Durante l’ultima settimana di gennaio si è svolta la 10ª edizione di Grandi Langhe e il Piemonte del Vino, oltre 500 i produttori che si sono dati appuntamento alle Officine Grandi Riparazioni di Corso Castelfidardo a Torino. I vini di Langa la hanno fatta naturalmente da padrone anche per questa edizione dell’evento, sebbene siano si sia posta attenzione anche a storie di uvaggi riscoperti e a DOC forse meno conosciute, ma di tutto rispetto: i Colli Tortonesi, l’Erbaluce di Caluso, la Ruchè ed altre ancora più piccole come la Pinerolese e la Lessona. Noi di fancy magazine c’eravamo e abbiamo selezionato per voi undici assaggi originali e da non perdere.

Cantina Passone Nascetta – Bolletta Metodo Classico Brut
Una bolla di Nascetta che è unica nel panorama del metodo classico della zona di Novello. La base fa solo acciaio, sia per la prima fermentazione sia per l’affinamento. Nel bicchiere si presenta con un bel perlage e dei piacevoli sentori di fiori bianchi, ma esce anche una nota agrumata e un ricordo di mela verde. In bocca è presente anche la pera. L’annata non è dichiarata, e sono almeno 36 i mesi sui lieviti. Da provare, se non altro per la sua tipicità.
25 euro

Deltetto – PN-CH Alta Langa DOCG Brut Millesimato 2022
Questa azienda che fa 200.000 bottiglie di cui circa il 30% di bollicine è ormai riferimento per il Metodo Classico dell’Alta Langa. Cuvée di Chardonnay e Pinot Nero coltivati a Roddino tra i 450 e i 660 mt s.l.m., viene aggiunto anche un 5% di Nebbiolo. Il risultato è ottimo e l’acidità associata alla complessità lo rende davvero una bella icona dell’Alta Langa. Il perlage è fine, persistente. I 30 mesi sui lieviti ci regalano i sentori tipici del metodo. Consigliato con le cruditè.
30 euro

Enrico Serafino – Alta Langa DOCG Zero 140 Riserva 2012
Un altro nome simbolo per quanto riguarda l’Alta Langa DOCG è sicuramente Enrico Serafino: il suo 140 mesi sui lieviti si pone come una delle migliori bollicine italiane. La prevalenza è quella del pPnot Nero rispetto allo Chardonnay. Le basi fanno solo acciaio. Il perlage è finissimo, persistente. L’intensità olfattiva è elevata e il naso è ampio, evoluto a tal punto che a parte, ovviamente, la crosta di pane, si percepiscono il miele e la nocciola tostata. In bocca è complesso, elegante, con una certa mineralità e un finale decisamente lungo.
130 euro

Cornarea – Roero Arneis DOCG 2024
Della famiglia Bovone e della riscoperta negli anni ’70 dell’autoctono Arneis ci sarebbe da parlare per ore. Siamo nel Roero, a Canale, dove queste viti trovano il loro habitat naturale. L’uva che viene dalla collina Cornarea viene vinificata in acciaio e nel bicchiere esprime i tipici profumi del vitigno: fiori bianchi, ma anche frutti come mela e pera. Troviamo anche delle note più tropicali quali ananas e frutto della passione. In bocca, una buona sapidità invita alla beva. Da bere subito o da riscoprire poi grazie all’attitudine all’invecchiamento.
18 euro

Merenda Sinoira – Döit Langhe Nas-Cetta del Comune di Novello 2024
Ritroviamo un’altra Nas-Cetta che però i ragazzi di Merenda Sinoira vinificano ferma. Una bellissima etichetta descrive l’ultimo nato di questa giovanissima azienda che punta all’innovazione con una attenzione alla tradizione. Questo vitigno è emblema della tradizione di un autoctono ribelle e difficile da gestire in vigna che però se ben domato dà grandi risultati: quindi un vino nuovo, innovativo, da scoprire. Il bel colore giallo paglierino con i suoi riflessi dorati preallude a un naso che ci regala sentori di fiori bianchi e anche frutta quale la mela. In bocca troviamo grassezza e pienezza, ma anche mineralità.
18 euro

