Se esiste un’immagine capace di sintetizzare l’idea di lusso assoluto, non è un diamante, ma il suono di un tappo che salta in una suite di lusso mentre James Bond controlla il nodo del suo papillon. Dalla prima apparizione nel romanzo Diamonds Are Forever del 1956, fino alla leggendaria stretta di mano tra la famiglia Bollinger e il produttore Cubby Broccoli nel 1979, lo Champagne Bollinger è diventato l’unico vero accessorio indispensabile di 007. Non un semplice product placement, ma un’affinità elettiva tra l’agente segreto più famoso del mondo e la Maison di Aÿ: entrambi potenti, complessi e dotati di un’eleganza che non ha bisogno di gridare per farsi notare.

La storia di Bollinger inizia nel 1829, quando un nobile soldato, Athanase de Villermont, ereditò una tenuta ad Aÿ, nel cuore pulsante della Champagne. Poiché il suo rango gli impediva di dedicarsi al commercio, si unì a Joseph Bollinger e Paul Renaudin, dando vita a quella che sarebbe diventata una delle poche grandi Maison ancora oggi rimaste indipendenti e a conduzione familiare.
A forgiare il mito moderno della cantina fu però una donna: Madame Elisabeth “Lily” Bollinger. Rimasta vedova nel 1941, guidò l’azienda attraverso le macerie della guerra con una determinazione leggendaria, pedalando tra i vigneti sulla sua bicicletta. È a lei che dobbiamo la celebre citazione:

“Lo bevo quando sono felice e quando sono triste. Talvolta lo bevo quando sono sola. Quando ho compagnia lo considero obbligatorio. Lo sorseggio se non ho fame e lo bevo quando ne ho. Altrimenti non lo tocco mai, a meno che non abbia sete.”


La Cuvée de Prestige della Maison, La Grande Année, nasce solo quando la vendemmia è considerata eccezionale. È un vino che sfida le leggi del tempo e della produzione industriale: ancora oggi, la fermentazione avviene interamente in vecchie piccole botti di rovere, una pratica quasi scomparsa altrove, che dona al vino un potenziale di invecchiamento e una complessità aromatica inimitabile.

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La nuova versione de La Grande Année (attualmente sul mercato con il millesimo 2018) è un inno alla freschezza. Composta da un blend che vede protagonista il Pinot Nero (66%) proveniente dai mitici cru di Aÿ e Verzenay, bilanciato dal 34% di Chardonnay, questa annata riflette in pieno la sua annata. Al naso, inizialmente emergono agrumi freschi e mela Granny Smith, con tocchi di pesca bianca e qualche rimando balsamico, quindi mandorla e acacia. Agrumi e sapidità si ritrovano anche nel sorso, comunque denso, materico. La struttura del Pinot Nero avvolge la bocca con una vinosità che ricorda quasi un grande Borgogna bianco, ma è la freschezza finale a sorprendere. Nonostante la ricchezza del frutto, il finale resta sapido, lungo e vibrante, lasciando un ricordo di arancia amara e nocciola.
Anche in questa nuova annata, appena rilasciata e distribuita in Italia da Gruppo Meregalli, La Grande Année non si limita ad accompagnare un momento, ma lo trasforma in un ricordo indelebile. Proprio come un film di Bond, dove sai già che il finale sarà un trionfo di stile.