Marcarini Boschi di Berri Pre-Fillossera Dolcetto d’Alba DOC 2023
Nel centro storico di La Morra, nel cuore delle Langhe piemontesi, tra le vie del piccolo paese, dietro un cancello, si cela un’azienda dalle origini antiche. Poderi Marcarini, fondata nei primi anni del Novecento, giunta ora alla sesta generazione, è un’azienda agricola a conduzione familiare che continua a mantenere una forte impronta tradizionale nella produzione vinicola. Le cantine si trovano in un edificio del XVIII secolo, vicino a una torre medievale. Circa 25 ettari di superficie vitata, vinificazioni tradizionali, con lunghe macerazioni che possono durare fino a 45 giorni. Attualmente la cantina è gestita da Andrea ed Elisa Marchetti, ma non manca l’appoggio paterno di Manuel Marchetti.
Famosa per i suoi vini pregiati base Nebbiolo, in particolare per il Barolo “La Serra” e “Brunate”, questa azienda custodisce una piccola nursery di Dolcetto, orgoglio di Elisa.
Vengono prodotti due vini con il vitigno Dolcetto: Dolcetto d’Alba Fontanazza e Dolcetto d’Alba Boschi di Berri Pre-Fillossera, un vino assolutamente unico ottenuto da uve provenienti da un vigneto centenario non innestato, che, grazie al terreno e al particolare microclima, è rimasto indenne alla fillossera.
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Elisa, che segue la parte enologica, fuori nel cortiletto della cantina, ha creato una piccola nursery, seguita anche dall’ampelografa Anna Schneider, con viti a piede franco che le permettono di lavorare come si faceva prima dell’arrivo della fillossera, propagando le piante oppure moltiplicandole tramite talea.

Avendo a disposizioni due vigne, Fontanazza e Boschi di Berri, si è deciso di capire come l’uso del piede americano abbia modificato il profilo organolettico del vitigno. Per questo motivo, per un certo periodo, si è pensato di vinificare entrambi solo in acciaio. Ci si è resi conto che la vera differenza, e il valore aggiunto, risieda proprio nella vigna e nel terreno in cui affonda le radici. Normalmente il terreno di Langhe è calcareo argilloso, ma nella vigna di Berri la percentuale di calcare diminuisce in favore di quella della sabbia, il bianco cambia, e forse proprio questi fattori hanno permesso alla vite di sopravvivere alla fillossera. Con l’annata 2021 è stato rintrodotto un breve passaggio, di soli due mesi, in una botte degli anni ‘80 per dare un po’ più di ossigeno. Questo perché Boschi di Berri ha un lungo potenziale di invecchiamento, più di vent’anni come dimostrano degustazioni di bottiglie degli anni ‘90, quasi incredibile se si pensa a un Dolcetto. A breve l’arrivo di un bollino attesterà, in modo inconfutabile, che la vigna non è stata innestata, ovvero che è tutta Dolcetto comprese le radici. Enti specializzati hanno eseguito analisi atte ad ottenere la certificazione.
Questo potrebbe essere il punto di partenza per un nuovo studio per vedere come l’innesto su piede americano ha permesso di sconfiggere la fillossera, ma ha anche modificato il vitigno e di conseguenza i vini. «Sarebbe bello – racconta Elisa Marchetti – che questo fosse di stimolo agli scienziati per trovare un rimedio alternativo all’innesto per combattere la fillossera.»
Tra Dolcetto d’Alba Fontanazza e Dolcetto d’Alba Boschi di Berri grande è la differenza: nel primo si sente il varietale “classico” del vitigno, nel secondo il profilo organolettico cambia completamente, quasi non lo si riconosce anche se, paradossalmente, è il più autentico, ma dopo 140 anni non c’è più nessuno che se lo possa ricordare. Differente è anche l’epoca della vendemmia, infatti Berri viene raccolto circa due settimane dopo Fontanazza.
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Potremmo dire che Boschi di Berri è una capsula del tempo, un’esperienza unica a cui approcciarsi con mente aperta ed astenendosi dai confronti con il “classico” Dolcetto.

Boschi di Berri Pre-fillossera Dolcetto d’Alba DOC 2023: nel calice si presenta con un bel colore rosso rubino intenso e una bella massa colorante. Al naso colpisce per il suo bouquet profondo, intenso, elegante, floreale e fruttato, con sentori di viola e lampone. All’assaggio è ampio, avvolgente e vellutato al palato, con piacevoli sensazioni fruttate, ricordi di ciliegie mature e ribes, per poi passare a note introspettive di sottobosco, humus e soffi balsamici. Bella la struttura, armonico e persistente, sensazioni che ci rimandano a quel che doveva essere il Dolcetto di fine ‘800.
Costa 18,00 euro

Fontanazza Dolcetto d’Alba DOC 2023: nel calice si presenta con un bel colore rosso rubino intenso con sfumature violacee. Al naso colpisce per il suo bouquet profondo, floreale e fruttato, con sentori di viola e lampone. All’assaggio è avvolgente e vellutato, con piacevoli sensazioni fruttate e spezie dolci. Al palato si ritrovano le stesse sensazioni impreziosite ed esaltate da una gradevole acidità, da una bella struttura e da un delicato retrogusto amarognolo, piacevole ed invitante.
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Costa 13,50 euro












