In Formula 1 niente è lasciato al caso. Si studia ogni curva, si pianifica ogni sorpasso, si calcola ogni pit stop. Ma poi arriva la gara vera e la realtà ci mette alla prova con nuove sfide. È esattamente con questa metafora che Federico Grom ha aperto la conferenza stampa milanese di LEC, il brand di gelato che condivide con il pilota di Formula 1 Charles Leclerc, Guido Martinetti e Nicolas Todt: quattro amici e quattro soci per una missione piuttosto golosa. Ma non impossibile.

L’appuntamento goloso per un lancio irresistibile

L’appuntamento era nello showroom di Vitale Barberis Canonico, nel cuore di Milano. Tra barattolini colorati e giornalisti curiosissimi, il team ha tirato le somme di un percorso ambizioso e ha annunciato il nuovo gusto che in molti stavano aspettando: WHY NUT?

Cacao, nocciola e 398 calorie. Per barattolo

Il nome già racchiude tutta la sua leggerezza. WHY NUT? gioca con le nocciole (nuts, in inglese) ma anche con la domanda che LEC si pone da sempre: perché rinunciare? Il nuovo barattolo da 460 ml combina il gusto del cacao intenso e la cremosità delle nocciole in quello che Guido Martinetti, il visionario dietro le ricette del brand, descrive come il risultato di una ricerca maniacale su texture e profilo gustativo. “Abbiamo lavorato per ottenere un carattere intenso e cremoso che renda questo gusto assolutamente irresistibile, pur mantenendo una leggerezza straordinaria“, ha spiegato.

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Il numero che fa la differenza? 398 calorie. Non per 100 grammi – come fanno tutti – ma per l’intero barattolo. Una scelta di trasparenza radicale in un mercato abituato a nascondersi dietro le porzioni suggerite. LEC invece lo scrive in rosso sulla confezione e lo fa con piacere visto che ha meno della metà delle calorie rispetto ai principali competitor di mercato.

La ricetta sempre al primo posto

Se pensavate che un pilota di F1 si limitasse a mettere il nome su un prodotto e girare dall’altra parte, LEC è qui per smentirvi. Leclerc racconta di un percorso “super interessante” che lo ha fatto crescere anche fuori dalla pista: “Bisogna adattarsi, come in gara. Ma con il team che abbiamo costruito, l’abbiamo fatto davvero bene”. Una passione, quella per il gelato, Charles porta dietro fin da bambino e che non è mai stata lontana dalla passione per i motori. Al suo fianco, anche in questa avventura, Nicolas Todt, il suo manager storico, che alla disinvoltura da paddock aggiunge una passione per il gelato tutt’altro che casuale.

Federico Grom, già leggenda del gelato artigianale italiano, ha parlato di risorse, sfide logistiche e di una filosofia aziendale che mette sempre la ricetta al primo posto. E Guido Martinetti, il mago, il tecnico, l’appassionato, ha ricordato come ogni ingrediente, ogni fibra, ogni materia prima debba concorrere a un solo obiettivo: il wow al primo cucchiaio.

Come si ottiene la cremosità

La cremosità di LEC non è magia, è scienza applicata al gusto. La struttura di ogni barattolo si regge su un contenuto elevato di fibre, nutriente prezioso ma spesso assente nelle nostre diete, ottenute da ingredienti come polidestrosio e inulina. Nomi che possono sembrare da laboratorio, ma che in realtà vengono rispettivamente dal mais e dalla cicoria, e che nel mondo alimentare sono ingredienti largamente diffusi e consolidati. A completare il quadro, per la maggior parte dei gusti, una quota proteica che trasforma il gelato in qualcosa di più di un semplice dessert. Il risultato finale? Una texture cremosa che non tradisce mai, e un sapore che fa dimenticare in fretta di stare leggendo l’etichetta.

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Il senso di colpa? Non nella lista ingredienti

A dare la cornice scientifica all’evento è intervenuto Alessio Di Gennaro, nutrizionista e content creator, che ha messo il dito su qualcosa di molto contemporaneo: il rapporto emotivo con il cibo. Perché il problema non è sempre calorico quanto più psicologico. Il senso di colpa che accompagna un gelato mangiato sul divano, davanti a una gara di Leclerc o a una partita di Sinner, è un peso inutile che LEC vuole togliere di mezzo. La sua visione è semplice: uno stile di vita sano non significa rinuncia, significa scelte consapevoli. E un gelato buono, leggero e trasparente può – anzi, deve – farne parte.

LEC sul divano? Il modo migliore per chiudere la serata

C’è una domanda che abbiamo voluto rivolgere ai soci di LEC: ma se lo mangio sul divano alle 22, poi dormo? Con la maggior parte dei gelati da GDO la risposta è nota e non è incoraggiante. Troppi zuccheri e troppe calorie significano insonnia sicura. Con LEC, invece, la storia cambia. Alla domanda diretta, Guido Martinetti non ha nessuna esitazione: il gelato LEC interferisce positivamente sul sonno. Non è una battuta, anche se tutti ridono alla conferenza stampa. È che puoi mangiarne in abbondanza senza sentirti appesantito, senza quella sensazione di aver esagerato che ti tiene sveglio a fissare il soffitto, dice in maniera schietta. Poche calorie, fibre, leggerezza reale… Il risultato è che ci si addormenta sereni, soddisfatti e senza sensi di colpa. Che, a pensarci bene, è esattamente il modo migliore per chiudere una serata.

Dal nord Italia a Parigi, con gli occhi puntati su Londra

LEC non corre ovunque ma corre bene, dove è già presente. Il brand è oggi nella GDO del Nord Italia, a Roma, in Francia (soprattutto Sud e Parigi) e in Svizzera, con il mercato UK nel mirino per i prossimi sviluppi. La strategia è chirurgica: niente investimenti a pioggia, ogni euro deve guadagnarsi il suo posto in budget. Come spiega il direttore marketing Diego Pacifici, la pianificazione pubblicitaria è gestita internamente, con campagne organiche e paid che hanno già raggiunto oltre 560.000 follower.

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LEC si fa spazio nel frigo… e sui social. Tra maggio e settembre arriva una campagna massiva su YouTube – 130 milioni di impression previste tra Italia e Francia – mentre in Svizzera e UK il focus è su retail media e promozioni mirate. La TV? È un obiettivo, ma solo quando la distribuzione sarà abbastanza solida da giustificarla. Prima si costruisce la presenza, poi si alza il volume.

Pronti all’asssaggio da metà aprile

E ora non resta che la prova dell’assaggio. Ma bisogna ancora attendere. WHY NUT? arriva sugli scaffali a metà aprile, si aggiunge agli altri creati da casa LEC nei suoi primi 2 anni di vita. L’ambizione di LEC è dichiarata: replicare il meglio del food italiano nel mondo, barattolino dopo barattolino. E allora, perché resistere?