St. Michael Eppan Appius 2022
Come ogni anno, l’anteprima della nuova annata e della nuova etichetta artistica di Appius, il super white più desiderato dell’Alto Adige, offre a noi giornalisti presenti all’evento un’occasione privilegiata di degustazione assieme al giovane enologo Jacob Gasser, che ha ereditato il testimone di Hans Terzer, deus ex machina del successo di St. Michael Eppan e ideatore di gran parte dei suoi vini.
La degustazione che ha preceduto il debutto di Appius 2022 ha puntato i riflettori sulle due tipologie di vendemmie che Gasser dice esserci in Alto Adige: «Le vendemmie alpine spesso sono più intense e veloci, con rischio maggiore di mal tempo. Le vendemmie mediterranee sono più lente e tranquille». Ed eccoci quindi, a riassaggiare dopo alcuni anni dal rilascio, 4 vecchie annate di Appius.
La 2014 e la 2021 sono vendemmie alpine, molto fresche. Appius 2014 (5mila bottiglie) presenta una bellissima acidità, struttura sofisticata e molto versatile, con un’alcolicità ben sottolineata e accenni fumé. Appius 2021 (7500 bottiglie), edizione con la più alta percentuale di Chardonnay di sempre, profuma di camomilla e al sorso è più agile e scorrevole.
La 2015 e la 2018 sono vendemmie mediterranee. Appius 2015 presenta un’armonia intrigante, un equilibrio che gioca su sentori eleganti che vanno dalla cipria agli agrumi. Appius 2018 sprigiona fin dal naso un corpo tropicale (mango, banana) punteggiaato di sentori di rosmarino che ne delineano una personalità decisamente istrionica, piena di carattere, che chiama una bistecca buttata in Kamado come abbinamento.
LA SICILIA CHE VERRÀ
Nato nel 2010, Appius è arrivato alla sua 13ma release.
Tra la vendemmia 2021 e la 2022 ci sino almeno 20 giorni di differenza dell’inizio della raccolta e questo chiaramente delinea delle grandi differenze. Appius 2022 è l’edizione con la percentuale di Pinot Bianco (22%) più alta di sempre a cui si aggiunge il 57% di Chardonnay e 11% di Pinot Grigio e 10% di Sauvignon, e porta ancora la firma di Hans Terzer, supportato da Jacob, arrivato in cantina nel 2017. Mineralità e corpo sono in perfetto equilibrio, grande beva e lunghezza del sorso. Prosegue quindi il percorso di bevibilità di questo grande vino bianco altoatesino che a ogni nuova annata ci regala una nuova emozione.
C’è chi parla di luminosità come tratto distintivo di tutte le annate Appius. Una definizione torppo bon ton per un vino che, grazie alla sua personalità, è soprattutto camaleontico. Come chi lo ha creato.













