di Biondi-Santi da parte di Christopher Descours ha aperto un nuovo capitolo di sviluppo aziendale, con importanti progetti di studio e investimenti in vigna così come in cantina, volti a evolvere ulteriormente il senso d’eccellenza che da sempre caratterizza il nome Biondi-Santi.
Vediamo la degustazione delle nuova annate appena rilasciate.
Ayala Brut Majeur

BRUNELLO DI MONTALCINO 2019
La 2019 è stata un’annata eccezionale. La primavera piovosa e fresca ha ritardato la fioritura, mentre l’estate è stata calda e secca, con rinfreschi a metà luglio e piogge alla fine di agosto, che hanno creato le condizioni ideali per la maturazione. La vendemmia è iniziata il 14 settembre. E’ un Brunello godibile sin d’ora, che si esprime con profumi balsamici e di frutti di bosco, mentre al sorso spiccano l’arancia e la marasca, in un sorso nell’insieme scorrevolissimo.

BRUNELLO DI MONTALCINO RISERVA 2018
Da un’annata fredda, nasce la 43esima Riserva di Biondi-Santi. Le abbondanti piogge e le temperature estive inferiori alla media hanno caratterizzato il ciclo di crescita della vite. Nei vigneti ad alta quota, i venti provenienti da nord hanno preparato le viti alla vendemmia, iniziata con la selezione dei grappoli migliori il 16 settembre e durata 8 giorni.
I cocktail e i rooftop più cool dell’estate dal mondo
La Riserva 2018 è estremamente fine. Al naso si avvertono frutti rossi e spezie, mentre al sorso si esprimo gli agrumi, i sentori di lampone e un pizzico di tabacco.

ROSSO DI MONTALCINO 2022
Al suo debutto insieme agli altri Brunello, il Rosso di Montalcino 2022 presenta un carattere rotondo, fruttato e lievemente mentolato. Al sorso, l’acidità è soffusa e bilanciata dai sentori fruttati. Molto piacevole.
PS. Su ognuna di queste bottiglie troverete un QRcode che vi porterà direttamente al sito www.lavocedibiondisanti.it dove potrete ascolatare anche l’audiolibro L’arbitro, racconto dell’autrice emergente Consuelo Angioni: una vivace commedia umana interpretata da un gruppo di amici amanti del gusto, del vino e della goliardia, che si sfidano in un’originale compète per dimostrare il valore dell’eleganza attraverso il suo contrario.