Cantina di Carema – Carema Riserva DOC 2020
Carema, posta in una stretta vallata che divide il Piemonte dalla Valle d’Aosta è casa di un nebbiolo molto diverso da quello di Langa. I terreni sono irti, impervi, i terrazzamenti sono necessari e l’effetto di questa viticultura di montagna si ritrova in questa bottiglia. Il colore di questo vino è un bel rosso mattone, scarico nella sua intensità, ma al naso si fanno ben riconoscere profumi di frutta nera e delle piacevolissime speziature.La bocca è avvolgente e ci fa venire voglia di accompagnarlo a qualche piatto della tradizione.
22,50 euro

Ca’ del Baio Asili – Barbaresco DOCG 2023
La famiglia Grasso è riferimento per il Barbaresco DOCG. I vari cru di proprietà regalano caratteristiche diverse e l’Asili rimane uno dei nostri preferiti. Questa anteprima è emozionante e lascia intendere una lunga vita. Il suo colore rosso granato con venature aranciate è invitante. Il naso è pieno, caldo, con sentori di marasca e di violetta che arrivano immediati. Segue il pepe nero e altre spezie. Note di liquirizia sono percepibili. In bocca è avvolgente e invita a immaginarlo su una tavola imbandita con il camino acceso in una uggiosa fredda serata di Langa. Da non perdere.
60 euro

Marchesi di Gresy – Barbaresco DOCG Gaiun Martinenga 2021
Questa azienda non sbaglia mai, i suoi prodotti hanno tenuto negli anni un livello di qualità eccezionale e questo Martinenga, nella selezione Gaiun, non fa eccezione. La 2021 presentata in anteprima è super: sia il naso sia la bocca sono pieni, caldi, i sentori sono quelli tipici del vitigno coltivato in quest’area, ma è la potenza che lo rende sopra la media. I tannini importanti aprono a un lungo futuro. Da bere oggi o da dimenticare per anni in cantina.
130 euro

Produttori del Barbaresco – Barbaresco DOCG 2022
Questa cantina è un’altra icona del mondo del. L’anna 2022 del prodotto classico è tra i top 10 assaggiati durante l’evento. Questo è il prodotto di una annata calda, asciutta e il vino risulta morbido, fresco e di facile beva. L’intensità al naso è grande e la bocca piena. Un vino da chiudere in cantina. Rapporto qualità prezzo eccezionale.
25 euro

Merenda Sinoira – Kidi’ Barolo DOCG 2020
Altro vino per questa giovane cantina: il Barolo DOCG Kidì (Accudito). Per me questo è un Barolo da sbicchierare, pronto, immediato. Il colore rosso rubino scarico con i riflessi granati e aranciati è preludio a pienezza al naso. Caldo, appagante. La frutta scura e la violetta sono solo percepibili, ma i sentori di spezia lo rendono intrigante. Quello che sorprende è la morbidezza dei tannini, mai fastidiosi. Questo è un Barolo giovane di nuova tendenza: non è necessario aspettarlo. Da bere anche lontano dalla tavola, seduti in poltrona tra una chiacchera e l’altra con un amico.
50 euro

Cornarea – Roero DOCG 2022
Anche Cornarea torna nella nostra selezione con questo interessante Nebbiolo del Roero. Sorprendente il naso per la sua intensità, per la ricchezza del frutto nero, ma anche per la prugna, l’amarena e la liquirizia. La spezia si fa sentire tutta e non manca il balsamico. In bocca grande coerenza e pienezza: eccellente. La bottiglia troverà la sua massima espressione negli anni, ma oggi è già pronto da bere e per conquistarci.I suoi abbinamenti sono quelli tipici della tradizione piemontese.
25 euro