Cantina Cordero di Montezemolo FUORICASA 2025 Langhe DOC
Quando si parla di un vino si inizia sempre parlando di un territorio, di un vitigno o di un’azienda. Ma quando il vino si chiama “FUORICASA” la mente corre al significato di questa parola. Se lo cerchiamo sul vocabolario questo termine indica “trovarsi o svolgere un’attività all’esterno della propria abitazione, o lontano dalla propria città. È sinonimo di essere fuori, all’aperto, in trasferta o lontano dal luogo di residenza. Ma può anche significare mangiare o trascorrere il tempo libero lontano dal focolare domestico”.
Ma cosa c’entra tutto questo con un vino? Ce lo spiegano Alberto ed Elena Cordero di Montezemolo che rappresentano la diciannovesima generazione della Cantina Cordero di Montezemolo (oggi distribuita in Italia da Compagnia del vino).
«FUORICASA nasce dalla voglia di raccontare il Pelaverga con uno sguardo libero e attuale, ma profondamente rispettoso della sua identità. È un vitigno che amiamo per la sua finezza e il suo carattere e che oggi sentiamo vicino al modo in cui si vive il vino: con curiosità e piacere. Questo progetto è “fuori casa” solo nel nome: il vigneto si trova sullo stesso fronte collinare di Verduno. Un modo nuovo di restare fedeli alla Langa, senza forzature».
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Pelaverga, chi è costui?
Il Pelaverga, o più precisamente Pelaverga Piccolo, è un vitigno a bacca rossa autoctono del Piemonte; la sua coltivazione è limitata ai soli comuni di Verduno, Roddi e La Morra in provincia di Cuneo e non va confuso con il Pelaverga che viene coltivato nell’area del Saluzzese, da cui si differenzia per l’acino più piccolo oltre che per caratteristiche ampelografiche intrinseche. Una storia in parte avvolta dal mistero, per molto tempo trascurato e considerato una coltura di minor importanza, tanto che veniva soprattutto utilizzate negli assemblaggi. A partire dagli anni Settanta alcuni produttori lungimiranti locali hanno riconosciuto le potenzialità di questo singolare vitigno, dando nuovo impulso alla sua coltivazione.


Il Pelaverga secondo Cantina Cordero di Montezemolo
In una location insolita per Milano, fuori dal centro, nascosta tra i cortili di una volta, Elena ed Alberto Cordero di Montezemolo ci raccontano la storia di questa etichetta che racchiude in sé storia e tradizione.
Roeno Enantio Riserva 1865 Pre-filossera
«Produrre vino non è solo tradizione, ma anche un segno di responsabilità. – spiega Elena- È per questo che ogni decisione che prendiamo, sia in vigna che in cantina, è dettata da coerenza. Siamo convinti che anche un territorio molto forte come il nostro debba evolversi sempre con sensibilità senza perdere autenticità. Da qui, legando equilibrio e storia con sguardo contemporaneo, ci è venuta l’idea per questo nuovo progetto.»
Ad Alberto il compito di spiegare l’ultimo nato nella cantina di famiglia, che si aggiunge ai vini già prodotti dall’azienda, vini molto classici che rappresentano la tradizione. Il Piemonte ha tante sfaccettature e tanti vini, questo permette anche di osare come è stato fatto con il Pelaverga, una cultivar che esiste da oltre 300 anni ed è quasi esclusivamente coltivata nel Comune di Verduno. Un vitigno a cui la famiglia Cordero di Montezemolo è sempre stata particolarmente legata, ma che non avevano mai avuto l’occasione di cimentarsi. Così nel 2021, subito dopo il Covid, prendendo coraggio, si decide che era giunto il momento di dire la loro su questo vitigno. Non disponendo di terreni all’interno della DOC scelgono di sconfinare di circa 2 km dove, a Cherasco, vicino a terreni coltivati a Barbera e Nebbiolo, c’era ancora un piccolo angolino incolto. Ora rimaneva “il problema” della denominazione, a livello legislativo un DOC Langhe generico, ma in questa “debolezza” si è vista un’opportunità: questa la genesi di FUORICASA.
Una piccola distanza che diventa lo spunto per spiegare con semplicità che si può uscire da uno spazio codificato senza perdere né coerenza né autenticità. La stessa etichetta interpreta questo gioco di pensieri e parole. Qui troviamo una gabbietta aperta, un simbolo che generalmente indica una chiusura, ma aperta da idealmente al vino la possibilità di scegliere, di uscire dagli spazi convenzionali, per muoversi con maggiore libertà restando fedele alle proprie radici.


Il vino stesso è interprete di questo messaggio. FUORICASA 2025 è un vino fresco e gioviale fin dal colore. Nel calice si presenta di un bel rosso brillante che permette allo sguardo di vedere oltre. Solo acciaio e una vinificazione delicata per esaltare al massimo il varietale del vitigno. Il bouquet non delude, alla frutta rossa e croccante si alternano accattivanti sentori speziati; ecco allora fragola, ribes, amarena e lampone, poi pepe bianco e rosa, un tocco di ginepro e chiodi di garofano, il tutto armonizzato dal floreale della viola. Il sorso è coerente, agile e scattante, di un’eleganza non scontata, un corpo medio, tannini appena accennati giocano con la freschezza. Un vino moderno e diretto perfetto per essere bevuto giovane e che richiama la convivialità, un vino che apre le porte a nuove prospettive. Grazie alla sua struttura, può essere servito anche leggermente più fresco rispetto alla classica temperatura dei rossi, 10–12 °C, anche grazie al suo grado alcolico contenuto inferiore al 13%.
Oltrenero e l’arte di osare

Con Pasqua e Pasquetta alle porte FUORICASA è perfetto per essere degustato all’aperto per i classici pic-nic. Un vino che non ingabbia, ma lascia la possibilità di interpretarlo e berlo a proprio piacimento. Perfetto con pranzi leggeri, per accompagnare salumi, torte salate, formaggi di media stagionatura, paste fredde o quiche di verdure. Ma non disdegna nemmeno preparazioni più strutturate come lasagne di verdure o polpettine al sugo. Un vino che mette d’accordo un po’ tutti.
Insomma, FUORICASA è un vino fuori zona, fuori dal comune, fuori dal coro e fuori dagli schemi … un vino con cui poter giocare sia con abbinamenti che occasioni, ma senza restare mai delusi…e, credetemi, questo non è assolutamente scontato.
Costa circa 17,00 euro












